Per il Messina doveva essere il giorno del giudizio definitivo. Lo scorso 20 agosto infatti il procuratore federale Giuseppe Chiné ha deferito l’Acr di fronte alla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale. L’oggetto del contendere i tesseramenti sottoscritti nell’estate 2025 dall’ex presidente Stefano Alaimo, all’epoca dei fatti inibito. Era una fase caotica, successiva alla retrocessione dalla Lega Pro, con il gruppo di Giuseppe Peditto che curò un breve interregno prima del cambio di proprietà tra l’inadempiente Aad Invest Group, formalmente ancora al timone del club, e il Racing City Group, che ha costituito nell’ottobre scorso il neonato Acr 1900.
Il presidente del Tfn Carlo Sica (foto Gabriele Maltinti)
A differenza di quanto è accaduto lo scorso 12 maggio, all’indomani della retrocessione, quando Davis e Pagniello si presentarono nei locali della Figc in via Campania a Roma, questa volta l’udienza è stata soltanto telematica e ovviamente chiusa al pubblico. L’inizio è slittato di un’ora e alla fine il Tribunale Federale Nazionale ha comunicato alle parti che in virtù di una “questione preliminare” non arriverà alcuna pronuncia in giornata. Il presidente Carlo Sica e il relatore Maurizio Lascioli hanno esercitato infatti il diritto di astensione, che tutela la terzietà del giudice, per non compromettere l’imparzialità della pronuncia ed evitare istanze di ricusazione e addirittura una nullità della sentenza.
I legali del Messina Flavia Tortorella e Luis Vizzino
Sica e Lascioli infatti si erano già pronunciati nel maggio scorso sull’esposto presentato da Reggina, Sancataldese e Acireale. Dal club peloritano, chiamato a rispondere per responsabilità diretta e oggettiva, è sempre trapelata assoluta serenità, anche perché il deferimento era scontato. L’1 luglio era stato notificato al Messina l’avviso di conclusione delle indagini. Dopo le prime pronunce tutte positive nei confronti dell’Acr, la società amaranto rinunciò all’appello, anche perché il cambio di proprietà portò ad accantonare una querelle legale che non avrebbe originato una riscrittura delle classifiche dell’ultimo torneo, mettendo in discussione la promozione del Savoia.
Il Tribunale Federale Nazionale sorge in via Campania
Non a caso a maggio il club campano si costituì in giudizio – al pari dell’Enna, salvatosi direttamente evitando i temuti play-out – al fianco del Messina. L’astensione di Sica e Lascioli origina quindi un rinvio a data da destinarsi del giudizio, perché devono essere nominati un nuovo presidente e un nuovo relatore. Dovrebbe trascorrere un altro mese, poi finalmente il Messina potrà comparire di fronte al Tfn. La pronuncia sportiva di primo grado sarà ovviamente appellabile di fronte alla Corte Federale d’Appello. Il “caso Alaimo” insomma non va in soffitta e l’Acr dovrà ancora fare i conti con il suo passato almeno fino al termine del 2026.
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