Cronaca Catania 4 min

Avv. Munzone: “Dal mercato alla pressione, il Catania deve ritrovare i suoi equilibri”

28 Agosto 2026

Dalla prestazione contro l’Inter U23 alle questioni societarie, passando per il mercato ed il peso della maglia rossazzurra. L’avvocato Carmelo Munzone, ex responsabile dell’area legale in orbita Calcio Catania, ha affrontato diversi temi nel corso di ‘Corner’, trasmissione di Telecolor, offrendo una lettura a tutto campo del momento vissuto dal club etneo.

Partendo dal campo, Munzone ha analizzato l’esordio del Catania contro l’Inter U23, sottolineando soprattutto la differenza di condizione tra le due squadre. “Il Catania ha approcciato abbastanza bene la gara con l’Inter U23, la freschezza dei giocatori nerazzurri ha messo il Catania un po’ sotto pressione e qualcuno l’ha sofferta con degli errori individuali”, ha spiegato.

Secondo Munzone, il Catania ha avuto anche la particolarità di trovarsi di fronte una formazione giovane e particolarmente brillante: “Il Catania ha avuto la sfortuna d’incontrare una squadra giovane, molto pimpante e fresca, con idee ben chiare e una condizione fisica importante, cose che evidentemente ancora il Catania non ha”.

Una lettura che riconduce dunque parte delle difficoltà incontrate dai rossazzurri alla condizione atletica e al processo di costruzione di una squadra profondamente rinnovata.

Munzone ha poi allargato il ragionamento alle questioni di natura amministrativa e finanziaria che hanno caratterizzato il percorso recente del Catania, collegandole inevitabilmente anche alle scelte compiute sul piano sportivo. “Le vicende della fideiussione, dell’esposizione con i fornitori, sono incastrate nel contesto di una capacità amministrativa di un certo livello e di una certa esperienza. Quello tecnico non può considerarsi a parte”, ha sottolineato.

Il riferimento è soprattutto alla gestione degli anni precedenti e ai numerosi contratti pluriennali sottoscritti con i calciatori. “Basti pensare ai contratti pluriennali degli anni precedenti con un viavai importante di calciatori che hanno creato anche per la parte sportiva uno squilibrio importante”, ha aggiunto Munzone.

Una situazione che ha comportato conseguenze anche dal punto di vista economico, soprattutto quando si è reso necessario interrompere anticipatamente alcuni rapporti contrattuali. “L’impegno degli addetti ai lavori chiamati a fare questo bilanciamento ha comportato degli sforzi importanti anche sul piano economico. Quando fai una risoluzione, ad esempio, c’è una buonuscita che si concede al giocatore nella maggior parte dei casi ed è una perdita”, ha spiegato.

A complicare ulteriormente il quadro, secondo Munzone, c’è oggi anche il salary cap, che impone un limite agli ingaggi nel campionato di Lega Pro, evidenziando quindi la necessità di una gestione maggiormente equilibrata delle risorse.

La direzione intrapresa dal Catania sembra essere proprio quella di ridimensionare progressivamente il peso del monte ingaggi: “La tendenza è di riequilibrare verso il basso il budget degli anni passati perché così si fa anche una gestione più oculata e magari ottieni dei risultati sportivi non necessariamente negativi spendendo meno”.

Un altro passaggio importante dell’intervento riguarda la programmazione sportiva. Munzone ha evidenziato come, rispetto a una normale costruzione annuale di una rosa, il Catania abbia vissuto negli ultimi anni continui cambiamenti. “Quando si fa una programmazione, ogni anno magari fai dei piccoli aggiustamenti con operazioni mirate, anche 3-4 indispensabili. Nel caso del Catania l’analisi è invece di uno stravolgimento costante quasi ogni sei mesi”, ha affermato.

Un problema che inevitabilmente ha condizionato il lavoro di chi è arrivato successivamente con il compito di rimettere ordine. “Chi si è trovato poi a risistemare questa situazione, da Faggiano a Varrà, non può non tenere conto di questo per trovare poi determinati equilibri nell’ottica di disputare un campionato di vertice”, ha aggiunto.

Il riferimento è quindi alla necessità di intervenire su una rosa che negli ultimi anni ha cambiato continuamente fisionomia, cercando contemporaneamente di rispettare gli equilibri economici e tecnici.

Infine, Munzone ha affrontato un tema particolarmente delicato: il peso della maglia del Catania e la pressione che inevitabilmente accompagna chi scende in campo al “Massimino”. “Negli ultimi anni, calciatori di grande o poco respiro, mi pare che il Catania lo subiscano tutti quando entrano allo stadio”, ha osservato. “C’è un problema di pressione, di errori individuali e tecnici che non ti aspetti”, arrivando poi ad una considerazione molto netta: “Non è per tutti la maglia del Catania”.

Una frase che sintetizza bene la difficoltà di giocare in una piazza esigente, dove le aspettative sono elevate e ogni errore può assumere un peso maggiore.

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