Una conferenza stampa lunga e ricca di spunti quella di Emilio Longo alla vigilia dell’esordio in campionato del Catania contro l’Inter U23. Il tecnico rossazzurro ha affrontato diversi temi, dall’arrivo di Massimo Coda alle condizioni della squadra, passando per modulo, mercato, giovani e aspettative in vista del debutto al Massimino.
Inevitabile partire dal nuovo acquisto rossazzurro. Longo ha accolto con entusiasmo l’arrivo di Massimo Coda, sottolineandone il curriculum e la capacità di portare esperienza all’interno del gruppo. “Coda ha un curriculum impressionante. Dobbiamo preparare una partita contro l’Inter U23, lui non sarà sicuramente della gara. Sente il fuoco dentro? Noi già lo sentiamo tra caldo ed Etna, ci siamo portati questa identità. Mi piace pensare che lui abbia questo fuoco dentro, come tutti noi, perché questa è una terra di fuoco e dobbiamo sentirlo davvero e portare questo fuoco in campo con prestazioni, lucidità, identità, responsabilità. Coda troverà uno spogliatoio infiammato”.
Longo ha difeso il percorso compiuto dalla squadra durante la preparazione, evidenziando soprattutto la disponibilità mostrata dai calciatori. “Rispettiamo un gruppo che si è approcciato con disponibilità e dedizione ad un nuovo progetto tecnico, provando a mantenere una chiara identità. Ci sarà un Catania che ha voglia di legittimare questo percorso attraverso chiari principi di gioco”.
“Sin dal primo giorno di lavoro tutti si sono messi a disposizione con me in maniera massimale, a prescindere dal mercato. Mi auguro che domenica la prestazione del Catania possa mettere in campo quanto di buono e quanto sacrificio la squadra ha posto nel suo cammino per arrivare pronta all’esordio”.
L’emozione del Massimino
Per Longo sarà anche il primo confronto ufficiale da allenatore del Catania davanti al pubblico rossazzurro. “Vorrei riuscire a godermi dall’inizio alla fine tutti i secondi che passerò nell’attesa e soprattutto nel vedere in campo la mia squadra sostenuta da un popolo eccezionale. Da quando sono arrivato a Catania dico che non posso garantire il futuro, non sono un mago, ma garantisco che darò il massimo delle mie potenzialità per questi colori”.
“Vorrei cercare di non steccare questa possibilità, con tanta emozione che fluisce e mi dà la forza di essere il migliore Emilio Longo di sempre sul piano professionale. Dobbiamo provare a dare subito una prova di grossa intesa e maturità”.
“Quello che ho è già tanto”
Sul mercato e sulle eventuali lacune della rosa, Longo ha preferito concentrarsi sui giocatori già a disposizione. “Dobbiamo lavorare su quello che c’è. Mi piacerebbe evidenziare quanto potenziale ho già in squadra, ritenendomi soddisfatto del percorso fatto sin qui”.
“Va dato atto che la società in chiave mercato, il direttore Varrà ed il vicepresidente Grella stanno provando a mettermi a disposizione gente che sia proporzionale a quello che vogliamo fare in termini di gioco”.
“Quello che ho è già tanto. Abbiamo una formazione importante e anche in attacco, secondo me, Flavio Russo e Simone Leonardi, con Sasà Caturano squalificato, sono due ottimi calciatori, figli di questa terra, che possono darci quel qualcosa in più”.
A proposito di Russo e Leonardi: “Gli voglio togliere la responsabilità di essere catanesi ma assicurandomi che portino i colori, il gusto, la passione di questa terra che non conosco ancora benissimo. Una terra che voglio conoscere un pò alla volta, senza invadenza, ma questi ragazzi mi hanno dato modo di vedere la doppia sfaccettatura di questo territorio. Un ragazzo è molto più vicino al popolo, l’altro più riservato. Mi piace che loro possano far vedere agli altri cosa significhi appartenere ad un territorio che ha bisogno di rivalsa”.
La flessibilità tattica sarà fondamentale
Longo non vuole legarsi rigidamente ad un unico sistema di gioco. “Dovremmo cercare il più possibile di essere flessibili, riuscendo ad evolvere in modo intelligente all’interno della partita e del campionato stesso per non essere prevedibili”.
“Stiamo lavorando con un centrocampo a tre in questo periodo, dove uno dei tre centrocampisti è un sottopunta, un attaccante atipico: parliamo di Jimenez”.
“A me interessa capire il vestito che vado a cucire, né troppo largo né stretto. Dobbiamo essere dei sarti in questo mestiere, per fare un campionato importante bisogna scegliere la taglia giusta e cercare di far sì che i ragazzi vestano comodi”.
Il tecnico ha poi parlato della gestione del gruppo. “Il campionato è così lungo che avremo bisogno di tanti calciatori. Non è detto che andiamo avanti giocando sempre con una punta centrale. Potrei schierarne anche due punte, un rifinitore”.
“Le grandi imprese si fanno quando tutti mettono un po’ da parte l’Io e coniugano più spesso il Noi. L’Io è compreso nel Noi. La titolarità non determina l’importanza”.
Il coraggio come prima caratteristica
Longo chiede ai suoi giocatori soprattutto personalità. “La prima caratteristica dei ragazzi è il coraggio. Dobbiamo essere coraggiosi nel proporre le nostre idee, ed è quello che ha dimostrato la squadra nelle precedenti uscite”.
“Riscontriamo la fiducia di tanta gente che ci ha dato fiducia. È straordinario. Mi auguro che i ragazzi capiscano la fiducia nel valore del progetto, mettendo in campo ciò che facciamo in settimana e accettando il verdetto”.
Attenzione alle ripartenze dell’Inter U23
Longo ha mostrato grande rispetto per l’avversario. “L’Inter U23 è da prendere con le molle, ha in organico giocatori che vedremo nelle massime categorie, gente di gamba, strutturata, selezionata, allenata da un tecnico vincente e pragmatico”.
“Noi siamo il Catania e mi piacerebbe analizzare più noi che gli altri. Non cerco alibi, noi possiamo vincere contro chiunque e va dimostrato in campo”.
“Il nostro modo di fare ci porta a tenere tanto la palla e portare tanti uomini nella metà campo avversaria. In questo modo però ti esponi alle ripartenze. Non dobbiamo farci prendere in giro dal gioco, ma avere anche il giusto equilibrio”.
Lunetta e Aloi
Sul fronte degli indisponibili, Longo ha fatto il punto sulle condizioni di Gabriel Lunetta. “Ha un piccolo risentimento all’adduttore. In modo precauzionale stiamo provando a fargli riprendere i carichi nel modo giusto per non dargli delle noie successive che lo allontanerebbero più a lungo dal campo”.
Importante anche il passaggio su Salvatore Aloi: “Se lo avessimo avuto dall’inizio avremmo probabilmente risolto tanti problemi in chiave mercato. Potrà darci una mano anche sul piano umano, infatti abbiamo chiesto che venga al campo con noi e poi faccia la sua rieducazione”.
“Non sarà in lista, ma l’auspicio è che possa essere un acquisto successivo per il Catania. Viaggiamo step by step per un infortunio strano, non siamo ancora arrivati alla conclusione della vicenda, anche contattando maestranze esterne”.
Russo, Masciangelo e Mihai
“In parte potremmo vederli in campo domenica. Flavio aveva lavorato più di Masciangelo in precedenza, con due settimane di lavoro in gruppo, mentre Masciangelo ha lavorato tanto ma non in un’equipe, dunque c’è maggiore distanza tra il fitness e la condizione da campo”.
“Su Mihai stiamo provando a capire la sua utilità all’interno del progetto e poi faremo valutazioni più approfondite”.
Le lezioni di Parma
“Quando si subiscono i gol di Parma non è giusto parlare di un singolo reparto. Sul primo gol la squadra ha marcato male a zona, sul secondo, preso in transizione, Cicerelli perde palla in mezzo al campo in modo un po’ leggero”.
“La squadra in non possesso non è stata brava nella sua totalità, la difesa è stata aiutata poco”.
“La qualità della difesa crescerà quando non perderemo palle innocue nella trequarti avversaria”.
“Il possesso deve diventare più efficace, facendo in modo che il dribbling degli esterni rasenti l’80% di riuscita, migliorando il passaggio di rifinitura e soprattutto prendendo più coscienza degli spazi di gioco, perchè spesso abbiamo intasato le stesse zone di campo. I ragazzi cercano tutti di andare verso la palla, dobbiamo posizionarci nel modo giusto cercando in modo razionale di acquisire gli spazi”.
“C’è da migliorare la fase della scelta. Problema mascherato bene a Vicenza, benissimo col Ravenna, a Parma invece abbiamo pensato e scelto con un tempo enorme. Dobbiamo abbassare il momento del pensiero ed essere più veloci nella scelta. Quando arriveremo a quel concetto questa squadra può diventare davvero importante”.
Di Gennaro e Dini
“Con Di Gennaro non c’è mai stato un problema, sta rientrando con il gruppo squadra, nessuna problematica di natura tecnico-tattica. C’è l’interesse di continuare un percorso. Ovviamente questo va fatto insieme, quindi va trovata una sintonia affinché il meccanismo prosegua”.
“Dini? Ho due ottimi portieri a disposizione, ho fatto delle scelte nelle prime partite, ne farò ancora altre. Ulteriori valutazioni spettano al cammino comune delle due parti, società e calciatore2.
Jimenez e la sfida per la Serie B
“Kaleb è davanti ad una scelta, so quanta voglia ha di fare una categoria superiore. Ai ragazzi dico che noi abbiamo la possibilità con questo progetto ed in questa società di acquisire la B a Catania”.
“Non è la migliore mezzala di contenimento del campionato, ma sicuramente la migliore mezzala per rifinitura, qualità di superamento in dribbling nell’uno contro uno e finalizzazione”.
“Deve legittimare con i numeri la sua ipotetica potenzialità. Non è in B per quello oggi. La sua sfida non è trovare la B da comprimario, ma lavorare per prendersi la B in una piazza che in B vale anche altre categorie”.
Cicerelli e Bruzzaniti
“Cicerelli e Bruzzaniti sono giocatori che tutti i miei colleghi vorrebbero avere a disposizione”.
“Cicerelli si è calato nel progetto in maniera assoluta, continua in modo parallelo a lavorare bene in gruppo provando a trovare un vantaggio professionale contrattualistico con la società. Mi piacerebbe che Cicerelli accetti Catania perchè gli piace tanto lavorare in questo modo e che la società lo metta nelle migliori condizioni riuscendo ad essere ecologica rispetto alla forma economica. Mi auguro che si arrivi a questo compimento”.
“Bruzzaniti ha fatto la mezzala nel secondo tempo a Parma in maniera egregia, può anche giocare sulla fascia da esterno nel lato opposto per rientrare. È una freccia importante che spero di rendere ancora più efficace”.
Di Marco e Quaini
“È una mezzala moderna, con grandissimo inserimento, doti metaboliche molto importanti, tecnica di base, è un destro, ha sempre fatto gol. Lo ritengo un cursore interessante, box to box che può formare con Corbari una coppia molto interessante di grande valore”.
“Quaini sta cambiando molto rispetto alle sue scelte precedenti. Mi è sembrato anche più reattivo, l’ho ritrovato di grossa sostanza, comincia a velocizzare la manovra. Fa il play nel modo giusto, ricoprendo anche il ruolo di difensore centrale di qualità in molti allenamenti. Sono davvero contento di lui”.
Spazio anche ai giovani e Nicolò Catania in particolare
“Drammeh in questo periodo non farà parte del progetto prima squadra, Vitali si è messo a disposizione da subito quando non avevamo un portiere, rientrando da una vacanza, un gesto che abbiamo premiato portandolo in ritiro”.
“Amendola, Torre e De Falco sono giovani interessanti che lavorano con noi. Ne convocheremo qualcuno in vista dell’Inter U23”.
“Spesso i giovani hanno fretta di arrivare, chi va troppo veloce però a volte sbanda. C’è bisogno di tempo, con educazione e lo spirito di rubare il mestiere di altri”.
“Nicolò Catania in molte squadre di questa categoria potrebbe già dire la sua. Ho trovato un calciatore interessante, con qualità molto elevate. È un buon profilo, rimarrà in pianta stabile in prima squadra”.
“Lo sto utilizzando da mezzala, esterno d’attacco, ha potenzialtà, è educato, non dice una parola. Mi piace pensare che lui continui questo percorso con grandissima umiltà ed educazione. Abbiamo bisogno anche di portare gente del territorio per alzare il livello. Il senso di essere appartenente ad un territorio può consentire al gruppo stesso di dare qualcosa di più”.
Il messaggio finale
Longo ha chiuso la sua lunga conferenza tornando sul concetto di responsabilità e appartenenza. “Sono abituato a chiedermi cosa posso fare per rendermi utile. Se diamo fiducia diamo il meglio di noi stessi. Non ci è mai mancato nulla, abbiamo lavorato bene, ci siamo stimati e detti le cose in faccia, anche con chi è andato via. Senza giri di parole. Bisogna essere leali con le persone”.
E infine il messaggio che racchiude lo spirito con cui il Catania si prepara al debutto: “Dobbiamo provare ad essere identitari veri, senza trovare scorciatoie in partita, riportando tutto quello che si fa in campo per 100 minuti. Poi l’allenatore si assumerà le responsabilità di quel che accadrà. I ragazzi devono essere leali rispetto al progetto, ed io sono molto fiducioso”.
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L’articolo Longo alla vigilia dell’Inter U23: “Dobbiamo portare il fuoco in campo. Voglio vedere una squadra coraggiosa e identitaria” proviene da Tutto Calcio Catania.