Cronaca Catania 4 min

Diop, il conto alla rovescia e la rimessa contestata: cosa non torna nell’azione del gol

3 Novembre 2026

La sconfitta del Catania a Cerignola non può essere giustificata esclusivamente attraverso l’episodio che ha determinato il gol di Boccadamo. I rossazzurri hanno disputato una gara deludente, non sono riusciti a esprimere il proprio potenziale e hanno commesso una serie di errori che hanno contribuito al risultato finale. Merito anche dell’Audace Cerignola, che ha saputo sfruttare l’occasione e conquistare tre punti importanti.

Tuttavia, nelle ore successive alla partita, si è acceso il dibattito sulla regolarità della rete decisiva, nata da una rimessa laterale inizialmente affidata al Catania e successivamente assegnata alla formazione pugliese per l’eccessiva perdita di tempo di Andrea Allegretto.

L’arbitro Abdoulaye Diop ha applicato una disposizione regolamentare introdotta per contrastare le perdite di tempo nelle riprese di gioco. La questione, però, non si esaurisce con l’inversione della rimessa: bisogna verificare anche le modalità con cui è stata successivamente eseguita.

Cosa dice il regolamento: il conto alla rovescia di cinque secondi

La nuova disposizione, introdotta per la stagione 2026/27 attraverso la Circolare 1 dell’AIA, riguarda proprio le rimesse laterali e i calci di rinvio. Il protocollo prevede che, quando l’arbitro ritiene che una squadra stia ritardando deliberatamente la ripresa del gioco, possa avviare un conto alla rovescia visivo di cinque secondi, segnalando chiaramente al calciatore che deve effettuare la rimessa. Se al termine dei cinque secondi il pallone non è ancora in gioco, la rimessa viene assegnata alla squadra avversaria, che deve eseguirla dalla stessa posizione prevista per quella originaria. Da questo punto di vista, la decisione di Diop di invertire la rimessa per il ritardo di Allegretto appare coerente con la nuova normativa.

Il dubbio sulla posizione di Cocorocchio

È nella seconda parte dell’episodio che nasce il principale interrogativo. Cocorocchio ha effettuato la rimessa laterale da una posizione differente rispetto a quella originariamente prevista, con uno spostamento di circa tre-quattro metri, come emerso nel corso della trasmissione ‘Corner’, su Telecolor. Un particolare tutt’altro che secondario. Il regolamento, infatti, stabilisce espressamente che la rimessa assegnata alla squadra avversaria dopo il superamento dei cinque secondi debba essere eseguita dalla stessa posizione della rimessa originaria. In quel caso, l’arbitro avrebbe dovuto intervenire, impedendo che la ripresa del gioco avvenisse da una posizione diversa da quella prevista.

Il quarto ufficiale poteva intervenire?

Un altro interrogativo riguarda il ruolo del quarto ufficiale. La squadra arbitrale non è composta soltanto dal direttore di gara e dagli assistenti: anche il quarto ufficiale collabora alla gestione dell’incontro, fornendo supporto all’arbitro nelle situazioni di sua competenza. In un episodio come quello di Cerignola, un eventuale rilievo sulla posizione dalla quale Cocorocchio stava per effettuare la rimessa avrebbe potuto essere comunicato a Diop prima della ripresa del gioco.

FVS: il Catania poteva chiedere la revisione?

C’è poi la questione del Football Video Support, altro elemento che merita un chiarimento. Il protocollo FVS della Serie C consente agli allenatori di richiedere la revisione in quattro tipologie di episodi: rete segnata o non segnata, calcio di rigore, espulsione diretta e scambio d’identità. Inoltre, ogni gol viene sottoposto a una verifica automatica da parte del quarto ufficiale.

Nel caso specifico, bisogna distinguere due aspetti: la possibilità di contestare autonomamente la posizione della rimessa laterale e quella di verificare la regolarità della rete successivamente realizzata. La prima non costituisce una fattispecie autonoma per il ricorso al FVS. La seconda, invece, rientra pienamente nelle situazioni sottoposte a revisione.

Diop e i precedenti con il Catania

La direzione di gara di Abdoulaye Diop riporta alla memoria anche altri incroci con la formazione rossazzurra. Il direttore di gara bergamasco ricoprì il ruolo di quarto ufficiale nella semifinale d’andata di Coppa Italia di Serie C contro il Rimini, disputata due stagioni fa, una partita accompagnata da polemiche arbitrali.

Un altro precedente risale alla scorsa stagione, quando il Catania conquistò una vittoria per 1-2 sul campo del Team Altamura. Anche in quell’occasione la direzione arbitrale finì al centro delle contestazioni rossazzurre, soprattutto per un calcio di rigore non concesso e per una mancata espulsione reclamata dalla formazione etnea.

Nessun alibi per la sconfitta, ma il regolamento va rispettato

Il punto centrale della questione deve rimanere uno: il Catania ha perso a Cerignola soprattutto per responsabilità proprie. La squadra di Emilio Longo ha offerto una prestazione insufficiente, ha mostrato difficoltà nella costruzione del gioco e ha commesso una leggerezza difensiva imperdonabile in occasione della rete di Boccadamo. Al Cerignola vanno riconosciuti i meriti per aver sfruttato immediatamente l’occasione, dimostrando attenzione e rapidità nell’esecuzione della rimessa. Non è possibile cercare nell’arbitraggio una giustificazione per una sconfitta meritata sul campo, ma è lecito interrogarsi sulla corretta applicazione del regolamento.

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