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Palermo. Comune adotta il PEBA: una città più accessibile per tutti

20 Agosto 2026

Palermo compie un passo importante verso una città più inclusiva. La Giunta comunale ha adottato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), lo strumento destinato a programmare nei prossimi anni gli interventi necessari per rendere edifici, strade e spazi pubblici maggiormente accessibili.

Un provvedimento atteso da tempo, arrivato a circa quarant’anni dalla legge 41 del 1986 che aveva introdotto questo strumento di pianificazione. Il documento, sostenuto dall’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla e dal Consiglio comunale, entrerà adesso nella fase di partecipazione pubblica.

Il Piano sarà infatti pubblicato per 30 giorni sul portale istituzionale e all’Albo Pretorio online, consentendo a cittadini, associazioni e consulte di presentare osservazioni e suggerimenti. Al termine di questo percorso, il PEBA dovrà tornare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Una fotografia dell’accessibilità di Palermo

Alla base del Piano c’è un lavoro di ricognizione del patrimonio e degli spazi urbani. Sono stati censiti 81 immobili comunali, tra cui 26 asili, 28 scuole, 24 sedi amministrative e istituzionali e tre musei.

L’analisi ha inoltre interessato i sette siti UNESCO, i principali itinerari pedonali, le vie storiche, le piazze e le aree verdi presenti sul territorio cittadino.

Gli elementi individuati sono stati rilevati direttamente sul posto, documentati fotograficamente e georeferenziati. I dati sono confluiti in un sistema informativo digitale che potrà essere aggiornato nel tempo, consentendo all’amministrazione di monitorare progressivamente i livelli di accessibilità.

Dal lavoro di ricognizione è scaturita una prima graduatoria degli interventi, destinata a essere ulteriormente affinata anche attraverso il confronto con il tavolo tecnico sulla disabilità.

Un programma da oltre 112 milioni di euro

La stima economica complessiva degli interventi previsti dal PEBA ammonta a circa 112,28 milioni di euro. La programmazione è stata suddivisa in tre differenti orizzonti temporali.

Nel primo periodo, compreso tra uno e tre anni, l’attenzione sarà concentrata soprattutto su asili, scuole e uffici pubblici, individuati tra le strutture sulle quali intervenire con maggiore urgenza.

La seconda fase, prevista tra quattro e sette anni, riguarderà invece la riqualificazione dei principali percorsi UNESCO e degli itinerari storici.

Nel lungo periodo, oltre i sette anni, il programma punta a una trasformazione più estesa della città, comprendendo viabilità, aree verdi e patrimonio storico sottoposto a vincoli.

L’obiettivo, però, non è soltanto eliminare gradini, ostacoli o altri impedimenti fisici. Il PEBA introduce infatti una concezione più ampia dell’accessibilità, prendendo in considerazione anche barriere sensoriali, cognitive e organizzative.

Lagalla: «Un atto di civiltà»

Per il sindaco Roberto Lagalla, l’adozione del Piano rappresenta qualcosa che va oltre il semplice rispetto di un obbligo normativo.

Il primo cittadino ha definito il PEBA uno strumento di «civiltà, cura e responsabilità» nei confronti dell’intera comunità, sottolineando come l’eliminazione delle barriere significhi garantire maggiore autonomia alle persone con disabilità, agli anziani e alle famiglie con bambini.

Una città realmente accessibile, secondo Lagalla, deve inoltre consentire ai visitatori di poter raggiungere e vivere i suoi monumenti senza incontrare ostacoli. Il percorso di consultazione pubblica viene quindi considerato un momento fondamentale per raccogliere contributi e costruire un Piano il più possibile condiviso.

Il sindaco ha inoltre riconosciuto il ruolo svolto dal Consiglio comunale, che ha sostenuto la scelta di destinare risorse alla prima redazione del documento.

Carta: «Una nuova infrastruttura di conoscenza»

L’assessore all’Urbanistica e alla Pianificazione Maurizio Carta ha evidenziato la natura strategica del PEBA, sottolineando come non si tratti semplicemente di un catalogo di opere da realizzare.

Il Piano, secondo l’assessore, costituisce una vera e propria infrastruttura di conoscenza del territorio, capace di mettere la persona e le sue esigenze al centro delle future trasformazioni urbane.

Particolare rilievo viene attribuito alla componente digitale del documento, concepita come uno strumento dinamico e aggiornabile. Il PEBA dovrà inoltre dialogare con gli altri strumenti di pianificazione comunale, dal PUG al PUMS, accompagnando nel tempo la progettazione e la realizzazione delle opere pubbliche.

La partecipazione delle associazioni

Adesso si apre la fase del confronto. Le associazioni che rappresentano le persone con disabilità, insieme alla cittadinanza e agli altri soggetti interessati, potranno contribuire alla definizione delle priorità.

L’assessore alle Politiche sociali Mimma Calabrò ha sottolineato proprio questo aspetto, definendo l’adozione del PEBA un passaggio verso una Palermo più inclusiva e capace di rispondere concretamente alle esigenze delle persone.

Il confronto con il mondo della disabilità, già avviato attraverso incontri e momenti di ascolto, dovrebbe intensificarsi durante la fase di pubblicazione del Piano.

Il PEBA, dunque, non rappresenta un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso destinato a proseguire negli anni. La vera sfida sarà trasformare la fotografia delle criticità in interventi concreti, finanziati e realizzati secondo un ordine di priorità condiviso.

Per Palermo si apre così una nuova fase nella quale l’accessibilità non viene considerata soltanto come l’eliminazione di un ostacolo, ma come un principio destinato a incidere sulla qualità complessiva dello spazio urbano e sulla possibilità, per ogni cittadino, di vivere pienamente la propria città.

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