Come vive Emilio Longo questi giorni? Difficile pensare che le voci sul suo futuro possano lasciarlo completamente indifferente. Un allenatore può provare a isolarsi, concentrarsi sul lavoro quotidiano e trasmettere tranquillità alla squadra, ma quando il proprio posto viene messo in discussione è inevitabile che dentro di sé qualcosa si muova.
Probabilmente Longo avverte la pressione del momento, ma anche la consapevolezza di avere ancora qualcosa da dimostrare. Quando una squadra non riesce a decollare, il tecnico sa di essere il primo a finire sotto osservazione. Ogni scelta viene analizzata, ogni risultato assume un peso maggiore e ogni prestazione può alimentare nuovi interrogativi.
Mettersi nei panni di Longo significa però anche considerare un altro aspetto: non tutto dipende dall’allenatore.
Il Catania visto nelle ultime uscite ha mostrato buone cose soltanto a tratti. La squadra ha alternato momenti incoraggianti ad altri nei quali sono emerse palesi difficoltà, cali di concentrazione e una continuità insufficiente. Longo sa di dover trovare una soluzione, ma anche che per riuscirci ha bisogno della risposta dei propri giocatori.
Un allenatore può preparare la partita, studiare l’avversario, scegliere il sistema di gioco e indicare alla squadra cosa fare. Poi, però, sono i giocatori a mettere in pratica le indicazioni. Se la squadra si accende soltanto a intermittenza, la responsabilità non può essere attribuita esclusivamente alla panchina.
Longo, dunque, potrebbe vivere questo momento con sentimenti contrastanti. Da una parte la preoccupazione di chi sa che il proprio futuro è diventato un argomento di discussione; dall’altra la voglia di dimostrare che il lavoro intrapreso può ancora dare i suoi frutti.
Per l’allenatore sarà importante vedere una squadra dalla sua parte, non soltanto a parole. Una squadra capace di correre, lottare, mantenere la concentrazione costante. Perché se l’allenatore è sotto esame, anche i calciatori devono sentirsi sotto esame.
La società dovrà fare le proprie valutazioni, il tecnico dovrà assumersi le proprie responsabilità e i giocatori dovranno fare altrettanto. Le voci possono fare male, generare pressione e insinuare dubbi. Longo è consapevole che c’è un solo modo per allontanarle: il campo. E avrà bisogno non soltanto delle proprie idee, ma della risposta di tutta la squadra.
A Picerno, dunque, Longo cercherà certezze. Il Catania dovrà dimostrare di essere disposto a combattere insieme al proprio allenatore.
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L’articolo Longo, la panchina e il peso delle voci: a Picerno dovrà rispondere tutta la squadra proviene da Tutto Calcio Catania.