Il Messina brinda alla vittoria all’esordio in Eccellenza passando di misura in casa dell’Augusta. L’1-0 targato Varela sta però molto stretto ai giallorossi, padroni del campo e andati più volte vicini al raddoppio. Non aver chiuso prima la partita è l’unica pecca della prova di Kragl e compagni al “Fontana”, anche a detta del tecnico Alfio Torrisi: “La cosa che contava alla fine era partire col piede giusto in campionato e ci siamo riusciti. Sono soddisfatto per quello che ha fatto la squadra, resta un po’ di rammarico per la mole di azioni create e per tutte le volte che siamo entrati in area, ma abbiamo peccato di superficialità e sufficienza, oltre a colpire un palo e una traversa. Dispiace non aver chiuso la partita, sotto questo aspetto bisogna migliorare e crescere. Non abbiamo mai subito un tiro in porta degli avversari, non ricordo parate di Coco, ma quando i minuti iniziano a passare subentra un’inerzia mentale diversa, sia per l’avversario che per noi, perché magari si trova quel coraggio che durante la partita non si è avuto, si mette qualche palla in mezzo con una punizione laterale o un angolo e per un imprevisto si può pareggiare una gara che non avevamo mai rischiato di non vincere”.
Kragl e La Mesa osservano la monetina (foto Paolo Furrer)
L’allenatore spiega poi l’inserimento nella ripresa dell’ultimo arrivato La Spada, al quale è stata annullata una rete per fuorigioco: “Mancava Sarao, ho portato subito La Spada che si era aggregato con noi da mercoledì. Aveva fatto gol e gli è stato annullato, una posizione a mio avviso molto dubbia. Pian piano inizia a mentalizzarsi sul nostro atteggimento e a crescere a livello tattico, essendo ancora più indietro degli altri. Peppe può darci tante soluzioni in avanti avendo caratteristiche diverse. L’ho messo perché ci stavamo un po’ abbassando per gestire il vantaggio e volevo sfruttare qualche ripartenza, lui per due volte si è presentato a tu per tu col portiere grazie a questa sua virtù dell’attacco alla profondità”.
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