Il giorno dopo la pesante sconfitta contro il Savoia, La Sicilia usa toni durissimi per descrivere il momento del Catania. La domanda iniziale è già emblematica: come commentare una gara definita «imbarazzante» e come giudicare una squadra che appare «alla deriva»? Secondo il quotidiano, la confusione non sarebbe confinata al terreno di gioco, ma coinvolgerebbe anche le scelte societarie e un mercato completato soltanto nell’ultimo giorno.
Uno dei passaggi più severi dell’analisi riguarda il rapporto tra la squadra e i propri valori. Il quotidiano richiama i concetti di onore sportivo, rispetto per i tifosi e amore per la maglia, sostenendo però che quanto visto in campo sembri andare nella direzione opposta. «Sembra un’accozzaglia di giocatori che si ritrova in un oratorio per trascorrere del tempo con i calzoncini e una canotta da cantiere senza un minimo di costrutto», si legge.
«E ancora si insiste con gli stessi personaggi che da quattro anni falliscono gli obiettivi. Sarebbe ora di fermarsi, riflettere e cambiare», aggiunge l’articolo di Giovanni Finocchiaro.
Il Catania viene descritto come una squadra già dimessa prima ancora di scendere in campo: schemi difficili da comprendere, poca comunicazione tra i giocatori e una generale sensazione di disordine. La Sicilia arriva a paragonare la squadra a un insieme di calciatori senza una precisa organizzazione, mettendo così fortemente in discussione l’esistenza di un progetto tecnico. Servirebbe una svolta «agonistica e dirigenziale».
Sul campo, la partita viene sintetizzata attraverso una prima mezz’ora vissuta dal Catania in totale difficoltà. La squadra appare senza mordente, spaesata e imprecisa.
Nella ripresa Longo prova a cambiare completamente l’assetto tattico. L’ingresso di Coda porta il tecnico a schierare un 4-2-4 molto offensivo, con Russo al suo fianco e Cicerelli e Bruzzaniti chiamati ad accompagnare l’azione. Una scelta dettata dalla necessità di recuperare il risultato, ma che non riesce a modificare sostanzialmente il volto della squadra.
Il rigore del tris ospite («frutto di un contatto Quaini-Scotti in area che non andava sanzionato») mette il sigillo sulla prestazione sconcertante dei rossazzurri. Il finale fotografa in maniera ancora più evidente il clima che si respira attorno al Catania. Dagli spalti partono cori rivolti ai vertici societari, tra cui «Pelligra facci un gol» e «Grella segna per noi», diventati lo sfogo di una tifoseria sempre più frustrata.
Una frustrazione che si rinnova partita dopo partita. Il quotidiano descrive una città depressa e un ambiente ormai esasperato da quello che definisce un «Australian Style fatto solo di tante stranezze e grandi sconfitte».
Il quadro tracciato da La Sicilia è dunque estremamente preoccupante. Viene messo sotto accusa l’intero percorso intrapreso dal Catania, sul campo e fuori. Parallelamente, cresce la contestazione nei confronti della società.
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L’articolo RASSEGNA STAMPA – La Sicilia: «Maglia calpestata, confusione dentro e fuori dal campo» proviene da Tutto Calcio Catania.