Cronaca Agrigento 4 min

Siracusa. Giovani, diritto a restare e futuro della Sicilia: il PD apre il confronto

20 Agosto 2026

Il futuro dei giovani siciliani passa anche dalla possibilità di scegliere se restare. È questo il tema che ha attraversato l’iniziativa promossa dal Partito Democratico e dai Giovani Democratici nella sede del PD di Siracusa, dove il confronto politico ha messo al centro una delle questioni più delicate per il futuro dell’Isola: l’emigrazione delle nuove generazioni. La giornata si è sviluppata attraverso l’appuntamento «Dove nasci conta», seguito dal congresso provinciale dei Giovani Democratici. Un doppio momento pensato non soltanto come appuntamento organizzativo, ma come occasione per discutere delle condizioni che spingono tanti ragazzi a lasciare la Sicilia per cercare altrove opportunità di studio, lavoro e crescita personale.

Matilde Di Giovanni

Ad aprire il confronto è stata Matilde Di Giovanni, segretaria del PD Siracusa, che ha ricordato come l’iniziativa sia nata all’interno di un percorso regionale dei Giovani Democratici e abbia affrontato una questione che riguarda direttamente il futuro della Sicilia. Il tema, ha spiegato, è quello dei giovani costretti a spostarsi fuori dall’Isola alla ricerca di opportunità e servizi essenziali. Dal diritto allo studio ai trasporti, fino alla sanità, secondo Di Giovanni sono ancora numerose le condizioni che rendono difficile per tanti ragazzi costruire il proprio futuro in Sicilia. Una situazione che produce conseguenze non soltanto individuali, ma anche economiche e sociali. Quando un giovane parte e successivamente costruisce altrove la propria vita familiare, infatti, il territorio di origine perde competenze, energie, consumi e prospettive di sviluppo.

Giulia Martorana

È proprio il ‘diritto a restare’ il filo conduttore richiamato da Giulia Martorana, segretaria della Federazione dei Giovani Democratici di Siracusa. Martorana ha evidenziato come la campagna regionale “Dove nasci conta” punti a riportare al centro del dibattito un tema spesso affrontato solo marginalmente: la possibilità concreta per un giovane di rimanere nel proprio territorio senza essere costretto a partire. La Sicilia, ha sottolineato, continua a perdere ogni anno una parte consistente della propria popolazione giovanile. Ragazzi e ragazze che si spostano verso il Nord Italia o verso altri Paesi alla ricerca di opportunità, con conseguenze che finiscono per incidere sul futuro stesso della regione, non soltanto dal punto di vista occupazionale ma anche culturale, scolastico e universitario.

Isabella Renda

Una testimonianza particolarmente significativa è arrivata da Isabella Renda, vice-segretaria dei Giovani Democratici di Siracusa e moderatrice dell’incontro. Renda ha affrontato il tema anche a partire dalla propria esperienza personale, spiegando che dal prossimo settembre sarà lei stessa una studentessa fuori sede. Una condizione che rende ancora più concreto il problema affrontato durante l’iniziativa. L’esodo degli studenti dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord e, successivamente, dall’Italia verso l’estero, è stato indicato come una vera e propria “fuga di cervelli”. Una dinamica che, se non accompagnata dalla capacità di creare nuove opportunità nei territori di origine, rischia di trasformarsi in una perdita strutturale per la Sicilia.

Piergiorgio Gerratana

Sul piano politico, Piergiorgio Gerratana, segretario provinciale del PD Siracusa, ha collegato il congresso dei Giovani Democratici alla necessità di dare una struttura e un’organizzazione più compiuta all’organizzazione giovanile. Per Gerratana, attraverso i Giovani Democratici il Partito Democratico prova a “mettere i piedi per terra”, aprendosi alle esigenze e ai sogni delle nuove generazioni. Il congresso diventa quindi anche uno strumento per trasformare le istanze dei ragazzi in una presenza politica organizzata e capace di incidere. Al centro del suo intervento è tornato ancora una volta il diritto di realizzarsi e di rimanere nel luogo in cui si è nati. Un tema che il segretario provinciale considera una delle battaglie politiche più concrete da portare avanti, con l’obiettivo di contrastare l’emigrazione delle giovani coppie e il conseguente impoverimento culturale, umano ed economico della Sicilia.

Gerratana ha inoltre richiamato la proposta del “diritto a restare”, indicandola come un’iniziativa politica con misure concrete e precise, destinata a diventare uno dei terreni di confronto del Partito Democratico. Il quadro emerso durante l’iniziativa restituisce quindi una questione che va ben oltre il semplice dibattito generazionale. La partenza dei giovani rappresenta infatti una delle principali sfide per il futuro della Sicilia: quando a partire sono soprattutto studenti, laureati e giovani qualificati, il territorio rischia di perdere proprio quelle energie che potrebbero contribuire alla sua trasformazione.

Il doppio appuntamento ha quindi assunto un significato politico preciso. Da una parte il confronto sui problemi che condizionano le scelte dei giovani, dall’altra il congresso provinciale chiamato a rinnovare gli organismi dei Giovani Democratici e a individuare nuove priorità di lavoro. La sfida, per il PD e per la sua organizzazione giovanile, sarà adesso trasformare le parole in proposte e iniziative capaci di incidere concretamente sulle condizioni di vita delle nuove generazioni. Perché il punto non è soltanto convincere i giovani a tornare. La vera sfida, emersa dal confronto, è creare le condizioni affinché un ragazzo siciliano possa scegliere liberamente di restare, studiare, lavorare, costruire una famiglia e realizzarsi nella propria terra senza considerare la partenza come l’unica strada possibile.

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