Quando il Catania aumenta la produzione offensiva, tende a concedere qualcosa in più dietro. Quando invece riesce a limitare il raggio d’azione degli avversari, fatica a costruire occasioni da gol. È una squadra ancora alla ricerca del proprio equilibrio, capace di mostrare volti diversi anche all’interno della stessa partita.
Non è necessariamente una contraddizione, ma il segnale di un percorso di crescita ancora in corso. Il calcio proposto da Longo richiede meccanismi, consapevolezza e soprattutto la capacità di interpretare correttamente i diversi momenti della gara. Il Catania, in questo senso, deve ancora compiere alcuni step.
Più possesso, ma soprattutto più efficacia
La qualità degli interpreti non manca, ma serve maggiore continuità nell’ultimo passaggio, negli inserimenti e nella capacità di attaccare palla. Il possesso non può essere considerato un obiettivo fine a sé stesso. Il Catania deve imparare a riconoscere quando accelerare, quando consolidare il possesso e quando rendere efficace il controllo del gioco producendo occasioni concrete.
Il rovescio della medaglia
Dall’altra parte c’è la fase difensiva. Quando il Catania aumenta il numero degli uomini portati in avanti e alza il baricentro, inevitabilmente aumenta anche il rischio di subire gol. Altro compito delicato è quello di mantenere un atteggiamento aggressivo senza perdere palla o perdendola senza farsi trovare impreparati dietro.
Oppure capire quando è necessario rallentare e quando sarà necessario comandare il gioco, quando è più utile difendere con ordine. Sapendo che ci sono momenti nelle quali il gioco scorre meno, gli spazi sono ridotti e la qualità delle trame offensive viene condizionata dall’atteggiamento dell’avversario. Momenti nei quali sarà necessario comandare il gioco, altri che richiederanno pazienza e possesso, altre invece più coraggio e verticalità.
La crescita offensiva deve procedere di pari passo con quella difensiva. Attaccare di più non significa necessariamente scoprirsi di più. Il passaggio successivo del lavoro di Longo sarà attaccare non perdendo le distanze e gli equilibri. Del resto una squadra matura sa cambiare registro senza perdere la propria identità.
Il calcio dominante passa dalla crescita
L’idea di un Catania dominante, capace di imporre ritmo, possesso e pressione, richiede dunque un processo graduale. Sono già trascorse 6 giornate, la strada della crescita passa da questi dettagli: più efficacia negli ultimi metri, maggiore attenzione quando si perde palla e una migliore gestione dei diversi momenti della gara. Solo così i tanti volti mostrati finora potranno determinare un’identità più precisa e riconoscibile.
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L’articolo Tanti volti in una sola partita: la strada verso il calcio di Longo proviene da Tutto Calcio Catania.