Nella doppia sfida di Coppa Italia il Messina ha dato spazio a ben 17 calciatori. Il tecnico Alfio Torrisi è consapevole di potere pescare a piene mani in panchina: “Non c’è alcuna gerarchia. Ho provato dall’inizio Tanasa con Giunta, che avevano fatto cose egregie già nel precampionato. Il capitano a fine primo tempo ha avuto un fastidio muscolare, gli si è indurito l’adduttore e quindi abbiamo preferito non rischiare e sostituirlo con Zampa. Anche a lui vanno i complimenti per l’impatto, l’approccio e la personalità nel dettare i tempi di gioco”.
La Gradinata Est (foto Paolo Furrer)
Qualche acciacco nel finale anche per Palumbo: “Ha avuto un indurimento muscolare, non ha sentito tirare e quindi non è nulla di che. Gli ho detto che era inutile ritornare in campo nei tre minuti di recupero e quindi l’abbiamo preservato”. È slittato invece l’esordio del difensore Blondett: “Onestamente avevo inizialmente previsto l’ingresso in campo di Edoardo per dargli minutaggio ma Langone non aveva fatto ancora un minuto e l’ho premiato perché è un ragazzo che durante la settimana va forte, spinge, ha voglia di migliorare e giocare”.
Il tecnico insiste sulla mentalità vincente: “Non è facile giocare una partita di ritorno dopo che hai vinto 4-1 all’andata e trovare gli stimoli. Noi dobbiamo andare forte, non possiamo fare calcoli. Servono sempre cattiveria, ferocia, fame. Man mano alziamo sempre il livello. Dobbiamo provare a vincere sempre, tantissime volte ci riusciremo, pochissime forse no, però l’importante è che riusciamo a crearci questo Dna di una squadra che lotta”.
La Curva Sud (foto Paolo Furrer)
Torrisi ha apprezzato il grande sacrificio di alcuni degli elementi più esperti: “Dicevo in panchina ai miei collaboratori che vedere al 95’ Sarao in pressione è una grande soddisfazione: un giocatore della sua stazza, con i suoi trascorsi, che ancora corre mi fa sognare. Vanno premiati questi gesti: questo lavoro deve essere un incentivo per tutti”.
Cresce anche la condizione atletica: “Sicuramente i carichi di lavoro si fanno sentire, però io penso che tutto parte dalla mente e quando è predisposta al sacrificio riesce ad andare anche oltre i deficit fisici. Sono contento per tutto quello che ha provato a fare la squadra, non si può rimproverare nulla. Abbiamo avuto un tasso percentuale di recupero palla nella metà campo avversaria da brividi e abbiamo sempre riaggredito. Si sta plasmando un gruppo nuovo, che ha avuto tanta pazienza nel palleggiare”.
Sbuttoni e Zampa celebrano Sarao (foto Antonio Caroè)
Da Augusta inizia la rincorsa alla serie D: “La strada è quella giusta ma il difficile è percorrerla con continuità e intensità, perché non ci possiamo permettere pause. Sappiamo cosa dobbiamo andare a fare in questa stagione. Hanno ben impresso in mente la responsabilità che abbiamo nei confronti di un popolo, di una proprietà e soprattutto di un club che ha una storia non indifferente. Quando va in campo la maglia biancoscudata va sudata e onorata”.
L’articolo Torrisi: “Non ci sono gerarchie. L’esempio da chi pressa fino al 95esimo” proviene da Messina Sportiva.