Cambiare eventualmente sistema di gioco senza rinunciare ai propri principi. È questa, in estrema sintesi, la strada intrapresa da Emilio Longo alla guida del Catania. Le soluzioni tattiche possono variare, come si è visto nelle ultime uscite, ma alla base del lavoro dell’allenatore rossazzurro rimane una precisa idea di calcio.
Il modulo, dunque, può essere interpretato come uno strumento, non un dogma. A cambiare possono essere gli uomini, le posizioni, gli equilibri e persino l’assetto iniziale, ma la filosofia resta quella di una squadra chiamata a giocare con coraggio, a prendersi responsabilità e a provare a imporre il proprio gioco.
Longo continua a chiedere al Catania un calcio propositivo e dominante. Una scelta che porta inevitabilmente con sé dei rischi. Giocare in avanti, accettare di costruire, mantenere una squadra corta e cercare di recuperare rapidamente il pallone significa anche esporsi alla possibilità di concedere qualcosa. Ma è all’interno di questo equilibrio che Longo insiste nel voler costruire la propria identità di squadra.
Il passaggio successivo riguarda allora la gestione dell’errore. Riducendo al minimo tutto ciò che può vanificare il lavoro prodotto: errori tecnici, disattenzioni, letture sbagliate e soprattutto quei cali di concentrazione che possono cambiare l’inerzia di una partita.
Il Catania deve quindi trovare continuità nell’applicazione dei propri principi. Nei momenti in cui la squadra riesce a comandare il gioco, ma anche quando l’avversario alza la pressione, quando il pallone viene perso o quando la partita assume una direzione meno favorevole.
In questo senso la duttilità tattica può diventare un valore. Cambiare sistema non significa cambiare identità. Anzi, la possibilità di adottare soluzioni differenti può consentire al Catania di adattarsi alle caratteristiche dell’avversario e alle diverse fasi della gara, mantenendo però riconoscibili quei concetti che Longo considera fondamentali.
Coraggio, possesso, aggressività e ricerca della superiorità sono dunque le coordinate lungo le quali proseguire. Con la consapevolezza che il calcio dominante non è privo di controindicazioni, ma richiede organizzazione, attenzione e una partecipazione collettiva costante.
L’idea, anche in vista di Catania-Barletta, rimane sempre la stessa: giocare con coraggio, accettare i rischi del proprio calcio e fare in modo che, alla fine, siano i principi a prevalere sul modulo.
***CLICCA QUI per seguirci sulla nostra pagina Facebook***
L’articolo La strada di Longo: stessi principi, duttilità senza rinunciare all’identità proviene da Tutto Calcio Catania.