Il successo di Picerno ha restituito entusiasmo e nuove certezze al Catania. Una prestazione che ha convinto anche Angelo Micale, intervenuto nel corso di ‘Corner’ ai microfoni di Telecolor, che ha analizzato i progressi mostrati dalla squadra di Longo e individuato alcuni degli elementi che possono rappresentare l’ossatura della formazione rossazzurra.
«Questo Catania è sorprendente per tanti motivi, alterna prestazioni che lasciano per certi versi perplessi, sia nella buona che nella cattiva parte. Meglio naturalmente parlare di quando la squadra segna quattro gol, nella versione buona. Credo che il Catania abbia trovato l’intelaiatura giusta».
Dini, Di Gennaro, Quaini e Russo: l’ossatura del Catania
Micale parte da un concetto tattico ben preciso, quello dell’importanza della cosiddetta spina dorsale di una squadra: «Mi spiegava un allenatore che è fondamentale l’asse centrale di una squadra, cioè il portiere, il difensore centrale, il centrocampista centrale e l’attaccante centrale».
In questo senso, secondo Micale, il Catania avrebbe ritrovato alcune certezze importanti. «Intanto con Dini il Catania ha ritrovato una certa garanzia, Di Gennaro è come se la difesa fosse rinata, talmente tanto che i giocatori che stavano accanto a lui diventano finalmente normali».
A centrocampo, invece, il riferimento è soprattutto a Quaini, accompagnato dalla crescita di Vallocchia: «A centrocampo c’è questo Vallocchia, ma soprattutto un Quaini, stranamente criticato a Catania, eppure ha un rendimento continuo e costante».
La grande sorpresa, però, per Micale è Russo: «La grande sorpresa si chiama Russo. In tutti i gol del Catania a Picerno c’è il suo piede. Lui si porta appresso un bel po’ di giocatori, ma soprattutto è sempre presente. Non ha segnato a Picerno, ma diventa fondamentale nell’economia della squadra».
«Questa squadra è più forte di quella dell’anno scorso»
Micale guarda poi alla composizione complessiva dell’organico e ribadisce una convinzione: «Se il Catania mantiene questo tipo di intelaiatura e i giocatori mantengono questo tipo di forma, io sono sempre stato convinto che questa squadra è molto più forte di quella dell’anno scorso e più completa. Se ci fosse stato un altro terzino questa squadra sarebbe stata assolutamente perfetta».
Resta l’attesa per Eddy Cabianca, giocatore sul quale Micale esprime curiosità: «Aspettiamo Cabianca, che vidi giocare l’anno scorso a Salerno e non mi era sembrato male».
«A Picerno i giocatori hanno dato tutto anche per Longo»
Un altro passaggio importante riguarda l’atteggiamento mentale mostrato dalla squadra. Per Micale, la differenza rispetto ad alcune precedenti uscite è stata evidente già prima del fischio d’inizio. «Io credo che tutto sia nelle mani dei giocatori. Quando ho visto le facce dei giocatori che stavano entrando in campo a Picerno ho avuto la sicurezza che avrebbero affrontato la partita decisi a fare quello che dovevano fare».
Un atteggiamento che non sempre era stato percepito nelle gare precedenti: «Altre volte invece li ho visti scendere dal pullman con delle facce tranquille, come se dovessero prendere una granita in un noto bar del Lungomare. I giocatori a Picerno hanno dato tutto quello che erano in grado di poter dare, anche per il proprio allenatore».
Longo e le responsabilità del mercato
Micale affronta poi la questione relativa alla posizione di Longo, spiegando di non ritenere che l’allenatore fosse realmente vicino all’esonero: «Secondo me comunque l’allenatore non avrebbe perso il posto, gli avrebbero fatto fare anche la partita successiva col Barletta».
E aggiunge: «Anche perché secondo me Longo non ha tantissime colpe. Innanzitutto le colpe sono di un mercato stupido che anziché finire il 20 luglio e quindi dare la possibilità di poter sostenere un ritiro sereno, finisce l’1 settembre e gli ultimi giocatori arrivati sono quelli che non hanno fatto neanche un minuto di ritiro».
Una situazione che rende complicato il lavoro di qualsiasi allenatore: «Pure il miglior allenatore del mondo avrebbe difficoltà ad inserirli e a farli entrare in un contesto atletico di un certo tipo».
Ierardi, Quaini e Bruzzaniti
Tra i protagonisti della vittoria di Picerno, Micale cita anche Ierardi, ricordandone le capacità negli inserimenti: «Ricordo che contro il Lecco saltò almeno tre avversari andando a segno. Ha questi inserimenti nelle corde». Un’azione nella quale ha avuto un ruolo importante anche Quaini: «Quaini bravissimo a dargli quel pallone. È insostituibile Quaini, metterlo fra i difensori centrali non mi sembra il caso».
Infine, una sottolineatura per Bruzzaniti, autore di una rete importante: «Finalmente abbiamo anche visto il Bruzzaniti di cui si parlava bene».
Di Gennaro, il peso dell’assenza nella scorsa stagione
Il ritorno di Di Gennaro rappresenta uno dei temi centrali dell’analisi di Micale, ricordando quanto l’infortunio del difensore avesse inciso sul percorso della passata stagione. «L’anno scorso è praticamente finito il campionato del Catania con l’infortunio di Di Gennaro. Quando perde Di Gennaro, il Catania non ha soluzioni interne che gli permettono di risolvere il problema».
A questo proposito, Micale cita anche Cargnelutti, protagonista di un ottimo avvio di stagione con il Sorrento: «Non pensavamo mai che facesse questo exploit nel Sorrento, già cinque gol segnati in avvio di stagione, è il capocannoniere del campionato».
Sul Sorrento, però, Micale mantiene una certa prudenza: «Io non credo moltissimo nel Sorrento, francamente comincio a guardare la classifica dalla Casertana in giù. Poi, se il Sorrento riesce a vincere il campionato, saranno applausi per loro».
«Dini in questo momento merita il posto da titolare»
Infine, un passaggio sulla porta rossazzurra e sul confronto tra Dini e Rinaldi. «Rinaldi è un classico portiere che gioca con i piedi. Ai portieri attuali si chiede di diventare i primi ispiratori della manovra, cosa secondo me discutibilissima. Invece Dini si libera immediatamente del pallone».
Una caratteristica che, secondo Micale, non coincide perfettamente con le richieste di Longo, ma che non deve far dimenticare il compito principale dell’estremo difensore: «Questo non è proprio quello che vuole Longo, ma l’estremo difensore deve anche fare il portiere e guidare la difesa».
Micale, però, aggiunge una considerazione legata alla presenza di Di Gennaro: «Dini sa fare bene quando anche Di Gennaro è lì. Vorrei vedere pure Rinaldi con Di Gennaro che gestisce la difesa e tranquillizza i propri compagni. In questo momento, comunque, Dini merita il posto da titolare».
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L’articolo STAMPA LOCALE – Micale: «Per me questa squadra è più forte dell’anno scorso» proviene da Tutto Calcio Catania.