La riduzione a 60 chilometri orari del limite di velocità su alcune tratte delle autostrade siciliane riaccende il confronto sulla gestione della rete viaria dell’Isola. Una misura che, secondo il parlamentare del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, rappresenta il segnale di una situazione infrastrutturale ormai insostenibile e impone una verifica delle responsabilità del Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas) e del governo regionale. Nel mirino finiscono le autostrade Messina-Palermo e Messina-Catania, interessate dal provvedimento disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in relazione alle condizioni delle carreggiate e ai ritardi accumulati negli interventi di manutenzione.
«Questo governo regionale degli scandali sta di fatto fermando la Sicilia», sostiene Scerra, denunciando l’assenza, a suo giudizio, di risposte adeguate da parte di chi è chiamato a garantire l’efficienza delle infrastrutture. Il parlamentare contesta inoltre la mancata assunzione di responsabilità politiche mentre, afferma, l’Isola attraversa una fase particolarmente difficile sul fronte dei collegamenti.
La richiesta di revocare la concessione
La questione centrale riguarda il ruolo del Cas, concessionario delle tratte interessate. Scerra chiede chiarimenti sull’utilizzo delle risorse destinate alle infrastrutture e sugli interventi che, secondo il Movimento 5 Stelle, non sarebbero stati realizzati nei tempi necessari per assicurare adeguati standard di sicurezza e manutenzione.
«Che fine hanno fatto le ingenti risorse stanziate per le infrastrutture? Perché non sono mai stati eseguiti i lavori necessari a garantire sicurezza e manutenzione?», domanda il parlamentare.
Il M5S, ricorda Scerra, sostiene da anni la necessità di revocare la concessione al Consorzio, contestando quelle che definisce carenze nella gestione della rete autostradale. Una richiesta che, secondo la ricostruzione del deputato, sarebbe stata ripetutamente avanzata senza trovare il sostegno del centrodestra.
La limitazione della velocità diventa così, nella lettura politica del parlamentare, il punto di arrivo di una serie di criticità rimaste irrisolte. Da qui la richiesta di un cambio di rotta e di una presa di posizione esplicita da parte dell’esecutivo regionale.
Trasporti più lenti, imprese meno competitive
Le conseguenze, secondo Scerra, non riguardano soltanto i disagi per gli automobilisti. La riduzione del limite di velocità rischia infatti di allungare sensibilmente i tempi di percorrenza, con ricadute sulla movimentazione delle merci e sull’organizzazione dei trasporti.
A essere penalizzati sarebbero soprattutto gli autotrasportatori e le imprese siciliane, già chiamati a confrontarsi con difficoltà logistiche che incidono sui costi e sulla capacità di raggiungere tempestivamente i mercati.
Il parlamentare evidenzia il divario che potrebbe determinarsi rispetto ad altri territori, citando la Calabria come esempio di un contesto nel quale gli operatori del trasporto merci possono beneficiare di condizioni di percorrenza differenti.
La preoccupazione è che una rete autostradale sottoposta a limitazioni prolungate finisca per aggravare gli svantaggi competitivi della Sicilia, rendendo più complessi gli spostamenti delle persone e il trasferimento delle merci.
Una crisi che coinvolge l’intero sistema dei collegamenti
Nel suo intervento Scerra allarga lo sguardo alle altre difficoltà che interessano la mobilità regionale. Tra queste richiama la sospensione della circolazione ferroviaria sulla linea Siracusa-Catania per quattro mesi e le criticità che possono condizionare l’operatività del principale scalo aeroportuale siciliano in relazione all’attività dell’Etna.
Un insieme di problemi che, secondo il deputato, non può essere considerato una semplice successione di episodi indipendenti o di circostanze inevitabili. La condizione delle autostrade, il rallentamento dei collegamenti ferroviari e le vulnerabilità del sistema aeroportuale concorrono, nella sua analisi, a delineare un quadro complessivo che richiede interventi strutturali e una programmazione più efficace.
«La Regione chiarisca le proprie responsabilità»
La conclusione del parlamentare torna sul rapporto tra il concessionario e le istituzioni regionali. Per Scerra, la riduzione del limite di velocità costituisce un segnale delle criticità nella manutenzione della rete e rende necessario verificare l’adempimento degli obblighi previsti dalla concessione.
«Se un gestore non assicura più la manutenzione e la sicurezza della rete, la conseguenza coerente è la revoca della concessione», afferma, ribadendo la posizione del Movimento 5 Stelle.
Da qui l’appello al governo regionale affinché chiarisca se intenda sostenere la richiesta di revoca oppure confermare la fiducia nell’attuale modello di gestione.
«Il Movimento 5 Stelle continuerà a chiederla, in tutte le sedi», conclude Filippo Scerra, rilanciando il tema della responsabilità politica e della necessità di restituire efficienza e affidabilità ai collegamenti siciliani.
L’articolo Siracusa. Autostrade siciliane a 60 km/h, alla Regione: «Revocare la concessione al Cas» proviene da Libertà Sicilia.