La trafila nel settore giovanile della Lazio, l’esordio in A e a livello continentale in maglia biancoceleste, la convocazione nell’Italia Under 20, poi il passaggio alla Salernitana e un lungo girovagare, con tanto Sud nella sua carriera. L’imperativo di Enrico Zampa è adesso la promozione da raggiungere con il Messina. Il 34enne di Frascati ma tarantino d’adozione, tra le pedine di maggiore esperienza del nuovo corso dei giallorossi, con oltre 250 presenze tra i professionisti, si racconta alla nostra testata.
Zampa cerca un varco (foto Emanuele Villari)
Nella rosa costruita dal ds Pellegrino e dal tecnico Torrisi non mancherà di certo la concorrenza. Ci sono tante alternative e qualità a centrocampo ma anche negli altri reparti. Come ti trovi con il 4-2-3-1? “Siamo una squadra completa in tutti i reparti e c’è una sana concorrenza tra di noi che alza la qualità degli allenamenti. Mi trovo molto bene perché è un modulo che ho già fatto in passato ma aldilà degli schemi deve esserci da parte di tutti la predisposizione, sacrificio e voglia di recepire quelle che sono le idee del mister. L’atteggiamento farà la differenza aldilà di un modulo o dell’altro. Nel mio reparto c’è gente forte e questo è un bene per tutti perché sarà una stagione lunga e c’è bisogno dell’apporto di tutti quanti”.
Da una piazza storica all’altra, costretta a ripartire dal basso. Dopo la breve esperienza nella tua Taranto un altro anno in Eccellenza. Cosa deve fare il Messina per vincere ed evitare le insidie di questa categoria? “Ho scelto Messina, al di là di quale sarebbe stata la categoria, perché una piazza così non si può mai rifiutare, nonostante avessi anche richieste da squadre di D. Per arrivare fino in fondo servirà pareggiare l’agonismo e la ferocia che ogni squadra metterà contro di noi, perché l’insidia più grande è proprio quella. Tutti faranno la partita della vita e ogni domenica sarà dura, ma se capiamo questo sin da subito con la nostra qualità possiamo fare veramente bene. Come Taranto mi auguro che Messina possa tornare al più presto nel calcio che conta perché hanno uno storico importante e non possono restare in queste categorie, sperando che sia io che i miei compagni, insieme al mister, al direttore e alla società, che sta facendo grandi sforzi, saremo gli artefici di questa rinascita”.
La ripartenza di Zampa (foto Federico Serra)
Eri già stato in Sicilia a Trapani in B e a Siracusa in D. Quale il ricordo dell’isola? “Il ricordo più bello che porto di questa terra, al di là del lato calcistico, è la bontà con cui le persone mi hanno accolto e che ho ritrovato anche adesso qui a Messina”.
Sei cresciuto nel vivaio della Lazio, con cui hai anche esordito in Europa League (contro lo Sporting Lisbona nel 2011, entrando al posto di Hernanes), e hai vissuto un grande biennio a Monopoli. Sono le esperienze più significative o ricordi qualche altra tappa in particolare della tua lunga carriera? “Sicuramente gli esordi in serie A e in Europa League mi hanno lasciato emozioni importanti e ora raccontarlo a mio figlio mi fa ancora venire la pelle d’oca. Ma oltre ai miei trascorsi, anche le annate a Salerno, dove ho vinto campionato e Supercoppa italiana di Seconda Divisione, hanno significato tanto, facendomi crescere molto a livello caratteriale. Da lì i due anni in B mi hanno dato autostima e oggi mi porto dietro tutta questa esperienza che mi auguro possa aiutare il Messina a vincere questo campionato”.
L’articolo Zampa: “Serve un Messina feroce per vincere. La Lazio un ricordo da pelle d’oca” proviene da Messina Sportiva.