Il 24 settembre di ottanta anni fa, l’inizio di una grande storia. Presso la sede della delegazione provinciale del CONI, alle ore 21, dieci soci fondarono il Club Calcio Catania. Da quella riunione sarebbe iniziato un viaggio lungo otto decenni, fatto di Serie A, grandi vittorie, cadute, rinascite e di un legame indissolubile con la città.
Fu designato come commissario straordinario provvisorio il ragionier Angelo Vasta, mentre successivamente venne eletto presidente Santi Manganaro-Passanisi. Era il primo capitolo di una storia che avrebbe portato il Catania ai vertici del calcio italiano e che, ancora oggi, continua a essere raccontata attraverso generazioni di tifosi.
Gli anni ’60 e il Catania dei grandi
Il primo grande momento di gloria arrivò con i favolosi anni ’60, quando il Catania disputò per sei stagioni consecutive il massimo campionato italiano, ottenendo per tre volte l’ottavo posto.
La stagione 1960/1961 rimane una delle più memorabili. Da neopromosso, il Catania chiuse il girone d’andata addirittura al secondo posto e rimase nelle zone altissime della classifica fino alla terza giornata di ritorno. In quella stagione arrivò anche il celebre 4-3 contro il Milan di Giuseppe Viani.
La Serie A proseguì per altre cinque stagioni, regalando vittorie prestigiose contro alcune delle grandi del calcio italiano. Il Catania superò la Juventus 2-0 nel 1961/1962 e riuscì a vincere anche a Torino l’anno successivo, imponendosi per 1-0.
Ma è soprattutto la vittoria contro l’Inter di Helenio Herrera, nella stagione 1960/1961, a essere rimasta nell’immaginario collettivo. Da quella partita nacque la celebre espressione “Clamoroso al Cibali”.
I protagonisti e le sfide internazionali
Quella squadra poteva contare su giocatori di grande valore come Giuseppe Vavassori, Amilcare Ferretti, Giancarlo Danova, Horst Szymaniak, Cinesinho e Salvador Calvanese.
Il Catania riuscì inoltre a confrontarsi anche oltre i confini nazionali, partecipando per tre volte alla Coppa delle Alpi, nel 1960, 1964 e 1966. Nel 1964 arrivò fino alla finale, persa contro il Genoa. A queste esperienze si aggiunsero due partecipazioni alla Coppa dell’Amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963.
Nel 1965/1966, però, arrivò la retrocessione in Serie B. Il Catania concluse il campionato al penultimo posto nonostante alcuni exploit, tra cui la vittoria contro l’Inter che nella stagione precedente aveva conquistato scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale.
Il ritorno in A con Massimino
Dopo quattro stagioni in Serie B, il Catania conquistò nuovamente la promozione nella stagione 1969/1970, chiudendo al terzo posto.
Il nuovo presidente Angelo Massimino riportò entusiasmo in città e l’arrivo dell’attaccante Aquilino Bonfanti contribuì a rafforzare la squadra. L’atto finale di quella stagione fu una festa indimenticabile: il Catania vinse 3-1 a Reggio Calabria contro la Reggina, davanti a uno stadio riempito quasi completamente dai tifosi rossazzurri.
La Serie A durò però una sola stagione. Nel 1970/1971 arrivò una nuova retrocessione, in un’annata resa ancora più drammatica dalla morte del giovane terzino Luciano Limena, vittima di un incidente stradale.
L’Olimpico e i 40.000 catanesi
Un’altra pagina leggendaria arrivò nella stagione 1982/1983. Il Catania chiuse il campionato di Serie B al terzo posto, a pari punti con Cremonese e Como, e fu costretto a disputare gli spareggi per conquistare la promozione.
Contro il Como, allo stadio Olimpico di Roma, arrivarono quasi 15.000 catanesi. Il Catania vinse 1-0 grazie alla rete di Angelo Crialesi. Il vero esodo arrivò però il 25 giugno 1983, ancora all’Olimpico, per la sfida decisiva contro la Cremonese. Al Catania bastava il pareggio e lo 0-0 finale consegnò la promozione ai rossazzurri.
Sugli spalti, però, la vera protagonista fu ancora una volta la tifoseria: circa 40.000 catanesi raggiunsero Roma, dando vita a una delle trasferte più imponenti della storia del calcio.
Gli anni più difficili
Dopo quella promozione arrivarono anni complicati. Nel 1993 il Catania venne inizialmente radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie, ma la battaglia legale successiva stabilì che la società non era fallita né doveva essere considerata radiata.
Il club fu costretto a ripartire dall’Eccellenza Sicilia. Dopo il ripescaggio del primo anno, arrivò la vittoria nel Campionato Nazionale Dilettanti 1994/1995, al termine di un appassionante testa a testa con il Milazzo.
Nel 1996 la scomparsa del presidentissimo Angelo Massimino, morto in un incidente stradale, rappresentò un altro momento drammatico. La Serie C1 tornò nel 1998/1999, con Piero Cucchi in panchina e il Catania capace di avere la meglio sul Messina.
La nuova epopea rossazzurra
Il nuovo millennio riportò il Catania verso i grandi palcoscenici. Dalla gestione Gaucci a quella di Antonino Pulvirenti, il club costruì la propria risalita fino alla conquista della Serie A, arrivata dopo oltre vent’anni di attesa. L’allenatore della promozione fu Pasquale Marino, protagonista di un calcio offensivo e spettacolare.
In Serie A il Catania visse anni straordinari, con una lunga serie di allenatori destinati a lasciare il segno: Sinisa Mihajlovic, Walter Zenga, Diego Simeone, Vincenzo Montella e Rolando Maran. Arrivarono vittorie entrate nella storia: l’1-2 contro la Juventus a Torino, il 3-1 sull’Inter del Triplete e lo storico 0-4 di Palermo.
Indimenticabile anche il calcio proposto da Montella e la stagione vissuta con Maran, quando il Catania sfiorò una storica qualificazione europea e conquistò altri risultati prestigiosi contro le grandi del campionato.
Dal crollo alla rinascita
Dalla stagione 2013/2014, però, iniziò una nuova fase drammatica. La doppia retrocessione, l’inchiesta “I Treni del Gol”, il ritorno di Pietro Lo Monaco e infine la conclusione dell’era Pulvirenti portarono al passaggio di proprietà alla Sigi. Il successivo fallimento e la radiazione dai ranghi federali sembrarono rappresentare l’ennesima fine. Ma la storia del Catania aveva ancora un altro capitolo da scrivere.
Nel 2022 è iniziato il nuovo ciclo con il Gruppo Pelligra e la nascita del Catania SSD. La squadra è tornata immediatamente tra i professionisti con la successiva denominazione Catania FC, ha conquistato la Coppa Italia di Serie C e oggi continua il proprio percorso nella terza serie nazionale.
Ottant’anni dopo
Ottanta anni dopo quella riunione delle 21, il Catania è ancora qui. Sono cambiate società, categorie, presidenti, allenatori e generazioni di calciatori. Non è mai cambiato, invece, il legame con una città che ha accompagnato il club nei momenti più luminosi e in quelli più bui.
Dai favolosi anni ’60 al “Clamoroso al Cibali”, dai 40.000 dell’Olimpico alle grandi notti di Serie A, passando per fallimenti e ripartenze, la storia rossazzurra è un racconto fatto di passione, sofferenza, orgoglio e rinascita.
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