La sconfitta di Cerignola ha lasciato interrogativi e malumori nell’ambiente rossazzurro. Il passaggio dal convincente 6-0 contro il Giugliano alla prestazione sottotono del “Monterisi” ha riportato in primo piano il problema della continuità. Al termine della partita, mister Emilio Longo ha scelto una strada precisa: non cercare attenuanti, riconoscere la superiorità degli avversari e assumersi pubblicamente la responsabilità di quanto accaduto.
«Le partite vanno giocate con la giusta intensità, la squadra ha avuto poca cattiveria ed è una mia responsabilità», ha dichiarato il tecnico, riconoscendo anche che il Catania non è riuscito ad esprimere il proprio potenziale. Parole importanti, soprattutto in un momento nel quale l’ambiente si aspettava una conferma dopo la goleada contro il Giugliano. Longo non ha cercato di nascondersi dietro gli episodi. Una presa di posizione che merita di essere analizzata sotto diversi aspetti.
I lati positivi: proteggere il gruppo e assumersi le responsabilità
Il primo elemento positivo delle dichiarazioni di Longo riguarda la personalità. Un allenatore che, dopo una sconfitta, non scarica le responsabilità sui propri calciatori e non cerca giustificazioni dimostra di voler proteggere il gruppo e di essere disposto a metterci la faccia. È un atteggiamento che può contribuire a mantenere compatto lo spogliatoio, soprattutto quando arrivano risultati negativi e aumentano le pressioni esterne.
Il tecnico, in fondo, è il principale responsabile delle scelte: prepara le partite, individua gli uomini da schierare, studia gli avversari, stabilisce l’impostazione tattica e interviene durante la gara. Se la squadra non riesce ad esprimere quanto preparato, è giusto che anche l’allenatore si interroghi sul proprio operato.
C’è poi un altro aspetto: riconoscere pubblicamente gli errori significa evitare che la sconfitta venga minimizzata. Longo ha ammesso che il Catania è stato inferiore al Cerignola, soprattutto nei duelli individuali, e che la prestazione è stata al di sotto delle aspettative. Un atteggiamento apprezzabile, non frutto di dichiarazioni di circostanza.
I lati negativi: attenzione a non deresponsabilizzare i calciatori
C’è però anche un’altra faccia della medaglia. Se è corretto che l’allenatore si assuma le proprie responsabilità, non bisogna dimenticare che in campo vanno i calciatori. Sono loro a dover affrontare i duelli, mantenere alta la concentrazione, applicare le indicazioni tattiche e dimostrare personalità nei momenti difficili. Una rimessa laterale gestita male, una marcatura sbagliata, un contrasto perso o una giocata superficiale non possono essere ricondotti esclusivamente alle responsabilità dell’allenatore.
Il rischio, quando un tecnico si carica sulle spalle l’intera colpa di una sconfitta, è quello di trasmettere involontariamente un messaggio sbagliato: il gruppo potrebbe sentirsi eccessivamente protetto, mentre dovrebbe essere chiamato a una presa di coscienza collettiva. Non si tratta di mettere alla gogna i singoli o cercare necessariamente un colpevole, bensì di pretendere che ogni componente della squadra riconosca la propria parte di responsabilità. Le aspettative sono elevate e il livello di responsabilità deve essere proporzionato alle ambizioni.
La preparazione della partita e le scelte tecniche
Un altro aspetto da considerare riguarda la preparazione della sfida. Longo ha spiegato di non aver percepito durante la settimana segnali di un calo di concentrazione dovuto all’entusiasmo seguito al 6-0 contro il Giugliano. Ha anche respinto l’idea che la squadra si sia inconsciamente rilassata dopo quella vittoria. È un passaggio importante, perché sposta l’attenzione su una questione più ampia: come è stata preparata la partita di Cerignola?
Il tecnico ha riconosciuto che l’avversario era conosciuto e che le difficoltà iniziali erano prevedibili. Eppure il Catania ha disputato un primo tempo totalmente insufficiente, nel quale ha concesso diverse opportunità agli avversari. Anche le scelte iniziali, l’interpretazione tattica e la gestione dei cambi meritano una valutazione. Non per mettere in discussione ogni decisione dell’allenatore a posteriori, ma perché proprio in queste situazioni si misura la capacità di uno staff tecnico di leggere le partite e trovare le contromisure necessarie.
Assumersi le responsabilità significa anche questo: analizzare ciò che non ha funzionato e individuare soluzioni concrete per evitare che gli stessi problemi si ripetano.
Il problema della continuità non può essere risolto soltanto con le parole
Il tema centrale resta quello della continuità. Il Catania ha dimostrato di possedere qualità importanti, ma continua ad alternare prestazioni convincenti ad altre decisamente meno brillanti. Il 6-0 contro il Giugliano aveva alimentato entusiasmo, mentre la sconfitta di Cerignola ha riportato tutti davanti a una realtà che non può essere ignorata. Longo ha ribadito la propria fiducia nelle potenzialità della squadra, sostenendo che la classifica definitiva andrà valutata ad aprile e che l’obiettivo è rimanere agganciati alle prime posizioni. Un messaggio condivisibile, ma che deve necessariamente trovare riscontro sul campo. La continuità bisogna costruirla attraverso prestazioni, atteggiamenti e risultati. E questo compito non appartiene soltanto all’allenatore, ma all’intero gruppo.
Contro il Sorrento servirà una risposta di tutti
La prossima partita contro il Sorrento rappresenta già un’occasione importante per verificare la reazione del Catania. Longo avrà il compito di correggere gli errori, preparare adeguatamente la squadra e individuare le soluzioni migliori. I calciatori, invece, dovranno dimostrare di aver compreso il messaggio e di essere pronti a prendersi le proprie responsabilità. Non dovrà essere soltanto una risposta tecnica, ma anche caratteriale.
Il Catania ha bisogno di una presa di coscienza generale. Non servono processi, ma nemmeno giustificazioni. Serve capire perché una squadra capace di segnare sei gol in una partita possa poi offrire una prestazione così distante dalle proprie possibilità. Longo ha fatto il primo passo, riconoscendo pubblicamente le responsabilità. Adesso ci si aspetta che anche il gruppo faccia il proprio.
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L’articolo Longo si assume le responsabilità: gesto da leader o eccessiva protezione del gruppo? proviene da Tutto Calcio Catania.