Aveva pianificato tutto con settimane di anticipo. Cole Tomas Allen, arrestato per l’attacco alla cena dei corrispondenti al Washington Hilton, aveva prenotato una stanza nello stesso hotel già a inizio aprile, pochi giorni dopo l’annuncio della partecipazione del presidente Donald Trump all’evento.
Secondo la ricostruzione fornita dal procuratore generale ad interim Todd Blanche e dalla procuratrice di Washington Jeanine Pirro, Allen è partito dalla California il 21 aprile, viaggiando in treno fino a Chicago e poi a Washington, dove è arrivato il 24 aprile. Si è registrato in albergo nel pomeriggio e ha atteso il momento dell’evento.
Gli investigatori ritengono che conoscesse nel dettaglio il programma della serata, compreso l’ingresso del presidente e della First Lady previsto per le 20 del 25 aprile. Alle 20.40 avrebbe tentato di raggiungere la ballroom forzando il dispositivo di sicurezza, ma è stato bloccato dagli agenti del Secret Service prima di entrare.
Al momento dell’azione era armato con un fucile a pompa calibro 12 Mossberg, una pistola calibro 38, almeno tre coltelli e altro equipaggiamento. Le armi erano state acquistate in California e trasportate oltre i confini statali, elemento che pesa sulle accuse federali.
Allen è stato formalmente incriminato per tentato assassinio del presidente. Durante l’intervento delle forze dell’ordine sarebbero stati esplosi diversi colpi per fermarlo. «Pare, e non voglio esagerare perché le verifiche sono ancora in corso, che siano stati cinque i colpi», ha detto Blanche, aggiungendo che anche l’attentatore avrebbe fatto uso del fucile.
La procuratrice Pirro ha annunciato che il quadro accusatorio è destinato ad aggravarsi. «Ci saranno ulteriori accuse man mano che le indagini proseguiranno», ha spiegato, sottolineando che l’obiettivo dell’uomo era «eliminare il maggior numero possibile di alti funzionari del Gabinetto».