La situazione della casa circondariale di Cavadonna finisce sul tavolo del ministro della Giustizia. A portare la questione all’attenzione del Governo è il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, che ha presentato un’interrogazione parlamentare dopo avere effettuato, nel corso del mese di agosto, due visite all’interno dell’istituto penitenziario siracusano.
Nicita ha visitato Cavadonna anche insieme al segretario provinciale del Pd Piergiorgio Gerratana, raccogliendo elementi che, secondo il parlamentare, confermerebbero le criticità già evidenziate da tempo dalle organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria, dal Garante dei detenuti e dalle associazioni impegnate nel monitoraggio delle carceri. Il problema più evidente rimane quello del sovraffollamento. La presenza dei detenuti continua infatti a superare la capienza regolamentare della struttura, mentre sul fronte del personale permane una significativa carenza di agenti della Polizia penitenziaria rispetto alla dotazione prevista.
A preoccupare è anche l’assetto organizzativo dell’istituto. Secondo quanto rilevato dal senatore, non sarebbero ancora state completate tutte le funzioni gerarchiche e di comando. Una situazione che rischia di indebolire la catena decisionale e gestionale di una struttura nella quale la capacità di intervento e coordinamento assume un’importanza particolare. Nel corso delle visite sarebbero emerse anche diverse contestazioni da parte della popolazione detenuta. Tra le questioni segnalate figurano la qualità del vitto, i prezzi del cosiddetto sopravvitto e le limitazioni previste dalla disciplina regionale per l’introduzione di generi alimentari confezionati provenienti dall’esterno.
Aspetti che, osservati dall’esterno, possono apparire secondari, ma che incidono concretamente sulla quotidianità della detenzione e sul clima interno agli istituti. Per Nicita, il rischio è che il permanere di queste criticità possa contribuire ad accrescere tensioni già presenti. Il quadro delineato dal parlamentare non sarebbe riconducibile a una difficoltà esplosa improvvisamente. Al contrario, viene indicato come il risultato di problemi accumulatisi nel tempo: interventi di manutenzione rinviati, organici insufficienti e soluzioni emergenziali utilizzate per fronteggiare carenze strutturali.
Particolarmente significativo, in questo senso, è il ricorso allo spostamento temporaneo di agenti da altri istituti per fare fronte alle necessità di Cavadonna. Una modalità che, secondo Nicita, dimostrerebbe come la questione non possa essere considerata esclusivamente siracusana, ma debba essere affrontata come una criticità dell’intero sistema penitenziario. Con l’interrogazione il senatore chiede quindi al Governo di fornire dati aggiornati sulla popolazione carceraria, sulla capienza effettiva e sulla consistenza degli organici della Polizia penitenziaria. Nel mirino anche i tempi necessari per completare l’assetto gerarchico dell’istituto e lo stato degli interventi di manutenzione straordinaria.
Tra le richieste rivolte al Ministero figura inoltre il potenziamento dell’assistenza sanitaria e psichiatrica destinata ai detenuti, insieme a un approfondimento sulle condizioni del servizio di vitto e sui criteri applicati al sopravvitto. Nicita sollecita anche un confronto con la Regione sulla disciplina relativa all’ingresso dei generi alimentari dall’esterno, chiedendo al Governo di chiarire quali iniziative possano essere adottate per affrontare le criticità segnalate. Il senatore ha infine rivolto un invito al sottosegretario alla Giustizia Andrea Balboni affinché visiti quanto prima la struttura siracusana. «Sono in contatto costante sia con la Polizia e la direzione carceraria sia con il Garante dei detenuti», ha fatto sapere Nicita, annunciando di voler mantenere alta l’attenzione sulla situazione di Cavadonna e sulle condizioni di lavoro degli operatori e di vita della popolazione detenuta.
L’articolo Siacusa. Cavadonna, il caso arriva in Parlamento: Nicita (PD) interroga il ministro della Giustizia proviene da Libertà Sicilia.