Rodolfo Rombaldoni, vicecampione olimpico e pluriscudettato con Fortitudo Bologna e Montepaschi Siena, ha incontrato al PalaMilone i giovani della Svincolati Milazzo. Queste le sue emozioni sul ritorno in Sicilia, lì dove ha iniziato la sua carriera a Barcellona. “Ero un ragazzo che voleva giocare a pallacanestro con tanti sogni in testa e ho avuto la fortuna di fare della mia passione un lavoro. Quest’iniziativa mi ha consentito di ritrovare tanti amici a Milazzo, questo posto mi emoziona sempre molto perché ho vissuto in questa terra due anni importanti per la mia carriera”.
Rodolfo Rombaldoni e il presidente Giambò
Spicca appunto un secondo posto ad Atene 2004, un traguardo che in pochi possono vantare. “L’argento olimpico ha rappresentato l’apice della mia carriera, essere convocato in Nazionale, potere maturare quella esperienza e ottenere quel successo indimenticato fa sì che ripensarlo oggi a più di vent’anni di distanza mi suscita dentro ancora grandi emozioni, difficili da spiegare”.
Chiara la sua idea sulle nuove generazioni e le metodologie di allenamento: “Non penso che prima si stava meglio mentre oggi è tutto negativo. I ragazzi, a differenza nostra, oggi sono più svegli e creativi, bisogna allenarli sapendo trovare la chiave giusta e conquistarli perché poi se questo succede diventano ancora più allenabili di noi. In Italia spesso lo straniero e l’esterofilo trova più terreno fertile però è anche necessario da italiano avere le giuste qualità per pretendere minuti. Serve equilibrio tra il richiedere spazio in campo e l’ottenere la necessaria fiducia”.
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