Cronaca Catania 4 min

Problema di mentalità o di preparazione? Tutti sotto esame

3 Novembre 2026

La continuità. È una parola che torna ciclicamente quando si parla del Catania e che, ancora una volta, diventa centrale dopo quanto accaduto tra la gara contro il Giugliano e la successiva trasferta di Cerignola. Il 6-0 rifilato ai campani aveva restituito entusiasmo, alimentato aspettative e confermato le potenzialità di una squadra costruita per recitare un ruolo da protagonista. Una prestazione convincente, accompagnata da gol, qualità e una ritrovata fiducia nei propri mezzi. Ci si aspettava, dunque, che i rossazzurri potessero ripartire proprio da quella vittoria, portando con sé certezze e convinzioni.

Invece, in Puglia, si è visto un Catania decisamente diverso. Una squadra poco brillante, incapace di riproporre quanto di buono mostrato nei giorni precedenti e lontana da quel livello di intensità e qualità che aveva caratterizzato la goleada del “Massimino”. Due prestazioni così differenti, separate da pochi giorni, riaprono inevitabilmente una questione che non può più essere sottovalutata: perché il Catania fatica a dare continuità alle proprie prestazioni?

Troppi complimenti dopo il Giugliano? L’entusiasmo non può diventare un alibi

Nei giorni precedenti alla trasferta di Cerignola, intorno alla squadra si era respirato un clima di comprensibile soddisfazione. Il 6-0 aveva conquistato consensi e complimenti, mentre alcuni calciatori, tra cui Andrea Allegretto, Eddy Cabianca e Alessandro Quaini, avevano incontrato i tifosi per un appuntamento tra autografi, fotografie e sorrisi. Un’iniziativa piacevole, che testimonia il legame tra la squadra e il suo pubblico. Ma può tutto questo aver contribuito a creare un clima di eccessiva euforia?

Domanda legittima, ma bisogna evitare conclusioni affrettate. I calciatori sono professionisti e devono sapere gestire tanto l’entusiasmo di una vittoria quanto la delusione di una sconfitta. Un incontro con i sostenitori o una settimana caratterizzata da tanti complimenti non possono rappresentare una giustificazione per una prestazione insufficiente. Semmai, il tema riguarda la capacità di mantenere alta la concentrazione, senza lasciarsi condizionare dai risultati precedenti. Una grande squadra deve saper archiviare rapidamente una vittoria, soprattutto quando il calendario propone subito un altro appuntamento importante.

La preparazione della partita: anche Longo e lo staff sotto osservazione

Se non vogliamo attribuire tutto a un presunto calo mentale dei calciatori, diventa inevitabile allargare la riflessione alla preparazione della partita. Mister Longo e il suo staff hanno certamente analizzato il Cerignola, studiandone caratteristiche, punti di forza e possibili debolezze. Ma la prestazione offerta in Puglia impone qualche interrogativo sull’efficacia delle contromisure individuate e sulla capacità della squadra di interpretare correttamente la gara.

L’approccio iniziale era quello giusto? Il Catania è riuscito a mettere in pratica quanto preparato durante la settimana? Le difficoltà incontrate dagli avversari sono state adeguatamente previste? E, soprattutto, quando la partita ha preso una piega diversa dalle aspettative, sono state individuate rapidamente le soluzioni per correggere la situazione? Interrogativi che non implicano necessariamente errori nella preparazione, ma che meritano risposte.

L’allenatore non può essere chiamato in causa soltanto quando arrivano i risultati positivi. Allo stesso modo, quando una squadra alterna prestazioni esaltanti a prove deludenti, anche il lavoro dello staff tecnico deve essere oggetto di valutazione.

Il problema non è soltanto mentale

Ridurre tutto a una questione di concentrazione rischia di essere semplicistico. La continuità, infatti, non riguarda esclusivamente l’atteggiamento mentale, ma coinvolge diversi aspetti: organizzazione tattica, condizione atletica, qualità delle giocate, capacità di adattamento e personalità.

Il Catania ha dimostrato di possedere individualità importanti e di poter produrre un calcio offensivamente efficace. Il 6-0 contro il Giugliano ne è una testimonianza. Ma una squadra che ambisce a vincere il campionato deve dimostrare di saper affrontare anche le partite più complicate, quelle in cui gli spazi diminuiscono, gli avversari concedono poco e non è possibile affidarsi soltanto alle qualità dei singoli. È in queste occasioni che emergono la maturità e la solidità di un gruppo.

Non si può pensare che ogni domenica arrivi una goleada, ma ci si può e ci si deve aspettare una squadra capace di mantenere un livello minimo di rendimento, anche quando il gioco non funziona e le difficoltà aumentano. L’entusiasmo generato dal 6-0 avrebbe dovuto rappresentare un punto di partenza, non un momento da celebrare e archiviare. Allo stesso modo, la delusione di Cerignola deve trasformarsi in un’occasione di riflessione per tutti.

Non è convincente attribuire una prestazione negativa soltanto a un presunto rilassamento dei calciatori. La professionalità impone responsabilità individuali, ma la preparazione, la gestione e la lettura delle partite chiamano in causa anche l’allenatore e il suo staff.

Adesso l’attenzione si sposta sulla sfida contro il Sorrento, un appuntamento importante per riprendere il cammino e soprattutto per cancellare le sensazioni negative lasciate dalla trasferta pugliese.

***CLICCA QUI per seguirci sulla nostra pagina Facebook***

L’articolo Problema di mentalità o di preparazione? Tutti sotto esame proviene da Tutto Calcio Catania.

Fonte