Cronaca Catania 6 min

ESCLUSIVA – Di Julio: “Con il Monopoli mi aspetto una reazione sul piano caratteriale. Anche il nostro Catania iniziò con un ko, poi costruimmo la promozione”

27 Agosto 2026

Due anni vissuti intensamente alle pendici dell’Etna. Culminati con la vittoria del campionato e la promozione in Serie C1 nella stagione 1998-99. Mantenendo intatto nel tempo il legame con la piazza etnea. Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, Dino Di Julio si aspetta una reazione dalla squadra dopo aver steccato l’esordio in casa con l’Inter U23. Curiosamente l’annata che vide il centrocampista scuola Lazio tra i protagonisti della cavalcata che riportò il Catania in C1 iniziò con un passo falso interno. Finì 0-1 in favore del Castrovillari.

Il Catania visto all’opera domenica contro l’Inter U23 è apparso ancora in fase di rodaggio. Quanto tempo ci vorrà affinché emergano i reali valori della squadra?
«Purtroppo c’è stato un passo falso domenica e in questa categoria è sempre dietro l’angolo. Nulla va dato per scontato. I valori come al solito ogni anno sono sempre altissimi. Però sappiamo benissimo che qualsiasi squadra che incontra il Catania lo affronta sempre in modo totalmente diverso dalle altre perché è una formazione costruita per salire di categoria. È normale che le squadre che vengono ad affrontare il Catania giochino al 200% per metterli in difficoltà come è successo già domenica».

Il passaggio da Toscano a Longo ha determinato un cambio di modulo e di principi di gioco da applicare in campo…
«La società ha fatto la sua scelta, come è giusto che sia, individuando un mister con dei valori e dei principi di gioco aderenti all’ampia rosa che ha il Catania. Secondo me probabilmente già da sabato sarà totalmente diversa anche sotto l’aspetto dell’approccio».

L’arrivo quasi a fine mercato dei centrocampisti auspicati potrebbe rappresentare un handicap per il funzionamento della zona nevralgica del campo?
«Ma no! Probabilmente il mister e la società hanno fatto anche un programma. Devi avere secondo me, e credo che lo sappiano anche il mister e la società, ventidue titolari che mettano in difficoltà negli allenamenti nel senso buono. Alzare l’asticella, perché poi alla fine l’obiettivo unico è quello di portare il Catania in alto. Devi avere giocatori importanti e un progetto unico, l’allenatore deve avere tanta qualità a disposizione. La differenza la fa sempre il giocatore che alla lunga potrebbe giocare meno e magari ti fa la prestazione quando cala un reparto. In una squadra il reparto più importante è proprio il centrocampo. Lo dico essendo stato giocatore e facendo anche l’allenatore, perchè è il reparto che mette equilibrio in una squadra. Se rende al 100% ne beneficiano sicuramente la difesa, che soffre in misura inferiore, ma soprattutto l’attacco che può avere tanti palloni a disposizione. Devi avere un centrocampo con qualità, aggressione e dinamismo ma allo stesso tempo giocatori dotati di personalità per mandare in gol i compagni d’attacco».

Il Monopoli, prossimo avversario del Catania, è tra le formazioni cha ha cambiato meno e lavora ormai da anni con lo stesso allenatore. Che squadra troveranno i rossazzurri?
«Troveranno una squadra abbastanza giovane, anche loro giocano molto bene. Non a caso spesso lo hanno messo in grosse difficoltà. Forse l’unico vantaggio che avranno i rossazzurri è che non giocheranno allo stadio di Monopoli. Però mi aspetto sicuramente da parte del Catania una reazione già da sabato sotto l’aspetto caratteriale e sicuramente sarà così perché, ripeto, i giocatori che arrivano sanno benissimo che la prima cosa che devono far vedere oltre alle qualità tecniche è la voglia di portare la prestazione a casa. Mi aspetto una partita molto determinata da parte dei giocatori e del mister sul piano dell’approccio, provando a riscattare il ko con l’Inter U23. Anche se forse il Catania non meritava di perdere. Quei due gol presi nel primo tempo sono stati una botta forte, hanno avuto un’ottima reazione però purtroppo se non riesci a far gol diventa sempre più difficile. Sono sicuro che sabato sarà un’altra partita, si vedranno delle differenze rispetto all’esordio».

Possiamo aspettarci una squadra più brillante dal punto di vista fisico?
«Credo abbiano fatto una preparazione importante. L’allenatore ha a disposizione una rosa ampia di giocatori validi e credo abbiano fatto una preparazione mirata, con la consapevolezza che in questa categoria devi arrivare nei momenti clou molto bene fisicamente. Tante squadre in C hanno fisicità, corsa e capacità di andare a pressare. Devi essere preparato molto bene sotto questi aspetti oltre alle qualità tecniche che, ripeto, non mancano ai giocatori del Catania. La priorità è l’aspetto fisico».

Si alza l’asticella della contesa considerando che si incontrerà un avversario più coeso in termini di alchimia di squadra e meccanismi di gioco…
«Il Monopoli ha cambiato qualche giovane. Conosco il direttore che è un amico, loro fanno questa politica di tanti giovani più la base importante con i difensori e il portiere. Dovevano acquistare un attaccante ma Patierno è andato al Casarano. Era quasi conclusa però probabilmente credo abbia fatto una scelta perché i salentini hanno allestito una squadra per poter star lì nella zona alta della classifica. Il Monopoli è una formazione molto equilibrata con un ottimo allenatore che sa cambiare modulo in corsa. Un anno ha giocato con tre moduli diversi, ha dei giocatori bravi e diversi giovani interessanti».

Monopoli rappresenta ormai una realtà consolidata in Serie C…
«Adesso stanno rifacendo lo stadio. C’è un progetto dietro dove il direttore sportivo, che tra l’altro ha giocato insieme a me proprio nel Monopoli, è molto bravo a scegliere i giocatori. Resta il fatto che l’indicazione loro è quella di valutare i giovani e cercare di rimanere nella categoria e sono anni che ci riescono arrivando anche a fare i play-off. È una squadra di categoria che mette spesso in difficoltà squadre attrezzate per andare in Serie B. Non hanno un singolo che fa la differenza ma un pacchetto di giocatori molto coesi, con corsa e qualità tecniche. Dall’altra parte troveranno una squadra fatta di giocatori che hanno militato in categorie importanti. Sanno che adesso è cominciato il campionato e bisogna badare al sodo, fare prestazioni e portare punti anche giocando male. Io ho avuto esperienze, anche quell’anno della promozione in rossazzurro non facevamo magari delle prestazioni importanti però era basilare ottenere il risultato. Avevamo elementi che magari una partita un po’ storta, passami il termine, te la risolvevano con una giocata. In partite complicate magari il colpo di qualche giocatore più dotato sotto quell’aspetto lì fa la differenza».

L’anno in cui foste promossi in Serie C1 iniziaste con una sconfitta casalinga di misura contro il Castrovillari (0-1). Come vi siete trovati a gestire la falsa partenza di quella stagione conclusa con la vittoria del campionato?
«Quell’anno la società aveva allestito una squadra importante. Fortunatamente ci conoscevamo quasi tutti perché avevamo giocato chi contro, chi insieme. Ci siamo guardati in faccia. Volevamo giocare per stare in vetta e ci serviva probabilmente qualcosa in più per quel tipo di campionato. Proprio quella settimana lì fu un continuo stare insieme, cene. Poi avevamo giocatori con tanta personalità, abituati a queste piazze, e da lì ci siamo messi sotto. Ci allenavamo al 200% perché sapevamo che ogni domenica dovevamo quantomeno dimostrare la prestazione e far vedere comunque ai tifosi che davamo quello che volevano vedere loro e la famosa maglietta sudata. Da lì abbiamo iniziato veramente gradino dopo gradino a crescere sotto l’aspetto dell’unione, della preparazione alla partita perché sapevamo di andare in campi dove volevano batterci a tutti i costi. Il Messina aveva allestito una squadra importante però con la forza del gruppo e giocatori molto più forti eravamo consapevoli di potercela fare».

Si ringrazia Dino Di Julio per la gentile concessione dell’intervista.

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