Ai microfoni di Globus Television, l’allenatore del Catania Massimo Longo ha analizzato il difficile momento vissuto dalla formazione rossazzurra dopo la sconfitta contro il Savoia. Il tecnico ha affrontato diversi temi, dalla sterilità offensiva alle difficoltà difensive, passando per l’inserimento dei nuovi arrivati e per la necessità di invertire rapidamente la rotta.
Longo parte dal problema realizzativo: «Negli ultimi due anni ho avuto il miglior attacco del campionato. È una caratteristica che porto in dote. A Picerno abbiamo avuto il capocannoniere con Murano, arrivato a quota 21 gol. Mi lascia quindi perplesso il fatto che questa squadra non riesca a finalizzare per quante volte riesce a tirare in porta».
Il tecnico riconosce però che i risultati stanno inevitabilmente condizionando il giudizio sulle prestazioni: «I risultati fanno sprofondare tutte le considerazioni. È un momento duro, di grandissima difficoltà, ma faccio fatica a fare un’analisi diversa dal constatare che nell’arco di tre partite non è possibile non riuscire a segnare. Abbiamo tirato tante volte, spesso più degli avversari, ma adesso dobbiamo trovare il modo di trasformare questa produzione in gol».
Il momento richiede dunque lucidità e pazienza, senza però perdere di vista l’obiettivo: «Ci sono tante altre cose da sistemare, mantenendo la calma e facendo sintesi. Dobbiamo aspettare anche i nuovi giocatori, che sono arrivati e devono raggiungere le condizioni migliori per poter essere schierati. In questo momento dobbiamo stringere i denti e provare a fare quel passo verso il risultato che, purtroppo, non stiamo ottenendo».
Longo si sofferma poi sui giocatori arrivati recentemente, partendo dalla prestazione di Torrasi: «Ha avuto un ottimo impatto sulla partita. È stato molto equilibrato e ha giocato bene in una zona nevralgica del campo. Ha retto fino al settantesimo minuto e, all’interno di una squadra che prova a sviluppare determinate idee di gioco, non è mai semplice inserirsi. Lui però si è fatto trovare pronto».
Buone sensazioni anche da Masciangelo, seppur con margini di crescita legati al poco tempo trascorso a Catania: «È qui da una settimana. Credo che da qui a poco potrà raggiungere la condizione migliore anche lui». Più graduale, invece, il percorso di Coda: «Ha bisogno di minutaggio e di un po’ più di tempo. Per la sua stazza e la sua mole necessita di un lavoro maggiore prima di poter essere stabilmente nell’undici titolare».
Uno dei problemi evidenziati da Longo riguarda la capacità del Catania di reagire dopo essere passato in svantaggio: «Andiamo spesso sotto alla prima situazione importante concessa agli avversari. Contro il Savoia è arrivato un gol anche particolare: eravamo piazzati, il loro giocatore è stato molto bravo, anche se non credo volesse mettere la palla proprio in quella parte della porta».
Il tecnico non nasconde però le responsabilità della propria squadra: «L’episodio non ci ha visto protagonisti, ma anche noi dobbiamo avere maggiore cattiveria in zona gol. Se si tira, bisogna cercare di segnare».
Le maggiori perplessità riguardano anche la fase difensiva, soprattutto in occasione del secondo gol del Savoia: «A livello di reparto ci sono state delle macchie, soprattutto sul secondo gol. Serviva un impatto diverso su alcune marcature e in alcuni duelli che abbiamo perso con troppa leggerezza. Questo non va bene».
Longo pretende quindi maggiore personalità: «Una squadra che viene da due sconfitte in campionato e che è in sofferenza non può prendere un gol del genere. Non puoi permettere all’attaccante avversario di arrivare in porta con quella facilità. Non vedo ancora una maturazione sotto l’aspetto della cattiveria. Continuo però a dire che il principale responsabile di tutto questo sono io, perché sono io che devo far crescere la squadra».
Il tecnico riconosce che il cambio di passo sarebbe già dovuto arrivare: «Il cambio di passo avremmo già dovuto farlo. È evidente che abbiamo bisogno di una scossa, di un risultato che ci permetta di iniziare un cammino diverso e virtuoso».
Longo, tuttavia, non ritiene che sia il momento di mettere in discussione l’intero progetto: «Oggi non credo che sul tavolo debba esserci un azzeramento. Le responsabilità devono essere complessive. Il progetto è valido e tutti dobbiamo provare a vincere attraverso una squadra che cerchi di dominare il gioco. Altrimenti significherebbe fare un passo indietro». L’obiettivo è quindi quello di vincere, ma anche di farlo attraverso una prestazione convincente: «Abbiamo bisogno di fare risultati e di farli in modo convincente».
Longo individua con chiarezza anche una delle principali lacune attuali: «In questo momento il Catania non è ancora una squadra compatta, capace sia di stare alta sia di evitare di essere attaccata. Non siamo lontani da questa possibilità, anche se potrei sembrare un pazzo o un folle».
A sostegno della propria convinzione, il tecnico cita il percorso vissuto nelle precedenti esperienze: «I miei inizi di stagione non sono mai stati particolarmente eclatanti. A Picerno, nel primo anno, dopo sette o otto partite ero ultimo in classifica e poi abbiamo giocato per il terzo posto. Nel secondo anno siamo stati protagonisti, cercando di togliere la leadership alla Juve Stabia. Anche a Crotone siamo stati ultimi per alcune partite, ma poi abbiamo costruito un percorso importante».
Longo è consapevole delle aspettative della piazza e delle critiche che inevitabilmente accompagnano un avvio così negativo: «Non posso chiedere di rubare tempo al progetto. So dove devo andare e so che oggi, se l’allenatore merita i fischi, è normale aspettarseli». Il tecnico, però, ribadisce la propria convinzione: «Sono convinto di dove possiamo arrivare. Ovviamente dobbiamo farlo nel modo più veloce possibile e con il massimo impegno».
Infine, Longo mette in guardia da un’equazione troppo semplice tra lavoro e risultati: «Non sempre lavorare al massimo porta automaticamente a ottenere risultati. Se ci fosse una proporzione diretta tra il lavoro fatto e i risultati, probabilmente avrei già vinto una Champions League».
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L’articolo Longo a Globus Television: «Serve una scossa, ma il progetto è valido. So dove dobbiamo arrivare» proviene da Tutto Calcio Catania.