Cronaca Catania 4 min

RASSEGNA STAMPA – La Sicilia: “Catania, il tempo è già poco: tutti chiedono una reazione”

7 Settembre 2026

Non è ancora il momento degli ultimatum, perché il campionato è appena cominciato. Ma per il Catania e per Emilio Longo il margine di attesa sembra essersi già ristretto. È il punto centrale dell’analisi proposta da La Sicilia in vista sfida contro il Cosenza, in programma alle 20.30. Una partita che non può evidentemente essere considerata decisiva per le sorti della stagione, ma che assume un peso particolare dopo le prime uscite e la contestazione arrivata al termine della gara di Coppa.

Longo ha bisogno di tempo per costruire la propria squadra, ma non può contare su una proroga all’infinito. A Picerno e a Crotone il tecnico aveva già sperimentato un percorso di rodaggio iniziale, riuscendo poi a dare alle proprie squadre un’identità riconoscibile e anche un gioco convincente. A Catania, però, il contesto è completamente diverso. Le aspettative sono superiori, la pressione ambientale è maggiore e la pazienza della piazza appare decisamente più limitata.

Cinque allenatori in quattro stagioni

A rendere ancora più delicata la situazione c’è la storia recente del Catania. Nelle ultime quattro stagioni in Serie C si sono alternati cinque allenatori: Tabbiani, Zeoli, Lucarelli, Toscano e Viali. Una sequenza che fotografa l’instabilità tecnica vissuta dal club, senza che questa continua alternanza abbia prodotto il salto di categoria tanto atteso.

Il campionato di Serie C, per il Catania, è diventato una sorta di pantano dal quale non si riesce a uscire. Inevitabilmente ogni nuovo progetto viene sottoposto a una pressione immediata: la piazza vuole finalmente vedere segnali concreti, non soltanto promesse o dichiarazioni d’intenti.

La partita contro il Cosenza arriva dunque in questo clima. Non è una sfida da dentro o fuori, ma una gara nella quale tutti chiedono una reazione. Il pubblico ha manifestato apertamente il proprio malcontento dopo la Coppa, rivolgendosi a società, allenatore e calciatori. La dirigenza, dal canto suo, ha ribadito il sostegno a Longo, ma nello stesso tempo ha lanciato un messaggio inequivocabile: bisogna fare presto, anzi prestissimo.

Una rivoluzione ancora da assemblare

Un elemento attenuante esiste e riguarda il mercato. Il Catania ha vissuto una vera rivoluzione della rosa, completata soltanto nelle battute finali della sessione estiva. Assemblare rapidamente un gruppo composto da 23 giocatori nuovi o comunque profondamente rinnovato non è semplice.

Le difficoltà aumentano se, contemporaneamente, si decide di cambiare modulo e di intervenire in maniera radicale sui meccanismi di gioco. Longo ha chiesto ai suoi uomini una fase di non possesso differente, maggiore capacità di filtro e di spinta da parte del centrocampo e, in generale, un calcio basato su principi che richiedono automatismi e conoscenza reciproca.

Il problema, però, è che il tempo necessario per costruire questi automatismi comincia a diminuire. La domanda che accompagna la vigilia della sfida con il Cosenza è quindi inevitabile: quanto tempo resta al Catania per diventare la squadra immaginata dal proprio allenatore?

Il calcio di Longo è ancora soltanto sulla carta

Le idee di Longo, sottolinea La Sicilia, non sono in discussione. Il suo calcio ha mostrato altrove caratteristiche precise: possesso palla, inserimenti, velocità di esecuzione e capacità di arrivare rapidamente alla conclusione negli ultimi metri.

A Catania, però, per il momento questa filosofia è rimasta soprattutto nelle parole dell’allenatore, che continua a spiegare con convinzione il progetto tattico, senza che il campo abbia ancora restituito una squadra capace di esprimerlo con continuità.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono le condizioni fisiche di alcuni degli elementi chiamati ad essere protagonisti. Coda deve ancora raggiungere una condizione atletica ottimale. La sua qualità, però, può comunque fare la differenza anche quando non è al massimo, perché un giocatore del suo calibro può trovare il gol persino con una giocata da fermo. Nel frattempo è emerso il grave infortunio di Di Marco.

Contro il Cosenza, dunque, il Catania è chiamato soprattutto a dare un segnale. La società ha confermato la fiducia a Longo, ma il messaggio contenuto nella richiesta di accelerare il processo di crescita è evidente: la pazienza non è infinita.

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