Cronaca Agrigento 3 min

Messina. Ambulatorio polispecialistico nel Messinese, stop alle attività non autorizzate: scatta l’intervento dei NAS

20 Agosto 2026

Un controllo finalizzato a verificare il rispetto delle norme in materia sanitaria ha portato alla sospensione di alcune attività svolte all’interno di un ambulatorio polispecialistico della provincia di Messina. A intervenire sono stati i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Catania, impegnati in una serie di verifiche sul territorio per accertare la regolarità delle prestazioni offerte ai cittadini e il possesso delle necessarie autorizzazioni.

L’ispezione ha fatto emergere, secondo quanto accertato dai militari, una situazione che avrebbe oltrepassato i limiti previsti dall’autorizzazione rilasciata alla struttura. L’ambulatorio, infatti, sarebbe stato formalmente abilitato esclusivamente allo svolgimento di analisi cliniche. Nel corso degli accertamenti, invece, sarebbero state individuate attività riconducibili a numerose specialità mediche. Tra le prestazioni che, stando agli esiti del controllo, sarebbero state erogate senza la prevista autorizzazione figurano quelle legate alla medicina estetica, alla reumatologia, all’endocrinologia e all’oncologia. Gli accertamenti avrebbero inoltre riguardato prestazioni riconducibili alla cardiologia, alla pediatria e alla medicina del lavoro.

Un quadro che ha spinto i Carabinieri del NAS ad approfondire la posizione della struttura e a trasmettere gli esiti dell’attività ispettiva agli uffici competenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina. È stata quindi l’autorità sanitaria a intervenire sul piano amministrativo, adottando un provvedimento di diffida e disponendo la sospensione immediata delle attività sanitarie che sarebbero state svolte in assenza dei necessari titoli autorizzativi.

L’operazione rientra nel più ampio sistema di controlli effettuati dai NAS per verificare il rispetto delle disposizioni che regolano l’erogazione delle prestazioni sanitarie. L’obiettivo è tutelare i pazienti e garantire che visite, esami e trattamenti vengano effettuati esclusivamente all’interno di strutture in possesso dei requisiti previsti e da professionisti operanti nell’ambito delle rispettive competenze.

Particolare attenzione viene riservata proprio alle autorizzazioni, che costituiscono uno degli elementi essenziali per assicurare che una struttura sanitaria possa svolgere determinate attività. Nel caso esaminato nel Messinese, la contestazione sarebbe legata proprio alla distanza tra quanto formalmente autorizzato e le ulteriori prestazioni che sarebbero state invece offerte all’interno dell’ambulatorio.

La documentazione raccolta durante l’ispezione è stata trasmessa all’Asp di Messina, che ha proceduto con l’adozione dei provvedimenti di propria competenza. La sospensione riguarda dunque le attività sanitarie ritenute non autorizzate, in attesa degli ulteriori accertamenti e degli eventuali adempimenti necessari per poter operare nel rispetto della normativa.

La vicenda ha anche un risvolto giudiziario. Il legale rappresentante della struttura è stato infatti deferito all’Autorità giudiziaria competente, alla quale spetterà ora valutare la posizione dell’interessato e gli eventuali profili di responsabilità emersi nel corso dell’attività ispettiva.

Gli accertamenti dei Carabinieri proseguiranno, secondo le competenze previste, nell’ambito delle verifiche sulla regolarità delle attività sanitarie. L’intervento conferma l’attenzione degli organi di controllo nei confronti delle strutture che operano nel settore della salute, soprattutto quando vengono rilevate possibili difformità rispetto alle autorizzazioni ottenute.

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