Il quotidiano La Sicilia torna sullo 0-0 del Catania contro il Barletta, soffermandosi soprattutto sulla scelta di Longo di affidarsi a una retroguardia a tre e su una fase difensiva che, nonostante alcune difficoltà, ha mostrato segnali incoraggianti.
La difesa old style convince
Il pressing alto tanto caro a Longo è durato appena un quarto d’ora in avvio, per poi riapparire soltanto nella parte conclusiva della gara. Una continuità ancora da trovare, dunque, ma anche un elemento positivo da cui ripartire.
Il tecnico ha scelto di cambiare impostazione, affidandosi alla difesa a tre composta da Ierardi, Di Gennaro e Allegretto, con Dini tra i pali. Una soluzione che richiama il sistema utilizzato nella passata stagione e che, secondo il quotidiano, ha permesso al Catania di ritrovare una certa solidità nella fase di non possesso.
A contribuire alla protezione della porta è stata tutta la squadra. Tra gli episodi sottolineati c’è il recupero di Quaini su Laringe, lanciato verso la porta di Dini, e soprattutto l’intervento di Allegretto su Da Silva, che ha impedito all’attaccante del Barletta di poter concludere un’azione pericolosa.
Una scelta dettata anche dalla necessità
La soluzione adottata da Longo rappresenta anche una sorta di compromesso rispetto all’idea tattica iniziale dell’allenatore, che aveva indicato nella difesa a quattro la base del proprio progetto.
Il calendario ravvicinato, con la trasferta di Picerno appena alle spalle, ha inevitabilmente condizionato il lavoro della squadra. In questo contesto, affidarsi a giocatori che già conoscevano determinati meccanismi poteva rappresentare una scelta logica.
La Sicilia evidenzia però come anche le altre squadre abbiano affrontato impegni ravvicinati e sottolinea quindi la necessità, per il Catania, di trovare progressivamente una propria identità.
Il vero problema resta davanti
Se la fase difensiva ha fornito indicazioni positive, la produzione offensiva continua a rappresentare il principale interrogativo. “C’è la presa di coscienza che una squadra come il Catania deve attaccare, rubare il tempo, muoversi senza palla, tirare. Ecco, quello manca”. Il Catania deve attaccare con maggiore continuità, muovere gli avversari e arrivare alla conclusione.
L’emergenza Russo e le alternative
L’infortunio di Flavio Russo complica ulteriormente la situazione. Il giovane attaccante è stato finora uno dei riferimenti offensivi della squadra e la sua assenza apre un interrogativo immediato in vista della trasferta di Caserta.
Coda rappresenta naturalmente una soluzione importante, ma resta da capire se sia già in condizione di disputare novanta minuti. In alternativa, il Catania potrà contare sul rientro di Caturano, che ha scontato la squalifica di sei giornate. Resta inoltre una soluzione tattica già sperimentata in passato: Lunetta falso nueve.
Il tempo per migliorare, ma servono risposte
Il quadro tracciato dal quotidiano è quindi quello di un Catania ancora in costruzione. La fase difensiva ha mostrato segnali incoraggianti attraverso una soluzione tattica diversa da quella inizialmente pensata da Longo, mentre davanti resta da trovare maggiore efficacia.
Il tempo per migliorare c’è, ma “quante altre partite serviranno prima di vedere il Catania esprimere un calcio davvero continuo e redditizio?”.
***CLICCA QUI per seguirci sulla nostra pagina Facebook***
L’articolo RASSEGNA STAMPA – La Sicilia: “Catania, la difesa dà segnali ma davanti manca ancora qualcosa” proviene da Tutto Calcio Catania.