Un’estate all’insegna dei controlli serrati quella condotta dalla Guardia di Finanza di Siracusa, che ha deciso di puntare i riflettori su uno dei comparti economici più dinamici e in continua espansione del territorio aretuseo: quello turistico-ricettivo. Complice il boom di presenze registrato nei mesi estivi, le Fiamme Gialle hanno messo in campo una vasta operazione di controllo, rivolgendo l’attenzione in particolare a B&B e case vacanze, con l’obiettivo dichiarato di stanare proprietari e gestori che, dietro l’apparenza di un’attività regolare, sottraevano al fisco parte consistente dei propri guadagni.
A guidare le verifiche non è stato il caso, né una semplice attività a campione, bensì un lavoro certosino di analisi e intelligence economico-finanziaria. I finanzieri, prima di passare ai controlli sul campo, hanno infatti incrociato una mole considerevole di dati raccolti sul web, sui social network — dove molte strutture ricettive pubblicizzano le proprie disponibilità e i propri prezzi — e nelle banche dati in dotazione al Corpo. Un metodo che ha permesso di individuare con precisione i profili a più alto rischio di evasione, il bilancio dei controlli è significativo: oltre 800 mila euro di incassi non dichiarati al Fisco, ai quali corrisponde un’imposta evasa complessivamente superiore a 200 mila euro.
Dalle vetrine online ai controlli fiscali
La selezione dei contribuenti da sottoporre a verifica non sarebbe dunque avvenuta casualmente. Gli investigatori hanno passato al setaccio anche le tracce lasciate online dalle attività ricettive, confrontandole con le informazioni presenti nelle banche dati fiscali.
Ed è proprio da questo incrocio che sono emerse diverse situazioni irregolari. In 20 casi, i soggetti controllati risultavano regolarmente conosciuti dal Fisco e dichiaravano i redditi derivanti dalla propria attività lavorativa o professionale, ma avevano omesso di indicare gli introiti ottenuti dalla locazione degli immobili destinati all’attività turistico-ricettiva.
Ancora più rilevante il dato relativo ai cosiddetti evasori totali: 23 persone sono risultate completamente sconosciute al Fisco, non avendo presentato alcuna dichiarazione dei redditi. In alcuni di questi casi, i controlli avrebbero consentito di ricostruire guadagni annuali compresi tra 40 mila e 50 mila euro attraverso la gestione delle strutture ricettive.
La titolare che ha smesso di rispondere al telefono
L’attività ispettiva ha prodotto risultati anche attraverso la regolarizzazione spontanea di alcune posizioni. In alcuni casi, infatti, i contribuenti, una volta convocati per l’apertura del controllo e trovandosi ancora nei termini per regolarizzare la propria posizione fiscale, hanno presentato rettifiche e dichiarazioni integrative.
Un passaggio che ha consentito di far emergere ulteriori redditi non dichiarati per circa 110 mila euro, con una conseguente imposta che, senza la regolarizzazione, non sarebbe stata versata per complessivi 26 mila euro.
Tra gli episodi emersi durante la campagna di controlli ce n’è anche uno particolarmente singolare. Una proprietaria di una casa vacanze, ampiamente pubblicizzata sui diversi portali web dedicati alle locazioni turistiche, dopo essere stata convocata dai Finanzieri per l’avvio della verifica avrebbe inizialmente consegnato diligentemente la documentazione richiesta. Poi, improvvisamente, è diventata irreperibile. Non avrebbe più risposto al telefono, evidentemente nella convinzione che interrompere i contatti potesse ostacolare o impedire la conclusione dell’accertamento.
È accaduto esattamente il contrario. I militari hanno portato a termine le attività ispettive, ricostruendo significativi guadagni non dichiarati. Alla contribuente è stato notificato il verbale di controllo e la sua posizione è stata inoltre segnalata all’Agenzia delle Entrate e all’INPS.
Il motivo è emerso dalla ricostruzione della sua posizione relativa al medesimo periodo: la donna risultava infatti anche percettrice del reddito di cittadinanza, il sussidio statale destinato al contrasto della povertà.
Televisori nelle strutture, ma canone speciale non pagato
La lente dei controlli non si è concentrata esclusivamente sui redditi prodotti dalle attività ricettive. Nel corso delle verifiche, i Finanzieri hanno infatti controllato anche la regolarizzazione del canone speciale di abbonamento radiotelevisivo, dovuto in relazione all’eventuale presenza di apparecchi televisivi all’interno delle strutture ricettive.
Anche su questo fronte il risultato è stato netto: la quasi totalità dei soggetti controllati non aveva provveduto al pagamento del canone dovuto. Un ulteriore tassello di un’attività che ha puntato quindi non soltanto a ricostruire gli incassi sottratti alla dichiarazione fiscale, ma anche a verificare il rispetto degli obblighi connessi alla gestione delle strutture.
L’intesa con il Comune
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro della collaborazione istituzionale tra Guardia di Finanza e Comune di Siracusa, rafforzata da uno specifico protocollo d’intesa formalizzato il 24 agosto 2026.
L’accordo prevede lo scambio di dati e informazioni, nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali, con l’obiettivo di rafforzare il contrasto alle condotte che incidono sugli interessi economici e finanziari pubblici.
Tra gli ambiti indicati rientra anche l’evasione della cosiddetta tassa di soggiorno, una voce particolarmente rilevante in un territorio caratterizzato da una forte vocazione turistica.
La sfida alla zona grigia del turismo
I numeri restituiscono così una fotografia precisa di una parte del comparto turistico-ricettivo siracusano: un settore strategico per l’economia locale, ma anche esposto al rischio che attività svolte attraverso piattaforme digitali e canali online sfuggano ai tradizionali meccanismi di controllo.
Gli oltre 800 mila euro di incassi sottratti alla dichiarazione, le 23 posizioni completamente sconosciute al Fisco e gli ulteriori redditi emersi grazie alle regolarizzazioni delineano un fenomeno che la Guardia di Finanza ha scelto di affrontare partendo proprio dalla presenza digitale delle strutture.
L’attività, sottolineano le Fiamme Gialle, rappresenta un esempio delle verifiche quotidianamente condotte sul territorio per contrastare le condotte evasive e tutelare la legalità economico-finanziaria. Una strategia che punta sempre più sull’incrocio dei dati e sulla capacità di trasformare le informazioni reperibili online in elementi utili per individuare anomalie e incongruenze fiscali.
E, in una provincia dove il turismo rappresenta una delle principali risorse economiche, il messaggio è chiaro: la vetrina digitale di una casa vacanze può diventare anche una delle prime tracce attraverso cui il Fisco ricostruisce quanto realmente incassato.
L’articolo Siracusa. Maxi blitz in B&B e case vacanze, oltre 800 mila euro in nero: stanati 23 evasori proviene da Libertà Sicilia.