Cronaca Catania 4 min

Catania, budget dimezzato e tante incognite: la situazione

24 Agosto 2026

Nel corso di ‘Corner’, su Telecolor, il giornalista Alessandro Vagliasindi ha fatto il punto sulla situazione economica e organizzativa del club, soffermandosi sulle difficoltà emerse negli ultimi mesi e sulle conseguenze che stanno accompagnando l’avvio della nuova stagione.

Dal budget di 9 milioni ai 4 milioni

Secondo quanto riferito da Vagliasindi, al termine della scorsa stagione era stato preventivato un budget complessivo di circa 9 milioni di euro destinato a prima squadra, staff tecnico, squadra femminile e settore giovanile. Nelle settimane successive, però, questa previsione è stata significativamente ridimensionata, scendendo a circa 4 milioni di euro.

Una scelta che, secondo la ricostruzione, ha avuto conseguenze anche sul piano societario, fino alle dimissioni presentate da Grella, poi respinte dalla proprietà. Un passaggio rappresentante un primo segnale del nuovo corso economico imposto dal club.

Il caso fideiussione

Tra le questioni più delicate c’è poi quella relativa alla copertura fideiussoria dei contratti che eccedono il milione di euro del monte ingaggi. L’adempimento, quantificato in circa 750mila euro, doveva essere completato entro il 10 agosto. Il Catania, come noto, non ha rispettato la scadenza, provvedendo successivamente alla costituzione dell’escrow account.

Vagliasindi ha evidenziato come questa situazione dovrebbe portare a un deferimento alla Procura Federale e, successivamente, a una possibile penalizzazione in classifica. La stima indicata è nell’ordine di 1-2 punti, anche se per conoscere con certezza l’entità dell’eventuale sanzione sarà necessario attendere i tempi della giustizia sportiva. Il verdetto potrebbe arrivare tra settembre e i primi di ottobre.

Debiti con fornitori e professionisti

Un altro capitolo riguarda la situazione debitoria del club. Il Catania avrebbe oggi debiti nei confronti di fornitori e professionisti per circa 3 milioni di euro. Tra i creditori rientrerebbe anche la società incaricata della manutenzione del manto erboso del Massimino e dei lavori di ripristino dei campi di allenamento di Torre del Grifo.

Il contenzioso sarebbe comunque indirizzato verso una soluzione attraverso un accordo di ristrutturazione del debito. Una situazione che ha avuto ripercussioni anche sullo stato del terreno di gioco del Massimino, arrivato all’inizio del campionato non nelle condizioni ideali.

Torre del Grifo, lavori fermi

Particolarmente delicata anche la questione relativa a Torre del Grifo. Vagliasindi ha parlato di un credito vantato dall’ingegnere Stancanelli, la cui impresa aveva assunto l’appalto per i lavori di ripristino del centro sportivo. Gli interventi, però, sarebbero fermi dalla fine di giugno.

Il risultato è che la prima squadra non può ancora utilizzare regolarmente il centro sportivo per gli allenamenti, con una situazione logistica che inevitabilmente condiziona la preparazione. Alcune sedute sono state svolte a Misterbianco, su un terreno sintetico, soluzione che non può rappresentare una risposta adeguata per l’intera stagione.

La ricerca di un campo in erba

Il Catania sta quindi cercando un’alternativa per gli allenamenti su un campo in erba naturale. Tra le ipotesi ci sarebbe anche Pedara. Anche questa soluzione, tuttavia, comporterebbe ulteriori costi: il Comune avrebbe infatti richiesto al Catania alcuni interventi per rendere il campo idoneo all’utilizzo da parte della squadra. Un’ulteriore voce di spesa per una società che sta affrontando una fase caratterizzata da una forte attenzione al contenimento dei costi.

Il caso Longhitano

Nella sua analisi, Vagliasindi ha inoltre fatto riferimento alla posizione di Enzo Longhitano, figura storicamente legata alla gestione logistica di Torre del Grifo e dello stadio Angelo Massimino. Secondo quanto riportato, Longhitano sarebbe stato progressivamente messo da parte dopo l’inserimento di un’altra figura professionale da parte del consigliere d’amministrazione David Tucker. Un cambiamento che si inserisce in una più ampia riorganizzazione della struttura societaria e della gestione logistica degli impianti.

Un quadro complesso

Il quadro delineato da Vagliasindi racconta dunque un Catania alle prese con diverse problematiche che vanno oltre il rettangolo verde: ridimensionamento del budget, vicenda fideiussoria, debiti verso fornitori e professionisti, lavori fermi a Torre del Grifo e difficoltà nel reperire strutture adeguate per gli allenamenti.

Questioni che si intrecciano inevitabilmente con il progetto sportivo. La squadra deve competere in campionato, ma intorno alla prima squadra resta da risolvere una serie di nodi economici, infrastrutturali e organizzativi.

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