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Siracusa. Calcio, dal campo alle aule di tribunale: tra vertenze e debiti, spunta nuova istanza di fallimento

1 Maggio 2026

La retrocessione in Serie D non rappresenta, per il Siracusa Calcio 1924, la fine di una stagione difficile: è piuttosto l’inizio di una fase ancora più complessa, che si gioca ormai lontano dal campo, dentro le aule di tribunale.

Il bilancio dell’annata sportiva porta con sé il peso di una gestione societaria fortemente contestata. Sotto la guida della proprietà Ricci, il progetto avrebbe progressivamente perso solidità, fino a trasformarsi in una stagione segnata da instabilità, scelte discutibili e risultati sportivi mai davvero decollati.

La preparazione estiva ne è stata il primo segnale evidente: il ritiro è stato di fatto compromesso dall’assenza di una rosa completa, con i calciatori arrivati solo nelle ultime battute del mercato. Una costruzione della squadra frammentata, che ha costretto lo staff tecnico a lavorare in condizioni tutt’altro che ideali.

Anche le scelte sul mercato hanno inciso in modo pesante sull’equilibrio del gruppo: diversi innesti, pur dotati di esperienza, arrivavano da stagioni complicate o da problemi fisici importanti, rendendo ancora più fragile la tenuta complessiva della squadra. A questo si sono aggiunti i ripetuti ritardi nei pagamenti di stipendi e contributi, una criticità che non è rimasta senza conseguenze: la classifica ne ha risentito fino a tradursi in una pesante penalizzazione di undici punti, con il rischio di ulteriori sanzioni future.

In questo contesto già compromesso, il lavoro del tecnico Turati si è trasformato in una continua rincorsa. Il mercato di gennaio ha infatti rivoluzionato nuovamente l’organico, costringendo a un riassetto profondo che ha inevitabilmente inciso sulla continuità tecnica. Le difficoltà accumulate nei primi mesi hanno poi lasciato strascichi evidenti, con una serie di risultati negativi che hanno indirizzato la stagione su un binario sempre più complicato.

Sul piano societario, non è passata inosservata la chiusura verso possibili nuovi ingressi imprenditoriali. Diverse manifestazioni d’interesse non si sono concretizzate, poiché la proprietà avrebbe preferito mantenere il controllo, aprendo eventualmente solo a collaborazioni limitate alla sponsorizzazione, senza cessioni significative di quote.

Una nuova richiesta di liquidazione giudiziale

Mentre il campo ha sancito il verdetto sportivo, il fronte giudiziario si è ulteriormente complicato. Dopo l’archiviazione della precedente istanza di liquidazione avanzata dall’Agenzia delle Entrate e l’uscita di scena di alcuni procuratori, è arrivata una nuova richiesta di liquidazione giudiziale. A presentarla sono stati due agenti FIFA, tramite l’avvocato Carlo Gubellini del Foro di Bologna, per un credito di circa 23 mila euro legato a commissioni su trasferimenti di calciatori svincolati.

Ora la parola passa al giudice delegato Federico Maida, chiamato a fissare l’udienza entro trenta giorni dal 24 aprile. Uno scenario che potrebbe ulteriormente allargarsi, con l’ingresso di nuovi creditori e un’esposizione economica complessiva in crescita, che secondo alcune stime potrebbe raggiungere cifre rilevanti, coinvolgendo anche fornitori di servizi e aziende del territorio.

A rendere il quadro ancora più delicato ci sono le vertenze di lavoro ancora aperte. Tra queste, quelle promosse dall’ex brand ambassador Walter Zenga e dall’ex direttore sportivo Davide Mignemi, con udienze già fissate nel prossimo periodo e potenziali riflessi ulteriori sulla situazione economica del club.

Per il Siracusa Calcio 1924 si apre quindi una fase decisiva e tutt’altro che ordinaria: il futuro della società non è dipeso soltanto dalle scelte sul campo, ma soprattutto dall’esito di un intreccio giudiziario ed economico che nei prossimi mesi potrebbe determinarne profondamente la traiettoria.

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