Cronaca Catania 4 min

RASSEGNA STAMPA – La Gazzetta dello Sport: “Catania senza continuità, con poche idee e troppe disattenzioni”

13 Settembre 2026

La sconfitta interna contro la Scafatese apre una nuova riflessione sul momento del Catania. A soffermarsi sulla prestazione dei rossazzurri è anche La Gazzetta dello Sport, che evidenzia soprattutto la mancanza di continuità, le poche idee nella costruzione del gioco e le troppe disattenzioni che stanno caratterizzando questo avvio di stagione.

Il quotidiano sottolinea come il Catania appaia oggi distante dalle dirette concorrenti per le posizioni di vertice, citando in particolare Bari e Salernitana, reduci il giorno precedente da prestazioni convincenti e ricche di gol. Al Massimino, invece, è passata la Scafatese, capace di colpire nel finale e di mettere in evidenza le difficoltà del nuovo progetto tecnico avviato da Emilio Longo, che “stenta a decollare”.

Scafatese subito aggressiva

La formazione campana ha affrontato la gara senza timori, partendo subito forte e sfruttando con efficacia le ripartenze. La Gazzetta sottolinea in particolare l’intesa tra Vallocchia e Torrasi, ancora non perfettamente rodata.

Il primo gol nasce da una disattenzione della fase difensiva rossazzurra. La “fase di non possesso del Catania è andata in tilt” sulla proiezione di Palmieri, bravo a prendere il tempo a Perrotta e a procurarsi il calcio di rigore. Dal dischetto l’ex Emmausso non sbaglia e festeggia in maniera polemica nei pressi della Curva Nord.

Un episodio che fotografa una delle principali fragilità del Catania: la difficoltà nel mantenere ordine e attenzione quando gli avversari aumentano ritmo e profondità.

Catania, reazione ma ancora poche idee negli ultimi metri

Dopo lo svantaggio, i rossazzurri provano a rialzare la testa e costruiscono occasioni per il pareggio. Tuttavia, rimane evidente la difficoltà nel gestire il pallone negli ultimi metri.

La Scafatese, al contrario, si dimostra ordinata nella fase di non possesso e riesce a limitare le iniziative del Catania. In mezzo al campo Toscano e Tripi gestiscono bene i tempi della partita, soprattutto nei momenti in cui i campani riescono a trovare spazio per ripartire rapidamente.

La Gazzetta sottolinea inoltre la presenza in panchina di Zeoli, chiamato a guidare la Scafatese al posto dello squalificato Facciolo, ex molto apprezzato dal pubblico catanese.

La mossa di Longo e il gol di Russo

Nella ripresa arriva però una reazione più concreta del Catania. Secondo il quotidiano, è positiva la scelta di Longo di rispolverare Bruzzaniti, arretrando Lunetta sulla linea difensiva a quattro.

La modifica produce maggiore spinta e permette ai rossazzurri di aumentare la pressione. Il pareggio arriva con il “figlio dell’Etna” Russo, che conferma il suo feeling con il gol e firma il terzo centro vincente della sua stagione.

In quel momento il Catania sembra avere la possibilità di completare la rimonta e cambiare definitivamente l’inerzia della partita. Ma quando i rossazzurri provano a mettere sul campo tutte le energie rimaste per cercare il gol della vittoria, arriva la doccia fredda con il diagonale di Toscano che sorprende una difesa “impreparata e poco mobile”. La Scafatese torna così avanti nel momento in cui il Catania sembrava poter sfruttare il proprio forcing.

I fischi e una crisi che si accentua

La traversa di Insigne rappresenta l’ultima grande occasione di una partita che lascia ancora una volta il Catania con molti interrogativi. Al triplice fischio, i 15 mila del Massimino fanno sentire tutta la propria delusione.

Per La Gazzetta dello Sport, i fischi diventano così il simbolo di una crisi che si accentua. Il problema non è soltanto il risultato negativo, ma la difficoltà della squadra nel trovare continuità, idee e solidità, elementi indispensabili per una formazione costruita con ambizioni di vertice.

Il Catania continua quindi a non riuscire a rispettare quel ruolo di favorita che, sulla carta, dovrebbe competere alla squadra. La sconfitta con la Scafatese, arrivata proprio nel finale dopo aver ritrovato il pareggio, rende ancora più pesante il momento dei rossazzurri e alimenta i dubbi sulla capacità del nuovo corso targato Emilio Longo di trovare rapidamente una propria identità.

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