Se c’è un reparto che più di tutti sta faticando in questo avvio di stagione è il centrocampo. Un settore fondamentale nell’economia del gioco del Catania e sul quale Emilio Longo dovrà necessariamente intervenire per trovare quegli equilibri che, al momento, sembrano ancora lontani.
La sensazione, osservando le prime uscite, è che proprio in mezzo al campo si concentrino molte delle difficoltà della squadra. Quando le mezzali accompagnano l’azione offensiva, infatti, il Catania rischia di perdere consistenza e copertura nella fase di non possesso. E, contemporaneamente, non sempre funzionano a dovere i collegamenti tra centrocampo e attacco.
MEZZALI TROPPO ALTE, SQUADRA CHE SI SPEZZA
Il problema è legato anche alla distanza tra i reparti. Quando le mezzali si spingono in avanti per sostenere la manovra, il Catania finisce spesso per lasciare troppo spazio alle proprie spalle. Il risultato è una squadra che si ritrova spezzata in due: da una parte i giocatori offensivi e le mezzali impegnati ad accompagnare l’azione, dall’altra una linea difensiva esposta alle ripartenze avversarie.
In queste situazioni gli avversari riescono a trovare campo per attaccare la profondità o condurre la transizione. Il problema, pertanto, non è necessariamente che la linea difensiva conceda troppo, ma anche quanto poco filtro riesca ad arrivare davanti alla difesa.
TROPPI PALLONI PERSI IN MEDIANA
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le numerose palle perse in mezzo al campo. Errori tecnici, scelte sbagliate o semplicemente una gestione non sufficientemente lucida del possesso stanno trasformando il centrocampo in una zona estremamente vulnerabile. Quando il Catania perde palla in quella zona, infatti, spesso concede agli avversari la possibilità di ripartire con diversi uomini già oltre la prima linea di pressione.
E così quello che dovrebbe essere il reparto deputato a dare ordine e ritmo alla squadra diventa, paradossalmente, il punto dal quale nascono alcune delle situazioni di maggiore pericolo.
Gli avversari trovano vere e proprie praterie, possono attaccare frontalmente e spesso riescono a tagliare in due la formazione rossazzurra, mettendo sotto pressione una difesa che non sempre può essere chiamata a rispondere da sola a problemi generati qualche metro più avanti.
I COLLEGAMENTI CON L’ATTACCO
C’è poi un’altra criticità da non sottovalutare: il rapporto tra centrocampo e reparto offensivo. La squadra fatica a trovare continuità nella rifinitura e nella costruzione delle azioni.
I centrocampisti non sempre riescono a servire gli attaccanti nelle condizioni migliori e, viceversa, gli uomini offensivi rischiano di rimanere isolati quando il centrocampo non riesce ad accompagnare adeguatamente la manovra. Ne deriva una certa confusione nella gestione delle distanze, con azioni che spesso si sviluppano senza una connessione fluida tra i reparti.
I NUOVI INNESTI CHIAMATI A CAMBIARE VOLTO AL REPARTO
In questo scenario, le speranze di Longo sono legate anche ai nuovi arrivati. Torrasi, all’esordio mercoledì sera, non ha fornito una prestazione particolarmente esaltante, ma è ancora presto per trarre conclusioni definitive. Il centrocampista avrà bisogno di tempo per inserirsi nei meccanismi della squadra e comprendere pienamente le richieste del tecnico.
A disposizione ci sono poi Caligara e Cavuoti, due giocatori dai quali ci si aspetta un contributo importante proprio per aumentare qualità, dinamismo e soluzioni in mezzo al campo per modificare assetto e caratteristiche del centrocampo.
All’orizzonte potrebbe esserci anche un’altra pedina. Si attende infatti la possibilità di tesserare Andrea Vallocchia, elemento che aggiungerebbe ulteriore esperienza e fisicità al reparto.
LONGO DEVE TROVARE LA FORMULA GIUSTA
Il centrocampo sarà quindi uno dei principali terreni di lavoro per l’allenatore. Non basta avere mezzali capaci di inserirsi e accompagnare la manovra se, contemporaneamente, la squadra perde protezione quando non è in possesso. Allo stesso modo, non è sufficiente schierare un reparto più prudente se poi vengono meno qualità e collegamenti con l’attacco.
La soluzione dovrà necessariamente essere un compromesso tra spinta e copertura, qualità e quantità, possesso e verticalità. Longo dovrà trovare gli uomini e soprattutto le caratteristiche giuste per evitare che il Catania continui a concedere transizioni troppo semplici agli avversari. In questo contesto l’inserimento graduale di Torrasi, Caligara e Cavuoti, insieme all’eventuale arrivo di Vallocchia, potrebbe rivelarsi determinante. Ma il tempo per trovare la quadra non è infinito.
===>>> UFFICIALE: Vallocchia è un giocatore del Catania
***CLICCA QUI per seguirci sulla nostra pagina Facebook***
L’articolo Mezzali alte e poca protezione: così il campo si apre agli avversari proviene da Tutto Calcio Catania.