Cronaca Agrigento 3 min

Sortino. Sotto assedio: assalto a due bancomat

3 Ottobre 2026

È stata una notte di paura a Sortino, trasformata in pochi minuti nello scenario di un’azione criminale che, per modalità e organizzazione, appare tutt’altro che improvvisata. Un gruppo numeroso di malviventi, secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori composto da circa dieci persone, ha preso di mira due sportelli bancomat nel centro del paese, appartenenti al Monte dei Paschi di Siena e alla Banca Agricola Popolare di Sicilia. L’assalto sarebbe avvenuto nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 ottobre, quando il paese era ormai immerso nel silenzio. I malviventi avrebbero agito sfruttando la potenza di mezzi pesanti per tentare di sradicare gli sportelli automatici e impossessarsi del denaro contenuto all’interno.

L’escavatore e il tir

Il particolare che maggiormente colpisce gli investigatori riguarda l’organizzazione dell’azione. Per raggiungere gli ATM sarebbe stato utilizzato un escavatore, risultato rubato, impiegato per forzare e scardinare gli sportelli bancari. Ma il piano, stando alla prima ricostruzione, avrebbe previsto anche una sorta di barriera per ritardare l’eventuale intervento delle forze dell’ordine. Un tir, anch’esso risultato rubato, sarebbe stato collocato trasversalmente lungo una strada, creando un ostacolo alla circolazione e rendendo più difficoltoso l’accesso al centro abitato. Una strategia che lascia ipotizzare una preparazione accurata del colpo, con ruoli e compiti distinti tra i componenti del gruppo. Dopo aver completato l’azione, i malviventi si sarebbero dileguati utilizzando tre automobili. A quel punto è scattata la macchina investigativa, con gli inquirenti impegnati a ricostruire minuto per minuto quanto accaduto.

Caccia alla banda

Gli accertamenti sono ancora in corso e dovranno stabilire innanzitutto quale sia stato l’effettivo bottino portato via dalla banda e quali siano i danni provocati agli istituti di credito. Particolare attenzione viene riservata ai sistemi di videosorveglianza installati nelle aree interessate dall’assalto. Le immagini potrebbero fornire elementi importanti per individuare i veicoli utilizzati, ricostruire il percorso seguito dal commando e verificare eventuali presenze sospette nelle ore precedenti all’azione. Gli investigatori dovranno inoltre accertare la provenienza dell’escavatore e del tir, ricostruendo dove e quando siano stati rubati e se i due mezzi siano stati utilizzati esclusivamente per l’assalto di Sortino oppure anche in altre azioni criminali.

Un precedente inquietante

L’episodio riporta inevitabilmente alla memoria altri assalti agli sportelli automatici registrati negli ultimi mesi nel territorio siracusano e, più in generale, nell’area montana della provincia. Lo stesso bancomat del Monte dei Paschi di Siena di Sortino era già stato preso di mira lo scorso gennaio, sempre durante un’azione notturna. Un precedente che rende ancora più significativa la scelta dello stesso obiettivo da parte dei malviventi. La modalità utilizzata questa volta presenta inoltre elementi che richiamano un altro recente episodio avvenuto a Palazzolo Acreide: l’impiego di un mezzo da lavoro per aggredire fisicamente lo sportello automatico e l’utilizzo di veicoli per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine.

Il lavoro degli investigatori

Adesso saranno le indagini a stabilire se si tratti di episodi collegati oppure di azioni autonome riconducibili a gruppi diversi. L’eventuale presenza di elementi comuni — mezzi utilizzati, modalità operative, tempi dell’azione, percorso di fuga e scelta degli obiettivi — potrebbe diventare determinante per comprendere la struttura della banda. Resta inoltre da chiarire se il commando sia riuscito effettivamente a impossessarsi del denaro contenuto nei due ATM e quale sia l’ammontare complessivo dei danni. Una cosa appare già evidente: l’assalto di Sortino non ha avuto le caratteristiche di un colpo improvvisato. L’impiego di un escavatore, il posizionamento di un tir per ostacolare la viabilità, l’attacco contemporaneo a due obiettivi e la fuga organizzata con più automobili delineano un’operazione che gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire nei dettagli. E proprio dalla comparazione con gli altri assalti messi a segno recentemente nella provincia potrebbe arrivare la chiave per dare un nome e un volto ai componenti del commando.

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