Il mercato ha ridisegnato il Catania e, con la chiusura della sessione estiva, la squadra di Longo sembra aver trovato anche un nuovo equilibrio tattico. Nel corso di ‘Anteprima Corner’, su Telecolor, il giornalista Alessandro Vagliasindi ha analizzato il momento dei rossazzurri, soffermandosi sul 4-2-3-1, sui nuovi acquisti e sulle prospettive della squadra nel girone C.
Un campionato senza padrone?
Vagliasindi parte da una considerazione più ampia sull’andamento del campionato, evidenziando come le gerarchie siano ancora tutte da definire.
“In vetta ci sono al momento tre squadre inattese, mentre le big, o presunte tali, sono già a rincorrere. Ad oggi si intravede un campionato senza un vero padrone, a differenza dell’anno scorso, quando c’era il Benevento, che poi ha confermato di essere veramente forte, con Catania e Salernitana alle spalle. Anche le squadre a ridosso di queste tre, secondo me, avevano un livello qualitativo più alto. Oggi, invece, non è un campionato livellato verso l’alto. Non credo che occorreranno 80 e più punti per la promozione diretta, ma credo che saremo più verso i 70 punti o poco più. Questo lo confermerà l’andamento del campionato nelle prossime giornate”.
Il mercato ha cambiato il volto del Catania
Secondo Vagliasindi, la chiusura del mercato ha contribuito a fare maggiore chiarezza all’interno della rosa, dopo un’estate caratterizzata da diverse difficoltà.
“Lunedì scorso eravamo alla vigilia dell’ultimo giorno di calciomercato. Oltre ai deficit di risultati, c’era un po’ di confusione tra giocatori che sembravano mentalmente lontani dal progetto. La chiusura del mercato ha portato in dote l’addio a giocatori che non sembravano parte integrante del progetto, come Jimenez e Di Tacchio. Sono arrivati calciatori più funzionali a quelle che, dal punto di vista delle motivazioni e dell’atteggiamento tattico, sono le idee di Longo. È arrivato Cavuoti, che ha fatto vedere dei bei colpi lunedì. Sono arrivati Vallocchia, Cabianca e Insigne. È andato via anche Leonardi”.
Il riferimento è soprattutto a una rosa che, dopo le ultime operazioni, appare maggiormente coerente con le esigenze dell’allenatore. E il 4-0 contro il Cosenza ha rappresentato la prima dimostrazione concreta di questo cambiamento.
Il 4-2-3-1 e le nuove gerarchie
La scelta del 4-2-3-1, secondo Vagliasindi, potrebbe essere una delle chiavi tattiche del nuovo Catania. Un sistema che ha permesso alla squadra di trovare maggiore equilibrio e di ridurre le distanze tra i reparti. “Oggi, a bocce ferme, il Catania ha un organico definito con specificità che, secondo me, hanno indotto Longo a votarsi a questo 4-2-3-1, che ha dato equilibrio in mezzo al campo, eliminando quelle pause da trenta metri scoperti che offrivano praterie alle ripartenze avversarie, mettendo in grandissima difficoltà la linea difensiva”.
Il giornalista individua anche quelle che potrebbero essere le future coppie nei vari reparti: “A centrocampo hanno giocato Quaini e Torrasi; lì ci andranno, come completamento delle coppie, Corbari sul centro-destra e Vallocchia sul centro-sinistra. In fase più offensiva, Lunetta, Bruzzaniti, Cicerelli e Insigne, con Cavuoti o Caligara al centro della trequarti. Nel settore avanzato l’organico presenta Russo, Coda e Caturano, quando sarà disponibile”.
Un ventaglio di soluzioni importante, soprattutto dalla cintola in su: “Su questo schema 4-2-3-1 il Catania può consolidare un certo tipo di rendimento, abbassando i rischi nella fase difensiva”.
Il nodo resta la difesa
Se il reparto offensivo convince, rimangono invece alcune perplessità sulla tenuta difensiva. Vagliasindi sottolinea la necessità di attendere il recupero completo di alcuni giocatori e di definire alcune gerarchie. “In attesa di recuperare pienamente Di Gennaro, di capire a tutti gli effetti chi è il titolare tra Rinaldi e Dini e l’entità dell’infortunio di Pagliai, la sensazione è che manchi un altro pezzo grosso in difesa. Cabianca arriva con ottime referenze, però ha fatto sempre bene in una difesa a tre oppure a cinque. Comunque può giocare anche da esterno basso a destra”.
Vagliasindi torna poi sulle difficoltà vissute dalla società durante l’estate, legandole anche al ritardo nella programmazione. “Tutti gli scompensi che si sono registrati durante l’estate, dal ridimensionamento del budget al problema della fideiussione, hanno portato a un ritardo nella programmazione. Il Catania ha comunque lasciato intravedere un potenziale offensivo molto importante, superiore a quello dello scorso anno, a mio avviso. Non mi convince appieno la tenuta difensiva. Ancora non ho la percezione che il Catania sia veramente a posto”.
Il 4-0 contro il Cosenza, quindi, non basta per cancellare ogni dubbio. La prestazione ha fornito risposte incoraggianti, ma saranno le prossime partite a stabilire se la squadra ha davvero imboccato la strada giusta.
Lunetta e Insigne, due pedine importanti
Tra i nuovi equilibri, un ruolo significativo può essere ricoperto da Gabriel Lunetta, che contro il Cosenza ha ritrovato gol e brillantezza. “Insigne ha una condizione fisica discreta. Si allenava con l’Avellino, ma era già mentalmente fuori dal progetto irpino. Lunetta è indispensabile perché abbina tecnica e fisicità. È un po’ il termometro emotivo di questa squadra. Non si risparmia, ha dato la sua disponibilità anche in condizioni non ottimali. È importante che sia tornato al gol e abbia fornito quell’assist a Russo. Lunetta è un calciatore importantissimo per la squadra”.
Cavuoti, la sorpresa del Massimino
Tra le note più liete della sfida con il Cosenza c’è sicuramente Nicolò Cavuoti, indicato da Vagliasindi come una delle sorprese più interessanti. “Cavuoti è un po’ la sorpresa di Catania-Cosenza. È giovane, ma ha già messo insieme quattro presenze in A con il Cagliari, sette in B con il Bari, 57 presenze in C con quattro gol e sei assist. Il 30 agosto era in panchina in Cagliari-Inter di Serie A; a distanza di pochi giorni si è fatto trovare pronto, ergendosi a protagonista con la maglia del Catania. Mancino di piede come Insigne, ha rubato l’occhio. Il Catania aveva in agenda Cavuoti già dai primi di luglio”.
“Servono risposte sul futuro del Catania”
Infine, Vagliasindi affronta anche il tema societario. Secondo il giornalista, gli avvenimenti dell’estate hanno lasciato interrogativi che necessitano di risposte. “Non può essere derogato un passaggio di risposte chiare e precise sul futuro del Catania. Quello che è successo in estate ha aperto degli interrogativi. Si chiedono delle risposte, con i tempi che riterrà il Catania. Altrimenti si resta in questo armistizio virtuale che dipenderà esclusivamente dai risultati che la squadra otterrà sul rettangolo verde”.
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L’articolo STAMPA LOCALE – Vagliasindi: “Potenziale offensivo molto importante, ancora non mi convince appieno la tenuta difensiva” proviene da Tutto Calcio Catania.