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Tra investimenti, silenzi e interrogativi: quale progetto ha in mente Pelligra?

24 Settembre 2026

«Sono stati e saranno fatti investimenti nel lungo periodo. La famiglia Pelligra non ha rilevato il club per fare soldi facili e in fretta, vendendo il Catania e andandosene via. La famiglia Pelligra vuole restare a Catania a lungo». Erano state queste, lo scorso giugno, le parole di Ross Pelligra durante l’incontro con la stampa locale a Torre del Grifo.

Parole che delineavano un progetto di lungo respiro e che, nelle intenzioni del presidente, avrebbero dovuto accompagnare il Catania verso una crescita progressiva. Diversi tasselli organizzativi, però, destano perplessità.

Investimenti sì, ma si continuano ad invocare chiarimenti

Il punto di partenza non può essere ignorato: il gruppo Pelligra ha investito nel Catania e acquisito la struttura di Torre del Grifo. Ma la programmazione su quali basi poggia se, ogni anno, la struttura tecnica e/o societaria viene rivoluzionata? Perchè il budget a disposizione è stato addirittura più che dimezzato rispetto alla passata stagione? Fattore, quest’ultimo, che ha costretto il Catania a muoversi sul mercato con margini economici più ristretti e la necessità di liberare spazio salariale attraverso le cessioni degli esuberi.

La proprietà parla di un progetto di lungo periodo, ma quale progetto? Si percepiscono ancora troppi elementi provvisori. Pelligra ha ribadito la volontà di continuare ad investire, confermando anche la fiducia in Vincenzo Grella e indicando la Serie B come obiettivo. Urgono, però, risposte più precise sulle strategie presenti e future.

Il caso Zarbano è emblematico. A giugno Pelligra aveva confermato pubblicamente la permanenza del dirigente e spiegato che «non cambierà nulla riguardo al suo impiego per il Catania». Successivamente, invece, la casella del Direttore Generale è rimasta vacante. Tra ciò che viene comunicato e ciò che poi accade si è creato uno scarto, che alimenta inevitabilmente domande. Un modus operandi che va ripetendosi nel tempo.

Fideiussione, Torre del Grifo e campo

Anche la questione delle garanzie finanziarie merita di essere distinta. Il Catania aveva già affrontato nel 2024 una vicenda relativa ad una fideiussione, che la società aveva attribuito a ritardi burocratici nel trasferimento delle somme tra istituti bancari, ribadendo allora la disponibilità delle risorse.

Due anni dopo la società ha dovuto confrontarsi nuovamente con scadenze legate alle garanzie sugli ingaggi dei nuovi calciatori. Elementi che si sommano ad altri interrogativi.

Su Torre del Grifo, invece, la struttura non è ancora assimilabile a un centro sportivo operativo, tra ritardi nei lavori e debiti da ripianare. Quando e in quale misura potrà diventare realmente una risorsa quotidiana?

E poi c’è il campo. Il Catania ha iniziato la stagione con difficoltà. Questo inevitabilmente aumenta la pressione sull’ambiente. La situazione sportiva, però, va tenuta separata dalle questioni societarie.

Il problema del silenzio

Il silenzio non produce necessariamente un problema. Un silenzio prolungato, però, quando si sommano diversi interrogativi, rischia di diventare terreno fertile per il chiacchiericcio.

Fideiussione, mercato, budget, organigramma, Torre del Grifo, risultati: ogni singolo argomento può avere una spiegazione razionale. Ma se le spiegazioni arrivano tardi, oppure non arrivano affatto, la percezione della situazione finisce inevitabilmente per essere determinata dalle voci, dalle interpretazioni e dalle ricostruzioni esterne.

E questo non aiuta nessuno: non aiuta la proprietà, non aiuta la dirigenza, non aiuta Longo e non aiuta la squadra, che avrebbe bisogno di lavorare in un ambiente il più possibile sereno.

In una stagione già complicata dai risultati, il Catania non ha bisogno di altri rumori intorno a sé. La chiarezza, in questo momento, non sarebbe un atto dovuto soltanto alla stampa o alla tifoseria: sarebbe uno strumento per proteggere lo stesso progetto della proprietà.

Se questo avverrà, molte delle attuali discussioni perderanno peso. Altrimenti il chiacchiericcio continuerà inevitabilmente a riempire gli spazi comunicativi lasciati vuoti dal club.

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