Cronaca Catania 3 min

Il caso Cicerelli fa riaprire il dibattito sul Football Video Support

18 Ottobre 2026

Il Football Video Support dovrebbe aiutare gli arbitri a prendere decisioni più corrette, soprattutto negli episodi destinati a incidere sul risultato. Ma cosa succede quando, dopo una revisione al monitor, i dubbi restano e la spiegazione fornita non convince? È la domanda che accompagna il dopo Potenza-Catania, con il gol annullato a Cicerelli diventato il simbolo della rabbia rossazzurra. A rendere ancora più pesante la vicenda è stata la reazione di mister Longo, che ha ammesso di essersi sentito preso in giro quando l’arbitro gli ha comunicato che le immagini non erano chiare.

Il gol annullato a Cicerelli, l’episodio che fa discutere

La partita del “Viviani” sembrava poter cambiare volto nel primo tempo, quando Cicerelli aveva trovato la rete del possibile pareggio dopo il vantaggio iniziale del Potenza. Una giocata di qualità, una conclusione vincente e l’esultanza rossazzurra, interrotta però dalla revisione al FVS e dalla successiva conferma della posizione di fuorigioco.

È proprio la valutazione della posizione del capitano etneo a lasciare perplessi. Dalle immagini a disposizione, Cicerelli sembra essere tenuto in gioco dal difensore avversario addirittura di circa mezzo metro. Una distanza significativa, che rende comprensibili le proteste del Catania e alimenta gli interrogativi sulla decisione finale. Se la revisione non consente di chiarire un episodio così importante, quali elementi hanno portato a confermare il fuorigioco?

La frase dell’arbitro e la reazione di Longo

A rendere ancora più controversa la vicenda è stato il confronto tra il tecnico rossazzurro e il direttore di gara. Longo ha raccontato di essersi sentito preso in giro dopo aver ricevuto la spiegazione secondo cui le immagini non erano abbastanza chiare. Una reazione forte, che restituisce il livello di amarezza dell’allenatore per un episodio che avrebbe potuto cambiare l’andamento della partita. Se le riprese mostravano elementi utili a giudicare l’azione, diventa legittimo chiedersi perché non siano stati ritenuti sufficienti per una valutazione diversa. La rabbia di Longo evidenzia quanto sia importante che le spiegazioni arbitrali siano chiare e comprensibili, soprattutto quando in gioco c’è un gol nel contesto di una partita equilibrata.

E meno male che c’è la telecamera ai 16 metri…

L’introduzione della telecamera posizionata all’altezza dei 16 metri dovrebbe offrire un supporto aggiuntivo nella valutazione degli episodi. Questo non garantisce automaticamente una valutazione corretta. Per giudicare un fuorigioco servono una prospettiva adeguata, immagini sufficientemente nitide e l’individuazione precisa dell’istante in cui il pallone viene giocato dal compagno. Senza questi elementi, anche una revisione può lasciare margini d’incertezza. Ma se l’obiettivo del FVS è aiutare a risolvere gli episodi contestati, la spiegazione secondo cui le immagini non sono chiare rischia di lasciare tifosi e protagonisti esattamente al punto di partenza. A cosa serve andare al monitor se, al termine della revisione, non si riesce a fare chiarezza? È la domanda che il caso Cicerelli pone con forza, al di là delle appartenenze e delle recriminazioni di una singola squadra.

Il FVS deve offrire risposte, non alimentare polemiche

Quando una revisione al FVS si conclude con una decisione contestata e con una spiegazione che lascia insoddisfatti i protagonisti, diventa necessario interrogarsi sui criteri adottati per valutare l’episodio ed è legittimo chiedersi quale sia il suo reale contributo alla ricerca della decisione corretta.

La questione riguarda non soltanto il Catania. Oggi sono i rossazzurri a sentirsi penalizzati, domani potrebbe accadere a un’altra squadra. Per questo la richiesta di trasparenza non dovrebbe essere liquidata come una semplice reazione alla sconfitta. La tecnologia deve offrire un aiuto concreto. Quando il suo utilizzo lascia più interrogativi di quanti ne risolva, servono risposte. Non soltanto per il Catania, ma per la credibilità stessa dello strumento.

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