Cronaca Catania 4 min

Longo e gli adattamenti: tra emergenza e ricerca dell’assetto migliore

23 Settembre 2026

Nel percorso del Catania di mister Longo c’è un elemento che torna con una certa frequenza: la necessità, per esigenze tattiche o per indisponibilità, di adattare giocatori in ruoli differenti rispetto a quelli abituali. Una scelta che può offrire soluzioni alternative, ma che inevitabilmente modifica gli equilibri della squadra e, soprattutto, può finire per togliere qualcosa a quei calciatori chiamati a ricoprire posizioni non propriamente nelle loro corde.

L’assenza di Pagliai ne è un esempio evidente. Il suo forfait ha spinto inizialmente Longo a utilizzare Ierardi da terzino destro, una soluzione dettata dalla necessità di coprire la corsia. Successivamente, però, il tecnico ha optato per la difesa a tre, rispolverando quella che può essere considerata la vecchia guardia della gestione Toscano: Dini tra i pali e il terzetto composto da Ierardi, Di Gennaro e Allegretto.

Una scelta che garantisce maggiore protezione centrale, ma che produce inevitabilmente delle conseguenze sugli esterni. In particolare, Bruzzaniti è chiamato a dedicare una maggiore attenzione alla fase difensiva, dovendo preoccuparsi di coprire lo spazio sulla destra. Il risultato è che il suo raggio d’azione offensivo si riduce e una delle sue caratteristiche principali, la capacità di spingere e creare situazioni pericolose negli ultimi metri, rischia di essere limitata.

Lunetta, un jolly che rende di più vicino alla porta

Il discorso è simile per Lunetta, uno dei jolly a disposizione di Longo. La sua duttilità gli consente di essere impiegato in diverse zone del campo, ma l’esperienza maturata in rossazzurro ha evidenziato come il calciatore riesca ad esprimere maggiormente le proprie qualità quando può avvicinarsi alla porta.

Utilizzarlo da quarto o quinto di centrocampo significa inevitabilmente chiedergli un lavoro più consistente in fase di copertura e, di conseguenza, allontanarlo dalla zona nella quale può diventare maggiormente incisivo.

Contro il Barletta, peraltro, questa soluzione non ha prodotto gli effetti sperati. A sorprendere è stata anche la scelta di lasciare inizialmente in panchina Donnarumma, terzino di ruolo, preferendogli una soluzione più adattata. Una decisione che ha alimentato inevitabilmente qualche interrogativo sulla gestione delle corsie esterne.

Adesso, però, Longo può contare sul rientro di Masciangelo, che ha scontato la squalifica e dovrebbe riprendere il proprio posto a Caserta. Una presenza importante proprio per restituire maggiore naturalezza alla fascia e ridurre la necessità di ricorrere ad adattamenti.

Cabianca, un’alternativa ancora da scoprire

In questo scenario c’è anche un’altra soluzione che potrebbe tornare utile: Cabianca. Il giocatore non è ancora stato impiegato, ma la sua presenza offre a Longo una possibilità in più sulla fascia destra, soprattutto in questa fase nella quale Pagliai è ai box.

Cabianca rappresenta una soluzione più naturale per tamponare l’emergenza, consentendo al tecnico di mantenere maggiormente definiti i compiti degli altri interpreti. In particolare, un esterno maggiormente predisposto a occupare quella zona del campo potrebbe permettere a Bruzzaniti di dedicarsi con maggiore continuità alla fase offensiva.

Quaini, meglio a centrocampo

Un altro caso emblematico è quello di Quaini, già arretrato più volte in difesa. La sua duttilità rappresenta certamente un valore aggiunto per Longo, ma in questo momento sembra essere soprattutto a centrocampo che il giocatore riesce a garantire un contributo più efficiente nell’economia del gioco rossazzurro.

La sua presenza in mezzo al campo offre equilibrio e permette alla squadra di beneficiare delle sue caratteristiche nella gestione della manovra. Per questo motivo, arretrarlo nuovamente in difesa significherebbe rinunciare a qualcosa in una zona nella quale il Catania sembra avere bisogno della sua presenza.

Anche il centrocampo, del resto, ha dovuto fare i conti con alcune assenze. L’infortunio di Torrasi ha costretto Longo a modificare le proprie rotazioni, ma in questo caso la risposta è arrivata da Vallocchia, protagonista di prestazioni positive e capace di ritagliarsi uno spazio importante.

Resta poi da attendere il pieno recupero della condizione di Caligara, altro elemento che potrebbe ampliare le possibilità di scelta del tecnico e restituire ulteriore qualità al reparto.

E davanti cambia tutto: senza Russo serve una nuova soluzione

Adesso si cambia anche in attacco. Russo era diventato un punto fermo, ma il suo infortunio costringerà Longo a modificare la struttura offensiva. Il tecnico potrebbe puntare dall’inizio su Coda o Caturano, oppure proporre Lunetta come falso nove, sfruttandone mobilità e capacità di attaccare gli spazi.

Il punto è trovare l’equilibrio

La duttilità dei giocatori può essere una risorsa preziosa durante una stagione lunga e piena di imprevisti. Il Catania, però, in questa fase è chiamato soprattutto a trovare un equilibrio tra adattabilità e riconoscibilità tattica.

Longo ha dimostrato di non avere problemi a cambiare uomini e sistema quando le circostanze lo richiedono. Il rischio, però, è che una soluzione pensata per colmare un’assenza finisca per condizionare il rendimento di un altro giocatore.

Nel frattempo il Catania dovrà fare di necessità virtù. La trasferta di Caserta rappresenterà un altro banco di prova per capire se il tecnico riuscirà a trovare la combinazione giusta tra uomini, ruoli e sistema, senza sacrificare le qualità individuali dei suoi giocatori.

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