Cronaca Catania 2 min

Difesa sui calci piazzati: Longo valuta correttivi

3 Ottobre 2026

«Non credo che un allenatore debba essere fondamentalista. Qualora delle cose non andassero bene e nella struttura va cambiata qualcosa, lo faremo». Le parole di Emilio Longo in sala stampa fotografano con chiarezza uno degli aspetti sui quali lo staff tecnico sta concentrando maggiormente la propria attenzione: la fase difensiva sui calci piazzati.

Il riferimento dell’allenatore rossazzurro è alla scelta della marcatura a zona, sistema adottato dal Catania in questa stagione e che, almeno nelle prime uscite, non ha sempre restituito le necessarie garanzie. La squadra ha infatti evidenziato più di una difficoltà nel leggere e gestire le situazioni da fermo, concedendo agli avversari spazi e occasioni che hanno finito per alimentare qualche interrogativo sull’efficacia dell’impianto difensivo.

Longo, del resto, non ha nascosto la necessità di intervenire. «Abbiamo lavorato tanto sulla disposizione e sulla modalità di marcatura», ha spiegato l’allenatore, sottolineando come il tema sia già al centro del lavoro quotidiano. Non si tratta, dunque, di una problematica ignorata o sottovalutata, ma di un aspetto sul quale il Catania sta cercando una soluzione più funzionale alle caratteristiche e alle esigenze della squadra.

La marcatura a zona richiede infatti sincronismi, attenzione sulle traiettorie, aggressività nell’attacco della palla e grande coordinazione tra i giocatori. Un minimo errore di lettura può trasformarsi rapidamente in un’occasione per gli avversari. La marcatura a uomo, al contrario, modifica le responsabilità individuali e impone ai difensori di seguire direttamente i riferimenti assegnati, senza però eliminare i rischi: duelli persi, blocchi e movimenti degli attaccanti possono comunque creare situazioni pericolose.

Per questo Longo sembra orientato ad un approccio pragmatico. «Stiamo attenzionando la situazione e prendendo dei provvedimenti», ha dichiarato. Una frase che lascia intendere come il lavoro non si limiterà alla semplice ripetizione degli schemi già utilizzati, ma possa prevedere correttivi nella disposizione, nelle responsabilità individuali o persino nella filosofia di marcatura.

«In questi 21 anni ho marcato una sola volta a uomo», ha ricordato lo stesso Longo, sottolineando però come nelle sue precedenti esperienze le squadre abbiano subito meno sulle palle inattive. Un dato che rafforza l’idea di un tecnico pronto a mettere in discussione le proprie scelte quando necessario.

Il Catania, dunque, studia la propria difesa sui calci piazzati. Quando una soluzione non produce i risultati attesi, anche le convinzioni più radicate possono essere messe in discussione. L’obiettivo è rendere più solida una squadra che proprio nelle palle inattive ha mostrato, in questo avvio di stagione, uno dei suoi punti di maggiore vulnerabilità.

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