Cronaca Catania 5 min

Breve: «Approccio molle, non vedevamo un Catania così da tempo. Con una serie positiva si può risalire»

3 Novembre 2026

La sconfitta di Cerignola continua a far discutere e ad alimentare interrogativi sul momento del Catania. Una battuta d’arresto che ha sorpreso per le modalità con cui è maturata, soprattutto dopo una serie di prestazioni che avevano restituito fiducia e convinzione all’ambiente rossazzurro. A intervenire sull’argomento è stato Carlo Breve, ex calciatore del Catania e oggi opinionista, ospite della trasmissione ‘Corner’ su Telecolor.

«Approccio morbido, il Cerignola ha avuto una marcia in più»

«C’è stato un approccio morbido del Catania, cosa che non vedevamo da tanto tempo. Da Picerno in poi la squadra aveva offerto prestazioni importanti. A Cerignola, invece, l’approccio è stato veramente brutto, molle. Nei primi dieci minuti il Catania è riuscito soltanto una volta ad affacciarsi nella metà campo avversaria. Al contrario, quello del Cerignola è stato un approccio feroce».

Breve individua anche alcuni protagonisti della superiorità mostrata dalla formazione pugliese: «Due calciatori avversari, in particolare, hanno messo in difficoltà il Catania: Gambale e Cretella. Entrambi hanno avuto una marcia in più, vincendo praticamente tutti i duelli con Di Gennaro e Quaini. Dalle loro giocate sono nate le principali occasioni da gol del primo tempo. Il Catania, invece, ha fatto pochissimo».

I cambi e gli errori individuali: «Longo poteva provare qualcosa di diverso»

L’ex rossazzurro si sofferma poi sulle possibili correzioni che Longo avrebbe potuto apportare durante l’intervallo, ricordando quanto accaduto nella precedente sfida contro il Crotone. «Pensavo che nel secondo tempo Longo potesse cambiare qualcosa. Contro il Crotone lo aveva fatto, inserendo Ierardi al posto di Di Gennaro e affidandogli la marcatura su Musso. Avrebbe potuto adottare una soluzione simile anche a Cerignola, affidandogli il controllo di Gambale. Non so se Ierardi fosse nelle condizioni di farlo, ma si potevano comunque valutare soluzioni diverse».

La ripresa, secondo Breve, aveva inizialmente restituito un Catania più convincente, prima che un episodio cambiasse nuovamente l’inerzia dell’incontro. «Nei primi dieci minuti del secondo tempo abbiamo visto il miglior Catania dell’intera partita. Poi è arrivato il gol, nato da una topica allucinante. Secondo me è stata eccessiva la decisione di Diop di fischiare il cambio di rimessa. Fermo restando che Allegretto avrebbe dovuto mantenere la marcatura di reparto, con Di Gennaro che ha perso l’ennesimo duello, aggiungo anche l’errore di Dini, che ha avuto grosse responsabilità sulla rete, nonostante sia stato uno dei migliori rossazzurri in campo».

Non manca una considerazione sulla reazione offensiva della squadra dopo essere andata in svantaggio: «Il Catania ha chiuso la partita con sette uomini offensivi, ma non ha prodotto un forcing forsennato e non è riuscito a mettere alle corde l’avversario».

Coda ha bisogno di rifornimenti

Un altro tema riguarda il rendimento di Massimo Coda, apparso in difficoltà in una partita nella quale il Catania ha faticato a costruire occasioni realmente pericolose. Breve invita a considerare soprattutto il tipo di palloni che arrivano al centravanti: «Coda ha bisogno di ricevere rifornimenti importanti dentro l’area. Sa come muoversi e come fare gol, ma a Cerignola è stato difficile anche per lui. Quando il Catania riusciva a superare la prima pressione, gli avversari erano bravi a ripiegare compatti, abbassarsi e togliere tutte le linee di passaggio».

La vetta si allontana, ma il campionato resta aperto

L’analisi si sposta poi sulla classifica e sulle ambizioni del Catania. La sconfitta di Cerignola ha complicato il percorso di avvicinamento alla vetta, soprattutto considerando il rendimento del Potenza, che in questo momento è riuscito ad allungare sulle inseguitrici. «Per inseguire la vetta bisognerebbe avere tanta continuità, cosa che in questo momento il Catania dimostra di non avere. Le sconfitte delle prime giornate avevano tante giustificazioni, mentre delle ultime due una è stata immeritata, quella di Potenza. Quella di Cerignola, invece, è stata imbarazzante. Credo che nessuno di noi, né dello staff né dei giocatori, si aspettasse un capitombolo del genere. Adesso Longo deve capire cosa non ha funzionato».

Breve, tuttavia, non considera compromesse le possibilità di rimonta. Molto dipenderà dalla capacità delle rossazzurre di ritrovare continuità e approfittare di eventuali passi falsi delle concorrenti. «Il Potenza avrà dei cali, perché non dispone di una rosa così profonda, a meno che a gennaio non intervenga ulteriormente sul mercato, inserendo altri calciatori importanti. Le rivali sono tutte vicine in classifica, soltanto il Potenza è riuscito ad allungare. Con una serie di risultati utili il Catania può ancora avvicinarsi alla vetta».

C’è però un aspetto che, secondo l’opinionista, dovrà necessariamente cambiare: «Il Catania deve vincere anche le partite sporche. Questo è un tema cruciale. Bisogna capire perché una squadra che aveva inanellato una serie di prestazioni così positive sia inciampata in un ostacolo del genere. Non dico che fosse una partita facile, perché il Cerignola in casa ha valori importanti, anche se domenica si presentava con diverse assenze».

Difesa a quattro o 3-4-2-1? Il dilemma tattico

In chiusura, Breve affronta uno degli argomenti più interessanti in vista del prosieguo della stagione: la scelta del sistema di gioco. Il Catania era stato inizialmente costruito per utilizzare il 4-3-3, ma le difficoltà legate alla disponibilità dei terzini destri avevano spinto Longo a modificare l’assetto. «La squadra è stata costruita per giocare con il 4-3-3. Poi sono mancati i terzini destri e bravo è stato Longo a cambiare sistema di gioco. Nel 3-4-2-1, però, secondo me manca uno specifico esterno a tutta fascia a destra. Con il ritorno di Pagliai e avendo Cabianca a disposizione, potresti rispolverare il 4-3-3. Fino alla settimana scorsa, però, eravamo tutti contenti e convinti che il 3-4-2-1 fosse il sistema perfetto».

Non soltanto una questione di moduli, ma anche di gestione delle energie e delle alternative. Breve individua infatti nella necessità di far rifiatare alcuni elementi un altro possibile intervento da parte dell’allenatore. «Servirebbe fare rifiatare qualcuno. Torrasi, ad esempio, è praticamente scomparso dai radar, ma è un giocatore sul quale sicuramente si può puntare».

L’intervento di Carlo Breve restituisce quindi una fotografia articolata del momento rossazzurro. La sconfitta di Cerignola ha evidenziato limiti nell’approccio, nei duelli individuali e nella capacità di reagire alle difficoltà, ma non ha cancellato le possibilità di rientrare nella corsa ai vertici.

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