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Siracusa. Anziani soli e caldo, l’appello: «Non aspettiamo l’emergenza. Serve una rete di assistenza»

30 Agosto 2026

Il caldo intenso di questi giorni torna a mettere sotto pressione soprattutto le persone anziane e più fragili. Una situazione che, a Siracusa, si intreccia con le difficoltà che continuano a emergere sul fronte dell’assistenza e dell’accoglienza sanitaria, con il pronto soccorso che si trova a gestire anche numerosi pazienti anziani, spesso soli e in condizioni di particolare vulnerabilità.

A richiamare l’attenzione sul problema è Salvo Sorbello, presidente del Comitato Consultivo dell’Asp di Siracusa, che invita istituzioni, Comuni e servizi territoriali a rafforzare la presenza accanto agli anziani che vivono soli.

Il punto, secondo Sorbello, non è soltanto affrontare le conseguenze sanitarie delle alte temperature, ma soprattutto intervenire prima che una situazione di fragilità si trasformi in un’emergenza.

Un controllo telefonico quotidiano, una visita a domicilio, la verifica delle condizioni di salute e delle eventuali necessità possono rappresentare strumenti semplici ma importanti. A volte può essere sufficiente accertarsi che una persona abbia a disposizione i farmaci necessari, gli alimenti di prima necessità o che non abbia bisogno dell’intervento di un medico o di un altro operatore sanitario.

«Alcuni Comuni – sottolinea Sorbello – hanno già sperimentato servizi di monitoraggio telefonico rivolti agli anziani e alle persone fragili che vivono sole. Si tratta di iniziative semplici, che richiedono risorse limitate ma possono rivelarsi preziose soprattutto durante le giornate di caldo più intenso».

La questione assume un peso ancora maggiore se si considera il ruolo che la solitudine può giocare nelle condizioni di salute degli anziani. L’isolamento, infatti, può aggravare una situazione di fragilità già esistente e rendere più difficile anche chiedere aiuto in caso di necessità.

Da qui la proposta di costruire una rete di prossimità, nella quale Comuni, servizi sociali, sanità territoriale, associazioni e volontari possano collaborare per intercettare tempestivamente le situazioni più delicate.

«Anche una semplice telefonata può fare la differenza – evidenzia Sorbello –. Se la persona sta bene, avremo comunque contribuito a farle sentire la nostra vicinanza. Se invece emergono problemi, sarà possibile attivare per tempo l’aiuto necessario».

Un approccio che potrebbe contribuire anche a evitare che difficoltà gestibili sul territorio arrivino a trasformarsi in emergenze, con il conseguente ricorso al pronto soccorso.

Il messaggio è dunque rivolto soprattutto alle comunità locali: il caldo rappresenta un rischio concreto per gli anziani, ma la solitudine può diventare un fattore altrettanto pericoloso.

«Queste persone hanno dato tanto alla nostra società – conclude Sorbello – e meritano attenzione, sostegno e compagnia. Non lasciamole sole proprio quando sono più vulnerabili».

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