La polizia di stato di Catania, nelle ultime ore, ha arrestato all’interno di tre operazioni diverse, mirate al controllo del territorio e al rintraccio degli individui destinatari di provvedimenti giudiziari, altrettanti soggetti. Ad intervenire, nello specifico, i poliziotti della squadra mobile.
La polizia di Catania effettua due ordini di carcerazione: arrestati un latitante 46enne e un 45enne catanese
Un primo intervento, effettuato dagli agenti della sezione “criminalità straniera”, ha riguardato un latitante catanese di 46 anni, situato nel quartiere di Librino. Gli agenti hanno così proceduto con l’arresto, voluto dalla procura distrettuale della Repubblica di Catania, e l’hanno condotto in carcere per espiare una pena di 4 anni e 7 mesi di reclusione. L’individuo, infatti, era già stato accusato in passato di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale ed evasione aggravata.
Rimanendo a Librino, poi, i poliziotti della sezione “criminalità organizzata” hanno arrestato un 45enne catanese, verso cui è stato emesso, dall’autorità giudiziaria, un provvedimento di cumulo di pene. L’uomo quindi, una volta rintracciato, è stato portato in carcere, dove dovrà scontare una pena di 4 anni e 8 mesi per i reati di droga ed evasione.
L’intervento durante un controllo del territorio: 26enne sorpresa con oltre 200 grammi di marijuana
Un ultimo intervento, invece, è avvenuto a San Cristoforo, in relazione ad un servizio del territorio all’interno della zona di viale Grimaldi. Nello specifico qui i “Falchi” hanno colto in flagranza di reato una 26enne alla guida di uno scooter. Dai controlli, infatti, sono emerse due buste sottovuoto e cinque involucri con all’interno 231 grammi di marijuana.
Tale sostanza è stato quindi sequestrata e la 26enne arrestata con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente.
Occorre, tuttavia, ricordare come nei confronti dell’indagata vige tutt’ora la presunzione d’innocenza, in ossequio ai principi costituzionali, valevole da ora fino a condanna definitiva. Nell’attesa della convalida, però, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti della donna gli arresti domiciliari.