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Roberto Insigne, non solo il fratello di Lorenzo: curiosità e aneddoti del nuovo rossazzurro

5 Settembre 2026

Il cognome Insigne porta inevitabilmente a Lorenzo, ma Roberto ha costruito negli anni una storia calcistica tutta sua. Il nuovo attaccante del Catania arriva con un curriculum importante, fatto di esperienza tra Serie A e B, quattro promozioni e una lunga gavetta iniziata molto presto, quando il suo nome cominciò a circolare tra le promesse del calcio napoletano.

Nato a Napoli l’11 maggio 1994, Roberto è cresciuto a Frattamaggiore, nello stesso ambiente nel quale sono diventati calciatori anche i fratelli Antonio, Lorenzo e Marco. Quella degli Insigne è infatti una vera e propria famiglia del pallone: quattro fratelli, tutti calciatori, cresciuti sotto lo sguardo di papà Carmine e mamma Patrizia.

Papà Carmine e i sacrifici della famiglia

Dietro la carriera di Roberto c’è una famiglia che ha fatto tanti sacrifici. Roberto ha raccontato che papà Carmine lavorava dalle 6 alle 19 per non far mancare nulla ai quattro figli. Una presenza che, proprio per gli orari di lavoro, poteva essere fisicamente limitata, ma che non è mai venuta meno sul piano dell’affetto e del sostegno.

“Mio padre lavorava tantissime ore, dalle 6 alle 19, per non farci mancare nulla: magari era fisicamente poco presente, ma solo per quel motivo. Eppure trovava sempre il tempo per ascoltarci e sostenerci”, ha raccontato Roberto.

I quattro fratelli sono cresciuti molto uniti, aiutandosi anche nei momenti più difficili. E in casa c’erano persino regole precise per le partite: da ragazzini avevano un orario per scendere a giocare e uno per rientrare. Papà Carmine, inoltre, non amava particolarmente l’idea che i quattro giocassero tutti insieme per paura che potessero farsi male.

Frattamaggiore, il punto di partenza

A Frattamaggiore prende forma la storia calcistica di Roberto. Il calcio era una presenza quotidiana e i quattro fratelli si sono spinti a vicenda. Da giovanissimo Roberto entra nel vivaio dell’Olimpia Sant’Arpino e successivamente approda al Napoli, dove completa la propria formazione. Nel 2012, quando ha appena 18 anni, è già nel giro della prima squadra. Negli anni della formazione viene indicato anche con il soprannome “Robertinho”, un appellativo legato alle sue qualità tecniche e alla sua abilità nel giocare palla al piede.

Il Napoli e il sogno di giocare con Lorenzo

Il passaggio al Napoli rappresenta il momento decisivo. Roberto si mette in mostra con la Primavera e conquista la chiamata in prima squadra. Il 6 dicembre 2012 arriva l’esordio in Europa League contro il PSV Eindhoven. Poche settimane dopo, il 13 gennaio 2013, arriva anche quello in Serie A contro il Palermo. Roberto entra nel finale e condivide il campo con Lorenzo. Per il giovane Roberto non era soltanto un esordio nella massima serie, ma la realizzazione di un sogno: giocare insieme al fratello maggiore.

La rivalità più dolce: Roberto contro Lorenzo

Il rapporto con Lorenzo è sempre stato particolare. Roberto non ha mai nascosto di considerarlo un modello, ma allo stesso tempo ha cercato di costruirsi una propria identità. Il momento più curioso arriva nel 2020, quando i due si ritrovano avversari in Benevento-Napoli. Entrambi segnano e, soprattutto, entrambi utilizzano il piede mancino. Dopo il gol di Roberto arriva anche lo sfottò del fratello: “Col sinistro sono meglio io”. Una scena familiare diventata immediatamente una delle immagini più belle della partita.

Il tiro a giro e l’influenza di Lorenzo

Il mancino è una delle caratteristiche che accomuna Roberto e Lorenzo. Inevitabile, quindi, il paragone sul celebre tiro a giro. Roberto ha raccontato di osservare il fratello e di prendere spunto dai suoi movimenti, ma ha anche cercato altri riferimenti. Tra questi José Callejón, soprattutto per la capacità di muoversi senza palla e attaccare gli spazi. In un’altra occasione ha ricordato anche Alessandro Del Piero parlando della nascita del famoso tiro a giro. Insomma, una specialità che in casa Insigne è diventata quasi una questione familiare.

Roberto e la musica neomelodica

Fuori dal campo emerge invece un lato decisamente più curioso. Durante l’esperienza al Benevento, Roberto raccontò la propria passione per la musica neomelodica napoletana. Nel 2019 arrivò addirittura una promessa: “Se andiamo in Serie A voglio esibirmi come cantante neomelodico”.

E Roberto aveva già scelto il repertorio. “La mia canzone preferita è ‘Chiove’ di Gigi D’Alessio”, spiegò, raccontando anche di ascoltare Gianni Celeste e Luciano Caldore prima delle partite.

“Voglio Roberto, non Lorenzo”: il retroscena di Benevento

Sempre nel periodo del trasferimento al Benevento, Roberto raccontò un aneddoto particolarmente divertente. Il presidente Oreste Vigorito voleva fortemente il giocatore, ma durante la trattativa con il Napoli la valutazione economica rappresentava un ostacolo. Secondo il racconto del giocatore, Vigorito avrebbe chiarito di voler acquistare Roberto Insigne e non Lorenzo, facendo scoppiare tutti a ridere. Un episodio emblematico di quanto il confronto con il fratello maggiore fosse diventato inevitabile ogni volta che si parlava di Roberto.

La tripletta contro il Cosenza

Tra le prime grandi giornate della carriera di Roberto c’è quella vissuta con la maglia della Reggina. Nel 2014 Insigne realizzò una tripletta contro il Cosenza, imponendosi come uno dei protagonisti della partita. Una curiosità che torna d’attualità proprio oggi: il Cosenza è infatti la prossima avversaria del Catania e Insigne potrebbe ritrovarsi nuovamente di fronte alla squadra contro la quale aveva vissuto una delle sue giornate più prolifiche.

L’anima dello spogliatoio

Insigne ha raccontato anche il suo carattere scherzoso. Durante gli anni al Benevento era considerato uno dei giocatori capaci di portare allegria nello spogliatoio. Insieme a Riccardo Improta organizzava scherzi ai compagni, contribuendo a creare un ambiente più leggero anche nei momenti di maggiore pressione. Una caratteristica che potrebbe rivelarsi preziosa anche nel nuovo spogliatoio rossazzurro.

Ora il Catania

Al Massimino non arriva dunque semplicemente “il fratello di Lorenzo”. Arriva Roberto Insigne, un calciatore con una storia personale fatta di sacrifici familiari, gavetta, musica, gol e tanti incroci che oggi tornano a comporre un nuovo capitolo rossazzurro.

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