Il 4-0 rifilato al Cosenza potrebbe aver fornito ad Emilio Longo più di una semplice conferma sul piano del risultato. La prestazione del Catania ha infatti lasciato intravedere una soluzione tattica capace di valorizzare maggiormente le caratteristiche dei giocatori a disposizione: il 4-2-3-1.
Il sistema di gioco rappresenta una delle principali novità emerse dalla sfida contro i calabresi. Il Catania, costruito inizialmente con il 4-3-3, ha trovato maggiore equilibrio e incisività con i due centrocampisti davanti alla difesa e il terzetto alle spalle del centravanti.
Una soluzione che, alla luce della qualità presente in rosa, potrebbe diventare particolarmente interessante per Longo.
Più qualità tra le linee
Uno dei vantaggi più evidenti riguarda la possibilità di schierare un giocatore come Nicolò Cavuoti nella posizione di trequartista. Il nuovo rossazzurro, presentatosi in sala stampa dopo la gara, ha spiegato di essersi trovato bene nel muoversi alle spalle della linea dei centrocampisti avversari.
Nel 4-3-3, invece, le sue caratteristiche potrebbero essere sfruttate maggiormente da mezzala, con compiti inevitabilmente differenti. Da trequartista Cavuoti può avere maggiore libertà, cercare gli spazi e dialogare con il centravanti, oltre a poter sfruttare la propria qualità tecnica negli ultimi metri. Ma non è soltanto il giovane centrocampista a beneficiare del cambio di sistema.
Lunetta e Cicerelli più vicini alla porta
Il 4-2-3-1 consente infatti a Gabriel Lunetta e Cicerelli di partire da posizioni più avanzate, con la possibilità di attaccare maggiormente gli spazi e arrivare con maggiore frequenza negli ultimi venti metri.
Non a caso proprio Lunetta è stato uno dei grandi protagonisti del successo contro il Cosenza, con un gol e un assist. La sua capacità di attaccare la profondità, sacrificarsi e inserirsi può diventare ancora più preziosa in un sistema nel quale gli viene chiesto di concentrarsi maggiormente sulla fase offensiva, pur mantenendo la necessaria disponibilità al sacrificio.
La presenza di un trequartista alle spalle del centravanti permette inoltre agli esterni di non essere costretti a stringere continuamente per creare superiorità centrale.
Il centravanti più supportato
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il centravanti. Con il 4-2-3-1, il riferimento offensivo non è più necessariamente isolato. La struttura consente di avere più soluzioni di passaggio e, soprattutto, più giocatori pronti ad accompagnare l’azione.
In questo contesto il gol realizzato da Flavio Russo rappresenta un ulteriore elemento positivo. La presenza di tre giocatori alle sue spalle può inoltre liberare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti e creare situazioni di superiorità numerica nella trequarti avversaria.
Il doppio mediano garantisce equilibrio
La presenza di due mediani permette alla squadra di avere una maggiore protezione davanti alla difesa e di coprire meglio le transizioni.
In tal senso senso, la duttilità di giocatori come Torrasi diventa particolarmente importante. Il centrocampista ha spiegato di poter giocare sia in un centrocampo a due che a tre, evidenziando proprio la possibilità di adattarsi alle esigenze tattiche dell’allenatore.
Il doppio mediano, inoltre, può permettere agli uomini offensivi di avere più libertà senza esporre eccessivamente la squadra.
Naturalmente, tutto dipenderà dalla capacità degli esterni di garantire il necessario lavoro in fase di non possesso. Il 4-2-3-1, infatti, può trasformarsi rapidamente in un 4-4-1-1 quando la squadra deve difendersi.
Una rosa costruita per più soluzioni
La profondità della rosa rende interessante il discorso legato al modulo. Longo dispone infatti di numerose alternative offensive e può contare su giocatori in grado di ricoprire più posizioni. Il 4-2-3-1 potrebbe quindi consentire di sfruttare maggiormente questa abbondanza, alternando interpreti senza necessariamente modificare la struttura di base.
Il 4-3-3 resta un’opzione
Questo non significa, naturalmente, che il 4-3-3 debba essere definitivamente accantonato. Il sistema iniziale può continuare a rappresentare una valida alternativa, soprattutto contro determinate squadre o quando Longo avrà bisogno di maggiore densità in mezzo al campo.
La forza di questo Catania potrebbe essere la capacità di cambiare pelle durante la stagione e, soprattutto, all’interno della stessa partita. I centrocampisti offrono all’allenatore caratteristiche differenti, mentre il reparto offensivo permette diverse combinazioni.
Il verdetto arriverà nelle prossime partite
Il 4-0 contro il Cosenza ha certamente fornito indicazioni incoraggianti, ma sarebbe prematuro considerare il 4-2-3-1 come la soluzione definitiva. Una singola partita non può bastare per stabilire quale sia il sistema migliore. Serviranno continuità, risultati e soprattutto la verifica contro avversari capaci di mettere maggiormente sotto pressione il Catania.
La sensazione, però, è che Longo abbia trovato una soluzione che merita di essere approfondita. Se l’allenatore ha trovato la quadra tattica del suo Catania, la risposta è ancora da scrivere.
***CLICCA QUI per seguirci sulla nostra pagina Facebook***
L’articolo A MENTE FREDDA – Longo e la nuova formula: il 4-2-3-1 è davvero la chiave? proviene da Tutto Calcio Catania.