23 settembre 2012. È la quarta giornata del campionato di Serie A e al “Massimino” arriva il Napoli di Walter Mazzarri, una delle squadre più ambiziose del torneo e soprattutto una formazione lanciatissima, capace di conquistare tre vittorie nelle prime tre giornate.
Sulla panchina rossazzurra c’è Rolando Maran. Quella che dovrebbe essere una grande sfida casalinga si trasforma immediatamente in una partita di sofferenza per il Catania. Pronti, via e dopo appena pochi secondi arriva l’episodio destinato a condizionare l’intero incontro: Pablo Alvarez viene espulso per fallo da ultimo uomo.
Il Catania si ritrova così a giocare praticamente dall’inizio in inferiorità numerica, contro un Napoli che può contare su una squadra ricca di qualità e reduce da un avvio di campionato praticamente perfetto. Una montagna da scalare, insomma.
Mazzarri chiede ai suoi di prendere in mano il controllo della partita e il Napoli mantiene a lungo il possesso del pallone, costringendo i rossazzurri ad abbassarsi e a difendersi con ordine. Il Catania, però, non perde la testa. Maran ridisegna l’assetto della squadra e i suoi giocatori rispondono con una prestazione di grande sacrificio.
Gli azzurri provano a trovare il varco giusto soprattutto attraverso conclusioni dalla distanza e situazioni da calcio piazzato, ma la difesa etnea regge. Il Catania si compatta, chiude gli spazi e concede pochissimo negli ultimi metri, cercando di ripartire ogni volta che se ne presenta l’occasione.
Prima dell’intervallo sono i padroni di casa a sfiorare il vantaggio. Nicolas Spolli si inserisce sugli sviluppi di una situazione offensiva e trova la conclusione di testa, ma il pallone termina di poco a lato. Un segnale importante: anche in dieci, il Catania non ha intenzione di limitarsi esclusivamente a resistere.
La ripresa segue lo stesso copione. Il Napoli continua a spingere, mentre il Catania è costretto a moltiplicare energie e attenzione. Ogni pallone recuperato diventa prezioso, ogni ripartenza può trasformarsi in un’opportunità. Il tempo passa e la pressione partenopea non riesce a scardinare il muro rossazzurro.
Cuore, organizzazione e spirito di sacrificio. Sono questi gli ingredienti della prestazione del Catania, capace di giocare l’intera partita con un uomo in meno senza smarrire equilibrio e personalità.
Poi, nel finale, arriva addirittura l’incredibile occasione per il colpaccio. Alejandro “Papu” Gomez parte in ripartenza e si presenta nella condizione ideale per regalare al Catania una vittoria che avrebbe avuto del clamoroso. La conclusione dell’argentino, però, si stampa sul palo. Il “Massimino” resta con il fiato sospeso, mentre il Napoli tira un sospiro di sollievo.
Finisce 0-0, ma per il Catania vale quasi come una vittoria per il modo in cui è arrivato il risultato. Una squadra costretta a giocare in dieci praticamente dall’inizio riesce a contenere una delle formazioni più forti del campionato, respingendo gli assalti degli uomini di Mazzarri e conservando fino al triplice fischio una straordinaria compattezza.
Quel pomeriggio del 23 settembre 2012 racconta dunque un Catania stoico, combattivo e orgoglioso, capace di trasformare una situazione immediatamente complicata in una prova di forza collettiva.
VIDEO: gli highlights della sfida
TABELLINO PARTITA
CATANIA (4-3-3): Andujar, Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Marchese, Biagianti (1′ st Izco), Lodi, Almiron (29′ st Castro), Barrientos (22′ pt Bellusci), Bergessio, Gomez. (1 Frison, 34 Messina, 5 Rolin, 33 Capuano, 30 Salifu, 8 Sciacca, 24 Ricchiuti, 15 Morimoto, 35 Doukara). All. Maran.
NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica (20′ st Vargas), Maggio (39′ st Dossena), Dzemaili, Inler (1′ st Insigne), Zuniga, Hamsik, Pandev, Cavani. (22 Rosati, 15 Colombo, 2 Grava, 55 Gamberini, 21 Fernandez, 16 Mesto, 4 Donadel, 85 Behrami). All. Mazzari.
Arbitro: Bergonzi di Genova.
Angoli: 14-3 per il Napoli.
Recuperi: 2′ e 2′.
Espulso: Alvarez (2′ pt) per fallo su Cavani lanciato a rete.
Ammoniti: Zuniga, Legrottaglie, Almiron e Aronica per gioco scorretto; Bergessio e Inler per proteste; Vargas per simulazione.
Spettatori: paganti 5.097, abbonati 8.711, incasso 123.233 euro.
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