Ordinazioni raccolte attraverso messaggi e telefonate, consegne effettuate in scooter e denaro riconsegnato a fine giornata. Era questo, secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, il sistema utilizzato da due giovani catanesi per gestire un’attività di spaccio organizzata con modalità simili a quelle di un servizio di consegna a domicilio. L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi nel quartiere Picanello dagli agenti dei “Falchi” della Squadra Mobile della Questura di Catania, impegnati in un servizio mirato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attenzione dei poliziotti si è concentrata su due giovani, di 27 e 21 anni, notati nei pressi di un distributore di carburante. Il più giovane, arrivato a bordo di uno scooter, sarebbe stato visto consegnare del denaro al 27enne. Un comportamento che ha insospettito gli investigatori, inducendoli a procedere al controllo. La perquisizione ha permesso di trovare 11 involucri contenenti marijuana, per un peso complessivo di circa 43 grammi. La sostanza era nascosta all’interno di due calzari sistemati nel vano sottosella dello scooter. Nelle disponibilità del 27enne sono stati inoltre rinvenuti 605 euro in contanti, somma che gli investigatori ritengono collegata all’attività di spaccio.
Gli ulteriori accertamenti avrebbero consentito di ricostruire un’organizzazione strutturata attraverso l’utilizzo di smartphone e applicazioni di messaggistica. Il 27enne, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe avuto il compito di coordinare l’attività, raccogliendo le richieste dei clienti attraverso utenze telefoniche e piattaforme di messaggistica che venivano cambiate con frequenza per rendere più difficile l’identificazione. Il 21enne, invece, avrebbe svolto il ruolo di esecutore delle consegne. A bordo dello scooter si sarebbe spostato nelle diverse zone di Catania per recapitare la droga ai clienti, consegnando successivamente al presunto organizzatore il denaro incassato durante il proprio “turno”.
Un sistema che, nelle modalità operative ricostruite dagli investigatori, trasformava lo smartphone nello strumento attraverso il quale gestire ordinazioni e consegne, riducendo al minimo i contatti diretti tra chi organizzava lo spaccio e gli acquirenti. Al termine dell’attività investigativa, i due giovani sono stati arrestati e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa, contestata in concorso, di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, entrambi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Per entrambi resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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