«Mazzarino resta ancora una volta silenziosa e priva di una rappresentanza forte nella battaglia per la sanità: il nostro gruppo politico intende colmare questo vuoto e unirsi alla mobilitazione provinciale per la difesa della sanità pubblica». Lo scrivono l’ex sindaco, Domenico Faraci, e gli ex consiglieri Gaetano Petralia, Vincenzo Mantione e Antonella Corinto chiedendo le dimissioni del manager dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra. «Condividiamo pienamente – spiegano – la battaglia che il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, sta conducendo da settimane in difesa del proprio ospedale: ogni amministratore ha il dovere di tutelare il diritto alla salute della propria comunità. Ma lo stesso diritto deve essere garantito anche a Mazzarino. La situazione sanitaria del nostro territorio non è affatto migliore rispetto al resto della provincia e, per alcuni aspetti, presenta criticità particolarmente preoccupanti. Il Santo Stefano merita risposte immediate».
«Il pronto soccorso – affermano – ad esempio non riesce a garantire una risposta adeguata a tutte le esigenze del territorio e molti cittadini vengono indirizzati verso altri ospedali, anche a causa della carenza di servizi e specialisti. Preoccupante è inoltre la situazione delle liste d’attesa per le prestazioni specialistiche, tra le più lunghe della provincia. Anche la Casa della Salute, presentata a suo tempo come la soluzione ai bisogni sanitari del territorio, deve essere sottoposta a una verifica seria e trasparente della sua effettiva funzionalità. C’è poi un tema sul quale chiediamo massima chiarezza: la gestione del personale sanitario nell’ospedale di Mazzarino. Il fatto che il direttore generale dell’Asp sia originario di Mazzarino non può e non deve diventare un motivo per abbassare il livello di attenzione o per scoraggiare le critiche. Proprio per garantire la massima trasparenza, chiediamo all’Asp di rendere pubblici e di motivare i criteri con cui sono stati disposti negli anni trasferimenti e assegnazioni di personale presso il nostro presidio: i cittadini hanno il diritto di sapere quali esigenze assistenziali abbiano determinato tali scelte e con quali criteri siano state assunte».
«Per queste ragioni chiediamo, senza ambiguità, le dimissioni del manager Ficarra. La nostra è una richiesta politica e istituzionale, che non nasce da una contrapposizione personale né dalla sua provenienza territoriale, ma dalla necessità di un cambio di passo nella gestione della sanità provinciale e di una maggiore attenzione verso tutti i territori, Mazzarino compresa. Ci uniamo quindi alla battaglia per la difesa della sanità nissena, rivendicando pari dignità per il nostro territorio. Chiediamo il potenziamento del pronto soccorso e dei servizi specialistici del Santo Stefano, una verifica sull’effettiva funzionalità della Casa della Salute e piena trasparenza nella gestione del personale sanitario. Mentre gli altri territori difendono legittimamente i propri presidi, Mazzarino non può continuare a fare da spettatrice.
«Non chiediamo – concludono – privilegi e non chiediamo favori. Chiediamo pari dignità, pari attenzione e gli stessi diritti degli altri comuni della provincia. La sanità si difende tutta, senza territori di serie A e territori di serie B. E Mazzarino, da oggi, farà sentire la propria voce».
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