Cronaca Catania 3 min

Tra estetica e pragmatismo: il calcio di Longo alla prova dei risultati

3 Settembre 2026

C’è un filo sottile, nel calcio, che separa il bel gioco dai risultati. Un confine ancora più delicato quando una squadra vuole imporsi attraverso il possesso, il controllo della partita e una precisa identità tattica. Su questa linea si trova oggi il Catania di Emilio Longo, chiamato a rendere quello che il tecnico definisce un calcio “dominante” qualcosa di molto più concreto: vittorie e punti.

Avere il pallone, occupare stabilmente la metà campo avversaria non è sufficiente se questo non produce in gol. Il concetto di calcio dominante proposto da Longo parte da un’idea condivisibile: essere padroni della partita, decidere tempi e ritmi, costringere l’avversario a difendersi e recuperare il pallone il più rapidamente possibile. Ma se il pallone viene fatto circolare, l’avversario rimane in partita e al primo errore, alla prima transizione concessa, tutto il lavoro rischia di essere vanificato.

È esattamente il filo sottile sul quale dovrà camminare Longo: continuare a proporre la propria idea senza perdere di vista l’essenza del calcio, ovvero segnare un gol in più dell’avversario. La squadra riesce ad arrivare sulla trequarti, ma fatica a trovare la giocata capace di aprire la difesa avversaria. E quando perde il pallone, soprattutto in zone centrali, concede ripartenze pericolosissime.

Più uomini il Catania porta in avanti, maggiore deve essere la qualità della riaggressione e della copertura preventiva. Ed è quello che, spesso, non si è visto. Per essere realmente dominante, una squadra deve attaccare e sapere come difendere quando perde il pallone.

IL CONFINE TRA ESTETICA E PRAGMATISMO

Esistono due estremi. Da una parte c’è la squadra che vuole vincere attraverso il gioco, costruendo un’identità riconoscibile. Dall’altra quella che mette il risultato davanti a tutto, anche a costo di rinunciare alla qualità. La strada migliore, probabilmente, sta nel mezzo. Il Catania non deve rinunciare al calcio che Longo vuole proporre, allo stesso tempo deve imparare ad essere più pragmatico nei momenti della partita.

Quando serve accelerare, bisogna farlo. Quando si rende necessario consolidare il possesso, idem. E soprattutto, quando si costruisce un’occasione, bisogna avere la cattiveria necessaria per andare in gol. Urge, allora, più qualità negli ultimi metri. Maggiore freddezza davanti alla porta, precisione nell’ultimo passaggio e più cattiveria quando si entra in area.

L’obiettivo reale del Catania non è scegliere tra bel gioco e risultati, ma fare in modo che il primo diventi lo strumento attraverso il quale arrivare ai secondi. Rendendo il possesso più verticale e produttivo, portando uomini in attacco, ma senza lasciare praterie alle proprie spalle. Deve creare occasioni e, soprattutto, segnare. Il calcio “dominante” di Longo potrà essere giudicato realmente tale soltanto quando comincerà a produrre vittorie con continuità.

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