Cronaca Catania 2 min

La vera sfida di Longo è nella testa: più coraggio, meno timori

20 Settembre 2026

Certe scelte di un allenatore possono essere lette oltre il semplice schieramento tattico. Quella proposta da Emilio Longo contro il Barletta, per esempio, sembra raccontare una precisa volontà: chiedere al Catania di giocare con personalità, senza paura di assumersi responsabilità.

La formazione iniziale, schierata con cinque uomini con caratteristiche offensive, andava proprio in questa direzione. Non necessariamente una dichiarazione di guerra tattica all’avversario, ma un segnale alla propria squadra: ci sono qualità, bisogna avere il coraggio di utilizzarle.

Una scelta che parte dalla testa

Dopo il successo di Picerno, il Catania aveva bisogno soprattutto di continuità. Non soltanto nei risultati, anche nell’atteggiamento. La vittoria ottenuta in trasferta aveva restituito entusiasmo e fiducia. Al “Massimino”, però, è arrivato un Barletta intenzionato a giocarsi la propria partita, senza concedere troppo spazio ai rossazzurri.

In questo scenario Longo ha scelto di non proteggersi attraverso una formazione più prudente. Ha puntato su diversi giocatori offensivi, chiedendo implicitamente alla squadra di prendere l’iniziativa. Del resto, se vuoi diventare protagonista del campionato, devi iniziare a comportarti da protagonista.

Il coraggio si misura soprattutto nelle situazioni difficili: quando l’avversario pressa, quando la giocata più semplice sarebbe quella di tornare indietro, quando il risultato non si sblocca e cresce la pressione dello stadio. Lì una squadra deve dimostrare di avere personalità. Facendo in modo che la qualità dei singoli sia accompagnata dalla convinzione di poter imporre la propria identità.

Un messaggio anche alla rosa

La scelta dell’allenatore può essere interpretata anche come una forma di fiducia nei confronti dei giocatori. Significa dire loro, attraverso le scelte, che ci si aspetta una partecipazione attiva alla partita e non soltanto l’attesa del momento giusto. Mettendoli nelle condizioni mentali di sentirsi protagonisti.

Quando arrivano momenti complicati, la risposta non può essere sempre quella di abbassarsi, rallentare o aspettare che sia qualcun altro a risolvere la partita. Se l’obiettivo è stare davanti, allora bisogna avere personalità. Se si vuole costruire qualcosa di importante, bisogna accettare anche il rischio che comporta il tentativo di imporre il proprio calcio.

Longo vuole portare il Catania nella direzione opposta alla paura: non nascondersi dietro il risultato, provando invece a determinarlo. Inviando il messaggio che una squadra con grandi ambizioni deve essere coraggiosa anche quando l’avversario mette pressione, la partita si sporca o il pubblico comincia a spazientirsi. E’ questo il prossimo passo che il Catania dovrà compiere.

***CLICCA QUI per seguirci sulla nostra pagina Facebook***

L’articolo La vera sfida di Longo è nella testa: più coraggio, meno timori proviene da Tutto Calcio Catania.

Fonte