Ancora Potenza, ancora lo stadio “Viviani”, ancora un fuorigioco contestato e un gol che fa discutere. A distanza di quasi un anno, il Catania si ritrova a fare i conti con una storia che si ripete. Cambiano i protagonisti e gli allenatori, ma il copione presenta inquietanti analogie: anche stavolta un episodio destinato a lasciare il segno finisce al centro delle polemiche. Con una differenza sostanziale: se nella passata stagione gli etnei erano riusciti a portare a casa un punto, questa volta tornano dalla Basilicata senza raccogliere nulla.
Da Rolfini a Cicerelli: un anno dopo, lo stesso dubbio
Per ritrovare un precedente simile bisogna tornare alla sfida della scorsa stagione, quando sulla panchina rossazzurra sedeva Domenico Toscano. In quell’occasione il Catania era passato in vantaggio con Forte, prima di subire il pareggio di Bruschi. Proprio quest’ultimo, autore della rete lucana, era stato successivamente espulso, costringendo il Potenza a giocare gran parte della gara in inferiorità numerica.
Gli etnei avevano preso in mano la partita, costruendo diverse occasioni e vedendosi annullare due reti per fuorigioco. A far discutere soprattutto era stato il gol negato a Rolfini, episodio sul quale erano esplose le proteste rossazzurre. Allora, l’assenza di una telecamera posizionata all’altezza dei 16 metri aveva reso ancora più complicata la valutazione della posizione dell’attaccante. Senza un’angolazione ritenuta sufficientemente chiara, stabilire con certezza se Rolfini fosse oltre la linea difensiva avversaria era diventato difficile. Il dubbio era rimasto, accompagnando il dopo partita e alimentando le recriminazioni del Catania.
Stavolta c’è la telecamera, ma il verdetto non cambia
Un anno dopo, lo scenario presenta una differenza importante: il Football Video Support dispone anche della telecamera all’altezza dei 16 metri, introdotta proprio per offrire ulteriori elementi nelle situazioni più delicate. Eppure, il risultato della revisione non ha placato le polemiche. Il protagonista è stato stavolta Cicerelli, autore di una splendida conclusione che avrebbe riportato il Catania in parità dopo il vantaggio iniziale del Potenza. La rete è stata annullata per fuorigioco al termine del consulto al monitor, con l’arbitro che ha confermato la decisione iniziale sostenendo che le immagini non fossero abbastanza chiare per modificarla. Una spiegazione che ha lasciato perplessi i rossazzurri.
La differenza è nel risultato: stavolta il Catania perde
Le analogie con la gara della passata stagione, però, si fermano a un certo punto. Allora il Catania era riuscito a uscire dal “Viviani” con un pareggio, nonostante le occasioni create e le reti annullate. Questa volta, invece, il finale consegna agli etnei una sconfitta per 2-1, maturata in una partita nella quale il Potenza ha saputo sfruttare meglio le proprie opportunità. Il peso dell’episodio arbitrale resta evidente. Il “Viviani” torna così ad essere teatro di polemiche arbitrali che coinvolgono il Catania. La ricorrenza degli episodi rende inevitabile il confronto e riporta l’attenzione sulla necessità di decisioni comprensibili, soprattutto quando sono in gioco punti pesanti.
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