Cronaca Catania 3 min

Rossazzurri sulle montagne russe: l’equilibrio è ancora lontano

13 Settembre 2026

Un’altalena continua. Novanta minuti dentro i quali convivono troppi Catania diversi. Quello che parte male, quello che reagisce, quello che sembra poter prendere in mano la partita e quello che, improvvisamente, perde nuovamente certezze fino a concedere all’avversario l’episodio decisivo.

La sconfitta contro la Scafatese è l’ennesima fotografia di una squadra alla ricerca dei famosi equilibri che vengono invocati ormai da settimane, ma che ancora non sono stati trovati.

Dal blackout alla reazione

Contro la formazione campana il Catania ha iniziato nel modo peggiore possibile. I primi venti minuti hanno evidenziato una squadra poco aggressiva, disattenta e incapace di prendere le misure all’avversario.

Poi la reazione. I rossazzurri hanno cambiato ritmo, aumentato la pressione e trovato il pareggio. Per alcuni minuti è sembrato di rivedere il Catania capace, pochi giorni prima, di travolgere il Cosenza. Dopo avere rimesso in equilibrio la partita tentando anche di capovolgere il risultato, però, il Catania è tornato a perdere intensità, lucidità e controllo. Fino ad arrivare al gol di Toscano, arrivato nel finale con una difesa impreparata.

🔄 Una squadra che vive di momenti

L’impressione è che il Catania stia vivendo troppo sulle montagne russe. I rossazzurri, a tratti, mostrano qualità, producono gioco, costruiscono occasioni ma poi arrivano i blackout. Se la squadra vive di fiammate, ogni calo diventa pericoloso. Basta un errore, una palla persa, una marcatura sbagliata o un momento di distrazione per compromettere quanto costruito in precedenza. Si evidenzia il problema di quanto può giocare bene il Catania, ma soprattutto quanto a lungo riesce a farlo.

Gli equilibri non sono soltanto tattici

Si parla spesso di moduli, di interpreti e di soluzioni tattiche. Il passaggio al 4-2-3-1 rappresenta una delle ultime risposte cercate da Longo. Gli equilibri di una squadra però non possono essere soltanto numerici. Sono anche distanze tra i reparti, coperture, gestione del possesso, aggressività nei duelli, concentrazione e capacità di leggere i momenti della partita.

Contro la Scafatese il Catania ha mostrato di poter reagire, ma non ancora di saper gestire quella reazione. Ha trovato il pareggio, ha avuto la possibilità di completare la rimonta, ma non ha avuto la continuità necessaria per portare la partita dalla propria parte.

La gara con la Scafatese ha mostrato cosa accade quando l’intensità e la concentrazione vengono meno. Serve una versione di squadra più equilibrata. Capace di reagire, ma anche di partire bene. Capace di attaccare, ma anche di difendersi. Capace di soffrire, ma senza perdere la propria identità. Capace di arrivare al finale con attenzione.

Non è normale che ogni partita sembri contenere una storia diversa e che il rendimento della squadra possa cambiare così radicalmente nel giro di pochi minuti.

La trasferta di Picerno arriva immediatamente e offre una nuova possibilità. Non per dimostrare di essere diventati improvvisamente perfetti, ma per capire se questa squadra ha iniziato davvero ad imparare qualcosa dai propri errori. I famosi equilibri vanno ricercati nella capacità di essere riconoscibili e affidabili per tutti i novanta minuti.

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