Il pareggio contro il Barletta viene analizzato da La Sicilia con toni particolarmente critici. Lo 0-0 del “Massimino”, secondo il quotidiano, non può essere considerato un risultato soddisfacente per il Catania, soprattutto alla luce dell’andamento della partita e dell’intensità mostrata dalla formazione ospite.
“E al Catania è andata anche bene, visto il ritmo del Barletta. Uno 0-0 che è mezza sconfitta”, si legge nell’analisi. Il quotidiano sottolinea come, davanti al proprio pubblico, la squadra di Longo avrebbe dovuto cercare con maggiore convinzione la vittoria: “Al Massimino se la squadra di Longo non vince non si può ringraziare il cielo”.
La lettura della gara, tuttavia, tiene conto anche della capacità del Catania di contenere il Barletta. “Andrebbe fatto vista la trama del match che i rossazzurri hanno saputo limitare, ma in avanti? Zero o poco altro”, evidenzia La Sicilia, mettendo in risalto soprattutto le difficoltà mostrate nella fase offensiva.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda la continuità. “Così le giornate passano, la continuità di risultati resta una perfetta sconosciuta”, osserva il quotidiano, ponendo l’accento sulla necessità per il Catania di trovare una maggiore linearità nel proprio percorso.
Il Barletta e una partita giocata sulla corsa
Nel capitolo dedicato all’atteggiamento degli avversari, La Sicilia sottolinea la prestazione del Barletta, capace di impostare la gara sulla corsa e sui duelli individuali. “Il Barletta, ma chi ha seguito il percorso dei pugliesi non s’è sorpreso, hanno impostato la gara sulla corsa e sui duelli a muso duro”.
Una strategia che ha prodotto le occasioni più pericolose soprattutto nel primo tempo. Tra i protagonisti viene indicato Da Silva, descritto come un centravanti di quasi due metri capace di “rientrare, scattare, dare e ricevere palla”. Per La Sicilia, “per la C è un fenomeno e il Bari ne sa qualcosa”.
Il Catania, dal canto suo, ha risposto con una difesa a tre composta da Ierardi, Di Gennaro e Allegretto. La scelta di Longo, secondo il quotidiano, ha comunque prodotto una risposta positiva sul piano difensivo: “il terzetto ha giocato di squadra lottando per proteggere il proprio portiere”.
Poche soluzioni offensive
Quando il Catania ha provato a guadagnare campo, il Barletta ha lavorato per limitare le principali fonti di velocità rossazzurre. “Anche la fase di non possesso del Barletta ha marcato stretto Cicerelli e Cavuoti, i due dirimpettai più veloci”, sottolinea La Sicilia.
Da qui nasce una delle principali domande poste dal quotidiano sul percorso del Catania. La squadra, secondo l’analisi, è ancora in ritardo rispetto al ritmo delle avversarie e il dubbio riguarda soprattutto il futuro: “Ma quando arriveranno le pari grado il Catania si farà trovare pronto o il ritmo è solo questo?”.
Il riferimento è anche alle difficoltà legate alla preparazione e alla necessità di recuperare terreno. “Il destino è questo: aspettare che chi è in ritardo di preparazione riesca a mettersi in linea con gli altri”, scrive La Sicilia.
Tra infortuni, condizione da ritrovare e qualità ancora inespressa
L’analisi passa poi in rassegna una serie di aspetti dai quali il Catania attende risposte. C’è innanzitutto da “aspettare notizie confortanti da Russo e Cicerelli dopo i controlli medici”, ma anche da verificare la crescita di diversi elementi della rosa.
Il quotidiano cita Bruzzaniti, chiamato a “mostrare quello che ha fatto altrove e non qui”, Coda, che deve raggiungere la “forma ideale”, e Russo, nella speranza che possa tornare a disposizione e “segnare ancora”. A centrocampo, invece, l’attesa riguarda l’assestamento di Caligara.
Non meno importante è l’aspetto della costruzione del gioco. La Sicilia evidenzia la necessità di “effettuare le giocate con meno precipitazione”, elemento che potrebbe contribuire a dare maggiore fluidità alla manovra rossazzurra.
Resta quindi una domanda di fondo: “Ma se le matricole al Massimino fanno un figurone, quando entrerà in campo il ritmo reale del Catania?”. Il quotidiano si interroga anche sul numero di giornate già disputate: “Sette turni sono ancora pochi?”.
La domanda sulla crescita del Catania
Il punto centrale dell’analisi è rappresentato dalla ricerca della migliore versione della squadra. La Sicilia si chiede quando arriverà il momento in cui il Catania potrà “giocare in scioltezza”, mostrando quelle qualità che i percorsi dei suoi calciatori avevano evidenziato prima dell’approdo in rossazzurro.
“C’è della qualità inespressa”, sottolinea il quotidiano, ma resta il dubbio sul perché questa qualità non sia ancora emersa con continuità. Da qui l’interrogativo finale: “Ma si devono inceppare tutti quelli che arrivano al Massimino indossando questi colori? Possibile?”.
A chiudere l’analisi sono le indicazioni sui migliori in campo: “Di Gennaro e Dini”. Una scelta che, secondo La Sicilia, diventa anche la sintesi della partita disputata dal Catania: “Ed è il sunto di 90 minuti vissuti col cuore in gola”.
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L’articolo La Sicilia: “E al Catania è andata anche bene…” proviene da Tutto Calcio Catania.